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Il coraggio – Bologna 14 Ottobre 2018


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Ci vuole un bel coraggio..
   ..  per affermare, come fa il presidente degli “amici del comunale” Gino Cocchi sul Corriere odierno di Bologna, che il teatro comunale “sta organizzando stagioni molto belle”.  Io non so in base a quali parametri un’affermazione così incredibile venga fatta. Forse il sig. Cocchi confronta il comunale di Bologna con la stagione operistica di Francavilla (con tutto il rispetto dovuto a una istituzione che fa veramente del suo meglio)  ma lo inviterei ad esaminare i cartelloni di alcuni teatri di medio calibro (lasciamo stare la stellare Scala) per capire quale sia lo standard qualitativo del teatro. Basterebbe poi esaminare le proposte per la stagione 2019: un festival della novità. Traviata (ne sentivamo proprio il bisogno, visto che non veniva rappresentata da tanto tempo…), Trovatore (guarda che novità..), Barbiere (idem dopo la sventurata ultima edizione..), Rigoletto (oh, questo sì che è una novità..), Turandot (a volte ritornano…), Cavalleria (anche questa da tempo immemore, vero..), Italiana in Algeri … Per fortuna abbiamo almeno una Salome (ma una rondine…). Basta, questo è quello che passa il convento.  E questa sarebbe una stagione molto bella! Conosce il sovrintendente qualche altro autore che non sia il nazionalissimo Verdi o si accoda all’imperante sovranismo anche in campo musicale? Vogliamo ricordare ad esempio che Bologna è città wagneriana e che del compositore tedesco non se ne vede mai l’ombra? Ma quanti altri autori sarebbe interessante ascoltare e non il trito e ritrito repertorio verdiano? Eppure non tantissimi anni fa abbiamo avuto un Ring memorabile. Ma erano altri tempi e soprattutto altri sovrintendenti. Qualcuno vuole ricordare che il sovrintendente attuale faceva parte della compagine che ha proposto un “Ratto dal serraglio” vergognoso? Insomma per sostenere un teatro non abbiamo bisogno di corifei che in maniera acritica plaudono a una gestione che a un’analisi seria dimostra tutta la sua inconsistenza ma di enti, associazioni e consigli che – competenti (un vocabolo sempre più in disuso, quasi un insulto) – diano un apporto utile al teatro.
PS Ovviamente esiste il colossale problema dei fondi e della metodologia con cui viene erogato il FUS, una follia. Ma anzichè immaginare che solo con il sostegno di illuminate istituzioni si possa risolvere il problema del teatro è utopia. Innaninzitutto per la scarsa qualità della programmazione. Ma poi ha mai pensato il sovrintendente che si potrebbero effettuare significativi risparmi associandosi ad altri teatri? Ad esempio il regio di Torino ha in cartellone alcune opere come quelle bolognesi: e fare un accordo per condividere le scenografie e le regie? E fare un accordo organico – come tante volte da questo blog sostenuto – con teatri sufficientemente lontani per condividere almeno in parte programmazione e costi? O non solo nazionalismo ma anche autarchia?
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3 risposte a "Il coraggio – Bologna 14 Ottobre 2018"

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Poverino, Wagner, che ha ha lasciato questa valle di lacrime un bel po’ di anni prima che sorgesse il nazismo! Ma per certi versi le sue idee coincisero poi con i dogmi dell’ideologia nazista in relazione agli ebrei e questo è un fatto.

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    • Debbo per una volta dissentire. Mai Wagner avrebbe abbracciato l‘ideologia nazista. Fu il contrario. L‘antisemitismo era endemico in Germania da secoli (si vedano gli studi di Mosse in proposito) ma mai aveva impedito agli ebrei di occupare posti di grande importanza nella società tedesca. Era un dibattito ideologico senza risvolti pratici. Wagner non amava gli ebrei (antisemita era sua moglie Cosima, quella si) e seguiva le teorie del tempo.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Diciamo che il programma è molto “populista”.
    Non si può però pretendere che l’ oste non dica che il suo vino è buono…
    I casi sono due: o si cambia l’ oste o si beve acqua. Ma andare sul sicuro con Traviata e Rigoletto – magari in versione trash per sembrare “contemporanei” – paga sempre: alle persone piace essere rassicurate con le medesime cose.
    E poi, vuol mettere, gentile Professore, sentire una “traviata” sul letto di morte suggerire ad Alfredo di sposarsi con una giovane vergine e pura mentre lei, da Lassù,
    pregherà per entrambi? Il nuovo Ministro della Famiglia gode: mica si tratta di Carmen… (Per non parlare di Sigmundo e Siglinda… Addirittura un incesto!)
    E poi Wagner era nazista ( anche questo mi è toccato di sentire…)😊

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