Operistica, Recensioni

Ernani – La Scala 9 Ottobre 2018


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Durante l’opera...During the performance  .
.. mi sono domandato più volte quale dei due polpettoni (Ernani e Trovatore) fosse peggio.  Non avevo visto Ernani da tempo e mi ero dimenticato quanto fosse assurdo, noioso e ridicolo il ibretto.  Al confronto dei due persino Rigoletto è assai meglio. La questione dei libretti (su cui alcuni esimi ricercatori e professori hanno fatto la loro fortuna) non può assolutamente essere trascurata nella valutazione di un’opera. Pare invece che una larga parte del pubblico li assolva (quando non li celebri) come se la musica costituisse una sorta di balsamo assolutorio. Nyet. Un’opera va valutata nel suo insieme proprio perchè è la sintesi massima di due arti e nel caso di Ernani una delle due è massacrata. Come avviene in Trovatore, Attila etc insomma molte delle opere meno brillanti verdiane. Il melodramma italiano ha anche libretti di qualità che sono o relativi all’opera buffa (Rossini, Donizetti etc.) oppure versioni operistiche di grandi opere letterarie. Nel caso di Verdi di certo il Don Carlo (il suo capolavoro per chi scrive)  il Falstaff, il Macbeth etc. Ma Ernani, no, non si può. E’ comunque singolare (e forse figlio dei tempi durissimi in cui viviamo) che in molti teatri d’opera si assista a un rigurgito di nazionalismo verdiano a scapito di grandi autori quali Wagner, Mozart, Mayerbeer, Strauss… che – guarda caso – per i loro libretti si sono appoggati (Wagner escluso) a grandi scrittori.  Nel caso della messa in scena della Scala c’è anche l’aggravante di una regia sgangherata e velleitaria a mezza via tra grand guignol e café schantant.

L’idea (nuova eh..) è quella del teatro del teatro ma solo idea resta. Uno spettacolo in cui assistiamo nel primo duetto fra Ernani (vestito da Robin Hood) e Elvira alla comparsa di angioletti stile S.Klaus (che si ripresenteranno durante l’opera). Motivo ? Mah…La scena del convito nel castello di Silva è funestata da due ballerine di can-can che si può ben immaginare come fossero attuali al tempo di Carlo V. Nella scena al castello dell’imperatore tutti sono vestiti come al carnevale di Venezia. Perdonato Ernani da Carlo (che impiega mezzo secondo a cambiare idea su supplica di Elvira) i due amanti si ritrovano soli con lei vestita da regina della notte e lui da clown. Poi arriva Silva (sorta di cigno nero) e la tragedia si compie con Ernani che si suicida (io a Silva avrei fatto un gestaccio). Ernani che, comunque, pur ricercato si trova in tutte le scene senza che nessuno gli metta le mani addosso. Roba da non  credere. E si potrebbe andare avanti così ma fra il truonfo dell’assurdo del testo e la inaccettabilità della regia c’è da mettersi le mani nei capelli. Siamo alle solite: una noiosa e stupida regia che crede così di colpire il pubblico. Vero, ma nelle parti basse.
Si dirà: ma almeno  la parte musicale regge? So so. Eccellente il Silva di Ildar Abdrazakov e tutt’altro che male Ailyn Pérez nei panni di Elvira. Il primo assomma a un grande mestiere una vocalità di prim’ordine e tiene perfettamente la scena senza eccedere in atteggiamenti gigioneschi. Quanto a Elvira non si capisce perchè sia stata “buuhata”  alla prima. Nella recita del 9 Ottobre ha cantato più che egregiamente ed è stata applaudita (giustamente) ripetutamente.  Giudizio invece del tutto opposto per Luca Salsi nella parte di Ernani. Un inizio disastroso con intonazione incerta, voce imperfetta e aggiustamenti anche troppo evidenti E nel prosieguo dell’opera le cose sono leggermente migliorate ma una prestazione da dimenticare. Professionalmente validi gli altri interpreti. Quanto al direttore d’orchestra osannato da alcune critiche io direi che ha diretto senza lode e senza infamia.  In ogni caso una serata certo non memorabile se non per la sua scarsa qualità assolutamente non all’altezza della Scala.
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..I kept asking myself which of the two librettos (Ernani and Trovatore) was more meaningless. I had not seen Ernani for a long time and I had forgotten how absurd, boring and ridiculous the libretto is. In comparison with the two even Rigoletto is much better. The question of the librettos (on which some scholars and professors have made their fortune) cannot be overlooked for the evaluation of an opera. It seems that a large part of the public absolve them (when not celebrated) as if the music were a sort of absolute balm. Nyet. An opera must be judged as a whole because it is the maximum synthesis of two arts and in the case of Ernani one of them is a massacre. As it is the case in Trovatore, Attila etc in short, many of the less brilliant works of Verdi. The Italian melodrame has many quality librettos that are either related to the opera buffa (Rossini, Donizetti etc.) or operatic versions of great literary works. In the case of Verdi certainly the Don Carlo (from Schiller, his masterpiece as far as I’m concerned) Falstaff, Macbeth etc. But Ernani, no, absolutely no. It is however to be remarked (perhaps is depends on the hard times in which we live) that in many italian opera houses there is a new wave of Verdian nationalism to the detriment of great authors such as Wagner, Mozart, mayerbeer, Strauss… who for their librettos have referred (Wagner excluded) to great writers. In the case of the staging of La Scala there is also the aggravating fact of a ramshackle and unrealistic directions half way bewteen grand guignol and café chantant. The idea (new….) is that of theater in the theatre but only the not-implemented idea is present. A performance  where we witness during the first duet between Ernani (dressed by Robin Hood) and Elvira the sudden appearance of S. Klaus style angels (reiterated  during the opera). Reason? Mah… In the scene of the banquet in Silva’s   castle two can-can dancers come to the stage. You can imagine how they were present at the time of Charles V. In the scene at the emperor’s castle all are dressed as masques of Venice carnival.  Ernani is then forgiven by Carlo (who employs half a second to change his mind following  Elvira’s plea). The two lovers find themselves eventually alone with Elvira dressed as thebqueen of the Night and Ernani as a clown. Then comes Silva (sort of black swan) and the tragedy comes to an end with Ernani who commits suicide. Ernani who, however, alhough wanted, is present in all the scenes without being caught. Ridicolous. And I could go on like: just unacceptable. As it very often happens: a boring and stupid direction that believes to hit the audience. True, but in the low part of the body… At least the musical part holds up? So so. Excellent the Silva of Ildar Abdrazakov and very good Ailyn Pérez as Elvira. The first one has a vocality of first order and perfectly holds the scene without exceeding in gigionesque attitudes. Why Elvira was “buuhed” during the premiere is not understandable. In the 9th October performance she sang more than very well and was applauded (rightly) repeatedly. Different judgement for  Luca Salsi as Ernani. A disastrous start with uncertain intonation, imperfect voice and too obvious adjustments. During the opera things have slightly improved but a performance to forget anyway. Professionally valid the other Interpreters. As for the conductor praised by some critics I would say that he directed without praise and without infamy. In any case an evening certainly not memorable except for the poor quality absolutely not up to the La Scala.
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Direttore Ádám Fischer
Regia Sven-Eric Bechtolf
Scene Julian Crouch
Costumi Kevin Pollard
Luci Marco Filibeck
Video Designer Filippo Marta
Coreografia Lara Montanaro

CAST

Ernani Francesco Meli
Don Carlo Luca Salsi
Don Ruy Ildar Abdrazakov
Elvira Ailyn Pérez
Giovanna Daria Chernyi
Don Riccardo Matteo Desole
Jago Alessandro Spina
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3 risposte a "Ernani – La Scala 9 Ottobre 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Io sono dell’ idea che sia gran parte del melodramma dell’ ottocento/novecento italiano da ridimensionare…
    Ma ovviamente è solo una opinione personalissima che immagino non condivisa.

    Per quanto riguarda il /la regista, il “facciamolo strano” impera. Anche se ormai a forza di “farlo strano” lo fanno tutti uguale.
    L’ Italia è passata dal premoderno al postmoderno senza passare per la modernità e questo riguarda ogni aspetto della sua cultura.
    Ma a quanto vedo e sento, ultimamente, non mi pare solo un problema italiano…

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  2. Già Stefano Folli ha detto:

    Quando si è costretti ad acquistare il programma di sala per cercare di capire quale racconto abbia voluto sovrapporre il Sommo Regista alla vicenda rappresentata, vuol dire che lo spettacolo non funziona. E il programma dovrebbe essere gratuito o almeno le note di regia dovrebbero esserlo. Per capirci qualcosa, mica per altro. Il regista fa benissimo ad essere critico e illeggibile, e magari pacchiana mente gratuito. Fa male la direzione artistica del Teatrone a permettere a costui di costruire spettacoli siffatti e perdipiù con i nostri soldi. Ce lo vede il Direttore Artistico chiedere conto al regista dell’ idea della messa in scena e magari chiedere modifiche e rettifiche? Io no! Altrimenti o è un fesso il direttore artistico o un genio il regista. Sentito da un regista noto assai in tempi recenti :” …so che stasera mi fischieranno, sará segno che ho fatto lo spettacolo giusto”.
    In certi casi siamo messi così.
    Sipario! Applausi.

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