Cameristica

Federico Nicoletta – Conoscere la musica 25 Ottobre 2018


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Partecipate al sondaggio  (anonimo)  sulla stagione operistica 2019 del teatro comunale di Bologna. Il sondaggio è ovviamente tanto più valido quanto maggiore è il numero dei partecipanti! Il sondaggio si chiude il 30 Novembre 2018.
In tale data saranno comunicati i risultati.

Dotato di…..With an….
   ..ottima tecnica (ma non eccezionale – qualche strafalcione qui e la) il concerto è stato dedicato di fatto a una serie di studi di vari autori. Un buon esecutore che a momenti in cui privilegia l’interpretazione fa seguire anche impostazioni aridamente e astrattamente tecnicistiche. Ne è un esempio la penultima variazione degli Studi Sinfonici mancante di tutta la sua grandiosità drammatica e l’algida esecuzione della seconda variazione del primo libro del Brahms-Paganini (nell’esecuzione del quale indulge all’impostazione di Michelangeli mischiando primo e secondo libro – una prassi che ai nostri tempi appare piuttosto datata anche se adottata ancora da grandi interpreti come Yuja Wang). Un concerto quindi luci ed ombre concluso come bis dalla Campanella di Paganini-Liszt (un autore che nel programma stranamente mancava) e dal terzo studio dell’op.10 di Chopin. Certamente discutibile dal punto di vista del gusto un programma pot-pourri nel quale è mancata l’unitarietà stilistica oggi requisito fondamentale dei concerti solistici. Un buon successo di pubblico.  Una volta tanto mi sento di non “lapidare” il pistolotto iniziale (così definito anche dal relatore!) di presentazione. Fermo restando che sono sempre contrario a queste “lezioncine” debbo però ammettere che almeno per una volta il relatore Modugno (a differenza di altri veramente insulsi e noiosi) sapeva di cosa trattava il concerto, essendo lui stesso pianista. La sottolineatura dell’introduzione dell’uso massiccio del pollice nella letteratura pianistica dell’800 avrebbe potuto acquistare maggiore caratura se si fosse anche ricordato che l’uso dello stesso dito fu introdotto nello stesso periodo anche per il violoncello (il ben noto “capotasto”) per permettere di estendere la tessitura dei brani.
A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente effettuata “clikkando” sul riquadro nero sopra ogni post. Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail.

excellent technique (but not outstanding -some faults here and there) the concert was dedicated in fact to a series of studies of different composers. A fair performer who intersperses moments where he privileges the interpretation, with a set of abstract technicistic settings. One example is the penultimate variation of the Symphonic Etudes lacking all its dramatic grandeur and the cold execution of the second variation of the first book of Brahms-Paganini (where he indulges in the setting of Michelangeli mixing first and second book – a practice that in our times seems rather outdated even if also adopted by famous pianists as Yuja Wang). A concert with lights and shadows concluded as encores by the Campanella of Paganini-Liszt (an author who in the program strangely lacked) and the third study of the Op. 10 by Chopin. Certainly questionable from the point of view of the taste a pot-pourri program in which the stylistic unitarity is lacking,  today a basic requirement of solo concerts. A good public success. Once in a while I do not complain about the initial presentation. Although I am always opposed to these “lectures” I must admit that at least for once the speaker Modugno (unlike others really lame and boring) knew what the concert was about, being a pianist himself. Remarking the introduction of the massive use of the thumb in the piano literature of 800 could have had a bigger momentum if it had also been recalled that the use of the same finger was introduced during the same period also for the cello (the well-known “Locking nut”)  to extend the range of the played music.
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PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility. Since long time I have removed my profile on Facebook and therefore I cannot be contacted for private issues via messenger but only by email at giovanni.neri@unibo.it.
 
Programma
R. Schumann  Studi Sinfonici op.13 (con variazione postume)
C. Debussy Étude n.9 “pour les notes repetées”
G. Ligeti Der Zauberlehrling
S. Rachmaninov Étude Tableau op.39 n.6
F. Chopin Étude op.25 n.1, n.2, n.10 (1810-1849) Étude op.10 n.12
E. Ghezzi  Studio n.2 “Tonight” (1955) da Sei Studi in forma di trascrizione su “West Side Story” di L. Bernstein
J. Brahms Variazioni su un tema di Paganini op.35 (primo libro con finale del secondo)
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