Operistica

La Cenerentola – Teatro La scala Milano 16 Febbraio 2019


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Ah Ponnelle!….Ah Ponnelle!
   .. che gran piacere assistere a una regia di grande qualitá ben lontana dagli scempi – per fare un nome – di un Michieletto. Un’opera che a due secoli della sua “prima” mantiene tutta la freschezza e l‘ironia della vicenda. Molto diverso ë il libretto rispetto alla tradizione con fate, incantesimi etc. Qui ci sono personaggi buffi come le sorelle, personaggi patetici come don Magnifico, personaggi ironici come Dandini e poi i due innamorati, classici ma non sdolcinati. Un‘opera che a partire dalla sua „prima“ molto controversa ha goduto poi ininterrottamente – e a ragione – del favore del pubblico. E che DEVE avere una regia in grado di valorizzarne i contenuti e rispettosa del suo carattere. Sia chiaro: nessuna polemica sterile contro le „rivisitazioni“ moderne purché siano . – molto semplicemente – belle!  Insomma un po‘ la storia del vergognoso Entfürng aus dem serail del teatro comunale di Bologna vs. quello della Scala della medesima stagione. Con questa Cenerentola  si va semplicemente a colpo sicuro, come testimoniato anche dal numero di repliche programmate.
La ripresa  dell’edizione 1973 ripropone questa opera con qualche aggiustamento (sono passati 45 anni!) ma sostanzialmente con l’impianto primigenio. E fa bene, perchè il risultato è eccellente e premiato – finalmente! – da un pubblico non partigiano con atteggiamenti da stadio (ah i loggionisti, che disastro!) ma composto e attento che non lesina però applausi quando necessari. Svetta su tutta la compagine di canto il Dandini di Nicola Alaimo, in forma smagliante anche quando colpito dal male  di stagione. Canto ed eloquio pressochè perfetti, presenza scenica magistrale, è di fatto il vero protagonista di questa edizione. Brava, ma non eccezionale Marianne Crebassa come Cenerentola. Avrebbe il phisique du role ed  eccelle nel registro intermedio ma denuncia qualce incertezza nell’agilità (in particolare nel finale dell’opera). Di qualità la prestazione di Carlos Chausson nel ruolo di don Magnifico, con qualche eccesso gigionesco che toglie al personaggio quel tono di ironica tristezza che veniva così perfettamente evidenziata da Paolo Montarsolo nel passato. Di Maxim Mironov come don Ramiro non ci si  può lamentare ma, anche per la natura del personaggio, appare come una bella statuina di porcellana senza particolare significanza. Di buona qualità le altre voci.

Bravissimo il direttore Ottavio Dantone, uno specialista del barocco che qui dirige con sensibilità e ironia un’orchestra che appare perfettamente modellata sull’opera. Insomma una serata da non dimenticare in un panorama operistico italiano che lascia spesso a desiderare. E che dovrebbe fare riflettere considerando che si avvale della regia di un regista prematuramente (1988) scomparso che certamente non era infetto da quella smania di protagonismo che porta oggi molti registi a snaturare ridicolmente quanto diretto. Una regia volta a valorizzare l’opera rispettandone il dettato e non a ridisegnarla secondo criteri del tutto arbitrari (e spesso di gusto scadentissimo). Ottimo successo di pubblico.
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… what a great pleasure to enjoy a staging of great quality far from the disasters  – just to name one – of a Michieletto’s. A work that two centuries after its “Premiere” retains all the freshness and irony of the story. Very different is the libretto in comparison with the tradition with fairies etc. Here there are funny characters like the sisters, pathetic characters like Don Magnifico, ironic characters like Dandini and then the two lovers, classic but not sappy. A work that, starting from its very controversial “premiere” has enjoyed continuously – and rightly so – an increasing favour of the public. And that implies a staging able to enhance its content and respectful of its character. Let’s be clear: no useless controversy against modern “reworking” as long as they are – very simply – beautiful!  In short, I mean the shameful Entfürung  aus dem Serail of the Teatro Comunale di Bologna vs. that of La Scala of the same season. With this Cenerentola you are sure of a good performance, as proven by the number of programmed replicas. The resumption of the1973  edition features again this work with some adjustments (it is 45 years old!) but basically with the first implant. And it’s good, because the result is excellent and rewarded- eventually!  -from a non partisan audience  that cheers only  when necessary. The Dandini by Nicola Alaimo stands out on the whole singing team althougb struck by the flu. Singing and speech almost perfect, masterful stage presence, is in fact the real protagonist of this edition. Good, but not great Marianne Crebassa as Cenerentola. She would have the phisique du role and excels in the intermediate register but denounces uncertainties in the agility (in particular in the final of the opera). Of good quality the performance of Carlos Chausson in the role of Don Magnifico, with some excesses that hide the ironic sadness of the character that was so perfectly highlighted by Paul Montarsolo in the past. Of Maxim Mironov as Don Ramiro no much can be said but, even for the nature of the character, looks like a beautiful porcelain figurine without particular significance. Of good quality the other singers. The conductor Ottavio Dantone, a specialist of the baroque repertoire, here conducts with sensibility and irony an orchestra that appears perfectly modeled for the opera. In short, an evening not to be forgotten in an Italian operatic landscape that often is very disappointing. Considering that the opera isa based on the work of a regisseur prematurely (1988) disappeared that certainly was not infected with the craving for protagonism that today brings many regisseurs to distort ridiculously the operas they stage. A staging aimed at enhancing the work respecting the composer will and not to redesign it according to completely arbitrary criteria (and often of very poor taste). Excellent public success.
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Direttore Ottavio Dantone
Regia, scene e costumi Jean-Pierre Ponnelle
Regia ripresa da Grischa Asagaroff
Luci Marco Filibeck
Cast
Angelina (Cenerentola) Marianne Crebassa
Don Ramiro Maxim Mironov
Don Magnifico Carlos Chausson
Dandini Nicola Alaimo
Alidoro Erwin Schrott
Clorinda Sara Rossini
Tisbe Anna-Doris Capitelli
Maestro al fortepiano Paolo Spadaro Munitto

 

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