Cameristica

Sella Canino – Conoscere la musica Bologna 22 Novembre 2018


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Diciamolo subito:….Let’s be clear …
   ..un concerto non memorabile in senso positivo. E non si tratta dei molti, troppi, strafalcioni che hanno costellato la performance (compreso quello clamoroso del secondo tempo della sonata di Franck, che ha rischiato di obbligare il duo a fermarsi – ma è già successo in un memorabile – quello sì – concerto di Pierre Fournier e Wilhelm Kempff alla salle Pleyel di Parigi) ma dell’intera impostazione del concerto. In una sala dall’acustica disgraziata come quella di S. Cristina non si può – ripeto – non si può tenere il coperchio del piano completamente aperto quando il secondo strumento è il flauto che certamente  ha un volume di suono da sala cameristica. Il risultato è stato un totale squilibrio con un piano che ha pressoché costantemente sovrastato il flauto che a sua volta ha dimostrato carenze non secondarie nel registro basso fino a diventare quasi afono. E la cosa è risultata plateale nella sonata di Franck che – prevista per violino – è stata trascritta da P. Rampal per il flauto. Ma il risultato richiederebbe un flauto sopraffino che non è il caso della Sella. La vocazione alle trascrizioni quando la letteratura flautistica è ricca di brani è quantomai discutibile e in questo caso addirittura ribadita dal bus concesso (errare humanum…), la danza degli spiriti beati dall’Orfeo e Euridice di C.W.  Gluck.  Ovviamente molto meglio la parte del concerto dedicata in al repertorio Mozartiano con sonate impostate specificamente per il flauto. Quanto al piano vale quanto già scritto su questo blog per B.Canino: la consapevolezza della propria età dovrebbe rendere saggi. Ancora una volta discutibile l’aspetto organizzativo: perchè non prevedere due file, quella per i prenotati e gli altri?
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a not unforgettable concert  in a positive sense. And this not only for the many  faults that have plagued the performance (including that of the second half of Franck’s sonata, which almost forced the duo to stop – but it already happened in a memorable concert by Pierre Fournier and Wilhelm Kempff at the Salle Pleyel in Paris) but for the whole setting of the concert. In a hall with an unacceptable acoustic like that of S. Cristina it is not allowed to keep the lid of the piano fully open when the second instrument is the flute which certainly has a volume of sound of chamber music. The result was a total imbalance with the piano that almost constantly dominated the flute which in turn showed non-minor deficiencies in the low register until it became almost soundless. And this turned out to be blatant in Franck’s Sonata, which was intended for violin, and was transcribed by P. Rampal for the flute. But the result would require an oustanding flute which was not the case for Sella. The vocation to the transcriptions when the flautistic literature is rich ofspecific pieces seems very questionable and in this case this was even reaffirmed by the only encore (errare humanum…), the dance of the blessed spirits of the Orfeo e Euridice of C.W. Gluck. Obviously much better was the part of the concert dedicated to the Mozartian repertoire with sonatas set specifically for the flute. As for the piano holds what was already written on this blog for B. Canino: the awareness of his own age should make people wise. Once again the organization was questionable: why not set two rows, one for those with reservation and the others?
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