Cameristica

Moreau Kadouch – Milano Quartetto 27 Novembre 2018


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Esuberanza, ….Exuberance, …
   .. questa è certamente la cifra interpretativa del giovane duo. Dotati di ottima tecnica (con qualche errore dovuto proprio all’impostazione di cui sopra) hanno dato luogo a un godibile concerto con parecchie luci e qualche ombra. Molto buona l’impostazione della sonata di Poulenc e ovviamente quella della sonata di Mendelssohn (che certamente richiede l’approccio brillante del duo) mentre discutibile è stata l’interpretazione di Debussy. Per quest’ultima è necessaria la sonorità caratteristica del compositore francese che invece è venuta a mancare in favore di un approccio più “maschio” francamente molto discutibile. Ma le carenze maggiori si sono avute nella sonata di Franck. Gli interpreti dovrebbero tenere a mente due cose: la prima è che il compositore belga nasce come organista e la seconda che tutta la sua produzione ha fortissime riminiscenze classicistiche. Ovviamente Franck non è insensibile alla cultura del suo tempo ma inquadra il tutto in un contesto di rigore formale che deve prescindere da interpretazioni tardoromantiche. Non è invece quello che si è ascoltato. Soprattutto nel secondo tempo vi sono stati momenti di “rubato” e nuances espressive non in linea con l’impostazione rigorosa della sonata e quindi un risultato certamente non dei migliori. Si può ben capire che giovani interpreti possano farsi prendere dal contesto e che ritengano di esprimere fino in fondo il significato musicale di quanto eseguito ma nel caso in questione vi è stato certamente un eccesso. Un buon successo di un pubblico piuttosto numeroso (a sottolineare la competenza del pubblico del quartetto che purtroppo non si registra a Bologna). Un bis di autore a me ignoto (il violoncellista ha cercato di dire il titolo al pubblico in un inglese tipicamente “francesizzato”  – tutti gli accenti spostati sull’ultima sillaba – il che ne ha impedito la comprensione. Ma perchè non esprimersi più semplicemente in francese?)
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this is certainly the interpretative stigma of the young duo. Provided with an excellent technique (with some mistakes due to the above setting) they have given rise to a enjoyable concert with many lights and some shadows. Very good the execution of the sonata of Poulenc and of course that of Mendelssohn (which certainly requires the brilliant approach of the duo) while much weaker was  interpretation of Debussy. For the latter it is necessary the characteristic sound of the french composer who instead was missing in favour of a more “assertive” approach, frankly very questionable. But the major shortcomings were experienced in Franck’s sonata. The interpreters should keep in mind two things: the first is that the belgian composer was born as an organist and the second that all his production has a very strong classicistic influence. Obviously Franck is not insensitive to the culture of his time but he frames everything in a context of formal rigor that must avoid late romantic interpretations. It’s not what was heard. Especially in the second tempo there were moments of “rubato” and expressive nuances not in line with the rigorous setting of the sonata and therefore the result was certainly not outstanding. One can understand that young interpreters can be carried away by the context and that they try to fully express the musical meaning of what was performed but in this case there was certainly an excess. A good success of a rather large audience (to underline the competence of that of the quartetto  that unfortunately is not the case  in Bologna). An encore of an author unknown to me (the cellist tried to tell the title to the public in a typically “french” english with all the accents shifted on the last syllable which prevented its undestanding. But why not simply express it in french?)
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Programma
Poulenc – Sonata per violoncello e pianoforte FP 143
Mendelssohn – Sonata n. 2 in re maggiore op. 58
Debussy– Sonata per violoncello e pianoforte
Franck – Sonata in la maggiore
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