Cameristica

Kremerata Baltica Brunello – Bologna Musica Insieme 17 Dicembre 2018


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Che ….That 
   .. sia necessario eseguire improbabili trascrizioni di grandi opere specificamente composte per  differenti complessi è ormai una sorta di ossessione di Brunello (si pensi alle trascrizioni delle opere per violino solo di Bach eseguite per Musica Insieme) come se venissero a mancare partiture. (A questo proposito può essere interessante sfogliare l’amplissimo catalogo di partiture – accesso libero – proposto  da IMLSP per capire quanta musica – bella e non bella sia chiaro – sia finita giustamente o ingiustamente nel dimenticatoio della storia).  Il concerto in questione, in collaborazione con l’ensemble di Gidon Kremer, propone appunto trascrizioni di opere di Mahler di indubbio interesse ma con i limiti suesposti, (Esistono anche trascrizioni autorizzate dagli autori quali – ad esempio – la grande fuga op. 133 per quartetto d’archi di Beethoven trascritta per pianoforte a quattro mani – forse il brano più difficile del repertorio – o la sonata per violino di Franck trascritta per violoncello). Ciò detto va anche ammesso che la qualità del concerto è stata alta. soprattutto nella prima parte e specificamente nel Quartettsatz dove i quattro esecutori hanno trovato una perfetta armonia (e un plauso particolare alla viola).  Non per niente si trattava di musica originale e non trascritta. Forse un po’ meno valida l’esecuzione della 4a sinfonia anche perchè la voce bianca prevista si è largamente persa nell’auditorium (spesso viene eseguita con voce femminile). Brunello ha immesso tutta la sua musicalità ma certo gli manca un’esperienza da direttore e (come sempre) sarebbe meglio che si dedicasse al suo strumento. Quella di subire il fascino della direzione è una forma di attrazione fatale cui soggiacciono molti grandi esecutori (cito a caso Pletnev, Ashkenazy, Bashmet etc.) e il dubbio è che la transizione sia in parte dovuta al passare degli anni e in parte al fatto che la direzione probabilmente richiede minore impegno mentale e fisico. Solo una grande caso esiste: quello di Daniel Barenboim ma trattasi di caso assolutamente eccezionale e per un artista che da sempre  ha visitato i due ruoli. Un concerto comunque di qualità apprezzato dal pubblico.
Non sta in piedi l’ indicazione della relatrice iniziale (uffa!) che vorrebbe che un’opera d’arte fosse una sorta di ectoplasma asessuato cui i vari compositori  danno forma. Purtroppo questo accade a livello del teatro (e delle scenografie) con risultati tendenzialmente ridicoli e disgustosi ma non dovrebbe essere esportato in altri campi. Qualcuno ha idea di come “interpretare”o “reinventare”  la Venere di Milo o la Gioconda o I Promessi Sposi?
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.It is necessary to execute transcriptions of great compositions specifically addressed to different ensembles is now a sort of obsession with Brunello (think of the transcriptions of the works for violin solo of Bach performed for Musica Insieme) as if enough scores were not available. (In this regard it can be interesting to browse the very wide catalogue of scores – free access – proposed by IMLSP to understand how much music – beautiful and not beautiful obiously –  has been often forgotten). The concert in question, in collaboration with the ensemble of Gidon Kremer, proposes transcriptions of Mahler’s works of undoubted interest but with the above limits, (there are also transcriptions authorized by the authors such as – for example -the Great Fugue opus 133 of Beethoven for string quartet transcribed for four hands piano – perhaps the most difficult piece of the repertoire – or the violin  sonata of Franck transcribed for cello). That said it should also be admitted that the quality of the concert was high. Especially in the first part and specifically in the Quartettsatz where the four performers have found a perfect harmony (and a special applause to the viola). It was original music and not transcribed. Perhaps a little less valid the performance of the 10th Symphony also because the small kid voice was largely lost in the auditorium (it is often performed by a female voice). Brunello has spent all his musicality but certainly lacks an experience as a conductor and (as it is always the case) would be better to devote himself to his instrument. To undergo the fascination of the direction is a form of fatal attraction to which many great performers are subject (I quote the cases of Pletnev, Ashkenazy, Bashmet etc.) and the doubt is that the transition is partly due to the passing of the years and in part to the fact that the direction It probably requires less mental and physical commitment. Only one big case exists: that of Daniel Barenboim but it is an absolutely exceptional case and for an artist who has always played the two roles. A concert anyway of quality appreciated by the audience.
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Programma
Gustav Mahler
Quartettsatz in la minore per pianoforte e archi con  Kristina Anuseviciute viola  e Michail Lifits pianoforte
Sinfonia n. 10 in fa diesis maggiore: Adagio (trascrizione per archi di Hans Stadlmair)
Sinfonia n. 4 in sol maggiore – Das himmlische Leben (trascrizione per soprano e archi di Klaus Simon) con  Freddie Jemison voce bianca
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14 risposte a "Kremerata Baltica Brunello – Bologna Musica Insieme 17 Dicembre 2018"

  1. Sandra Festi ha detto:

    Condivido tutto quanto scritto.
    Ma nel mio apprezzamento del bel concerto, ha molto più peso il piacere dell’ ascolto che le marginali riserve.
    Sandra Festi

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  2. carlo giulio lorenzetti settimanni ha detto:

    Salvo rari casi sono piuttosto diffidente nei confronti delle trascrizioni e non capisco perché Brunello e la Kremerata Baltica abbiano voluto cimentarsi con una “riduzione” della splendida 4 sinfonia di Malher, come se non vi fosse un ampio repertorio per complesso d’archi cui attingere. Eccellenti comunque gli interpreti.

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  3. Italo Bicchierri ha detto:

    Di tutto il concerto ricorderei la magistrale interpretazione del Quartettsatz.Nessun bisogno si sentiva delle trascrizioni dell’Adagio della Sinfonia n.10 ,in una resa noiosissima e tantomeno della Sinfonia n.4 che non trovava giustificazione nel puro intento divulgativo, vista la trascrizione per un ben corposo ensemble e non un semplice pianoforte.

    Mi piace

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