Cameristica

Beatrice Rana – Musica Insieme Bologna 11 Febbraio 2019


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Beatrice Rana….Beatrice Rana
   .. è ormai lanciata nell’olimpo del pianismo internazionale, e a ragione. Ho già recensito due suoi  concerti (e questo), e quello che si può dire è che procede il processo di maturazione  interpretativa molto significativo in una pianista di quasi 26 anni (va anche segnalato il talento di sua sorella Ludovica, violoncellista). Impegnata in un programma “classico” ha sfoderato tutte le sue capacità tecniche trascendentali negli studi op. 25 di Chopin (significativo che siano molto più eseguiti che quelli dell’op.10 che iniziano con il trascendentale studio in do maggiore) e negli altri brani eseguiti. Ovviamente un bellissimo concerto e quindi un plauso incondizionato. Alla Rana va riconosciuto lo sforzo costante di valorizzare appieno il significato musicale dei brani eseguiti evitando l’errore così comune nei giovani interpreti di interpretazioni muscolari. Questa qualità è per certi versi persino il suo limite, se così si può dire.  Con questo intendo che il contrasto fra il dionisiaco e l’apollineo è portato alle estreme conseguenze con il rischio di cesure nel contesto del discorso musicale. Un esempio può essere lo studio n. 10 dell’op.25: qui il cantabile centrale è così distante dalle furiose ottave della prima e dell’ultima parte che non pare appartenere allo stesso brano. Naturalmente stiamo parlando di scelte tutte legittime anche se probabilmente il risultato complessivo sarebbe stato ancora migliore. Il discorso vale ovviamente anche per i Miroirs di Ravel nei quali le sonorità impiegate sono risultate perfette per lo spirito della composizione. Quanto alla trascrizione di Agosti de L’oiseau de feu, un brano fortemente e quasi esclusivamente virtuosistico, quello che si può dire è che è comprensibile il desiderio di ampliare il repertorio ma che di queste trascrizioni se ne può fare a meno senza difficoltà. Grande successo di pubblico e due preludi di Chopin come bis.
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PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail.

   .. belongs already to the Olympus of international pianism, and rightly so. I have already reviewed two of her concerts , and what can be said say is that the process of the interpretative maturation advances, very significant in a pianist not yet 26 years old (it should also be reported the talent of his sister Ludovica, cellist). Engaged in a “classic” program, she has used all her transcendental technical skills in the  studies opus 25 of Chopin (it is interesting that they are much more executed than those of opus 10 that begin with the transcendental study in C major) and in the other pieces performed. Obviously a wonderful concert and therefore an unconditional applause. It must be underlined  the constant effort to fully exploit the musical meaning of the music performed, avoiding the error so common in young interpreters of muscular interpretations. This quality is in some respects even her limit. By this I mean that the contrast between the Dionysian and Apollinaeus attitudes is brought to the extreme consequences with the risk of cesures in the context of the musical line. An example may be the study no. 10 of opus 25: here the central “cantabile”  is so distant from the furious octaves of the first and last part that it does not seem to belong to the same composition. Of course we are talking about legitimate choices although probably the overall result would have been even better. This holds also for Ravel’s Miroirs where the sound used was perfect for the spirit of composition. As for the transcription of Agosti of L’oiseau de feu, a composition strongly and almost exclusively virtuosistic, what can be said is that it is understandable the aim to broaden the repertoire but that of these transcriptions we can do away without difficulty. Great public success and two Chopin’s preludes as encores.
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PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility. Since long time I have removed my profile on Facebook and therefore I cannot be contacted for private issues via messenger but only by email at giovanni.neri@unibo.it.
 
Programma
Fryderyk Chopin Dodici Studi op. 25
Maurice Ravel Miroirs
Igor Stravinskij L’oiseau de feu (trascrizione per pianoforte di Guido Agosti)
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