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Sponsors – Bologna 17 Ottobre 2018


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Partecipate al sondaggio (anonimo)  sulla stagione operistica 2019 del teatro comunale di Bologna

Secondo..
   .. alcuni gli sponsors del teatro comunale che dovrebbero intervenire per ripianare il buco di bilancio apertosi con la “punizione” del FUS sarebbero disponibili ad aprire il portafoglio solo a fronte di una programmazione “di repertorio”. Non è la mia opinione soprattutto se il “repertorio” si riduce a quella dozzina di titoli che, senza togliere nulla alla loro validità, vengono riproposti in modo ossessivo a distanza di un paio di stagioni. Nessuno certamente rimpiange l’era Sani dove si è assistito a titoli impresentabili come “non c’è perchè” o a scempi quali il “ratto dal serraglio” ambientato ISIS (con la complicità – va ricordato – dell’attuale sovrintendente Macciardi). Ma che il pubblico bolognese (una città “wagneriana” per tradizione) si sia ridotto ad accettare solo quanto ripetutamente ascoltato non mi pare rifletta la cultura di chi va a teatro.  Una stagione degna di questo nome deve contenere un mix di titoli con una buona percentuale di repertorio ma anche alcune opere non sempre rappresentate. Non è necessario immaginare le operazioni sestogradiste di Sani ma Gounod, Berlioz, Mayerbeer, Weber, Boito etc. per non parlare di Wagner (tutti autori fra l’altro rappresentati in tempi meno bui di quelli attuali) debbono essere cancellati immaginando un pubblico decerebrato? Un pubblico – quello dei potenziali sponsors – che fra l’altro fortunatamente ha i mezzi e l’interesse a frequentare teatri di ben altro calibro come la Scala, Firenze, Roma, Napoli, nei quali il mix di cui sopra è presente. Ecco, il provincialismo (come l’avventurismo) non paga e la qualità di un teatro, del suo sovrintendente e del consiglio di indirizzo si misurano proprio sulla capacità di proporre stagioni equilibrate e – soprattutto – interessanti. Non ho la pretesa di conoscere l’opinione di tutti ma dai colloqui personali avuti emerge un biasimo unanime. Ora Kurvenal farà come in passato ha fatto per i terribili pistolotti introduttivi che infestano i concerti di Musica Insieme: predisporrà un’indagine fra i suoi lettori (che sono in numero rilevante) e darà i risultati. Poi un altro test sarà quello dei contributi degli sponsors. Se non arriveranno se ne trarranno le conclusioni?
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2 risposte a "Sponsors – Bologna 17 Ottobre 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Vado un attimo off topic e riparlo di disorganizzazione e menefreghismo nei confronti del pubblico: ormai tutto il mondo è paese.
    Sono a Vienna e voglio visitare l’ Albertina e le sue opere grafiche. Entro, pago il biglietto, salgo le scale assieme ad altri visitatori ma proprio in quel momento un commesso chiude la porta dell’ ala dedicata. Protestiamo, mancano tre ore alla chiusura. “C’è la presentazione di un libro” ci viene detto. “Ma proprio qui? L’ ala è tutta chiusa?” “Si, tornate domani”.
    Nessun cartello era presente neppure per pubblicizzare il famoso “libro”, il biglietto non verrà rimborsato, nessun addetto dà spiegazioni. Non resta che visitare la mostra di Monet organizzata in altri spazi: a me però interessa ben poco.
    Il tutto molto “bolognese”. Che sia contagioso?

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  2. andrea bassoli ha detto:

    D’accordo con Kurve
    Gli sponsor (se sono tali) sono interessati al miglioramento della gestione in generale. Altri sono responsabili della programmazione artistica.

    Mi piace

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