Cameristica, Recensioni

Omaggio a Berio 2 – Oratorio S.Filippo Neri 2 Ottobre 2018

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Questo è il secondo contributo —  ,.. This is the second article
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… del prof. Giampiero Cane.
Nell’omaggio a Berio in corso per iniziativa del Bologna festival, per l’ultimo concerto nella sala dedicata a Filippo Neri, si è impegnato il duo pianistico formato da Piepaolo Maurizzi e Alberto Miodini che hanno presentato un programma di grande interesse che, nella prima parte, comprendeva musiche di Berio, Debussy e Schubert offerte al pubblico quasi come una composizione unitaria, e, nella seconda, di Stravinskij e Berio come messi a confronto nel loro magistrale artigianato. E’ stato chiesto al pubblico di non interrompere con applausi la sequenza delle pagine della prima parte affinché potesse essere colta più facilmente la prossimità di Berio con i due maestri del passato, uno francese, protagonista della musica all’inizio del Novecento, l’altro un classico tedesco di un secolo prima. I pezzi di Berio che incorniciavano le due pagine storiche erano 4 delle rapide immagini raccolte nei suoi sei Encores, musiche brevi, da 1’30” a 4’, ma dense di senso e non superficiali come il titolo della raccolta, significando bis, suggerirebbe. Luciano Berio è stato un esploratore della musica spericolato e curiosissimo: ce lo dicono le sue pagine di elettroniche, il suo teatro, i rifacimenti di musiche altrui. Dialogava musicalmente coi fantasmi che lo affascinavano. Non è strano che interpreti sensibili e avveduti scoprano fonti storiche che hanno nutrito il suo pensiero creativo. E questo hanno fatto Maurizzi e Miodini, i quali hanno poi interpretato il tutto con grande maturità, spalancando la sensibilità a possibili nuove indagini stilistiche. Quel che è risultato alla fine della prima parte, dopo En blanc et noir gli Encores e la Fantasia,  è come un loro “collage”. Certo un po’ sbilanciato perché la forza e le dimensioni della Fantasia in fa min. op.103, di Schubert tendono a imporsi su un insieme, che però non è tale. La seconda parte metteva uno di fronte all’altro due artigiani della musica con il Concerto per due pianoforti del russo e Linea del ligure. Quest’ultima pagina ha richiesto la collaborazione di 2 percussionisti, Danilo Grassi e Paolo Nocentini per le parti affidate a vibrafono e marimba. In Stravinskij abbiamo come delle immagini sonore della città americana, della metropoli viva, dinamica e divertente con una musica che riecheggia suoni e ritmi dello swing più leggero; in Berio un semplice temino lineare che si contorce, si maschera, si gonfia, sparisce e torna in un gioco allettante. Come bis, i due pianisti hanno offerto l’ après-midi d’un faune in una delicata versione per due pianoforti dello stesso Debussy. Tanto concerto ha avuto il successo che meritava.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
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.. of professor Giampiero Cane.
In the homage to Luciano Berio for the initiative of the Bologna festival, in the last concert in the Oratorio  Filippo Neri,  the piano duo by by Piepaolo Maurizzi and Alberto Miodini  presented a program of great interest that, in the first part, included music by Berio, Debussy and Schubert, almost as a set of  pieces, and, in the second part, Stravinsky and Berio for a comparison of their masterful art. The audience was asked not to interrupt with applause the sequence of the pages of the first part so that it could be more easily grasped the proximity of Berio with the two masters of the past, one french, protagonist of the music at the beginning of the twentieth century, and the other a classic German of the previous century. The pieces of Berio that framed the two historical pages were 4 of the rapid images collected in its six “Encores”, short music, from 1 ‘ 30 “to 4 ‘, but dense in meaning and not superficial as the title of the collection would suggest. Luciano Berio was an explorer of the music reckless and curious: his music tell us of electronics,  of his theater, of the remaking of others’ music. He conversed musically with ghosts that fascinated him. It is not strange that sensible and discerning interpreters discover historical sources that have nourished their creative thinking. And so did Maurizzi and Miodini, who interpreted all pieces with great maturity, opening the sensibility to possible new stilistisch investigations. What was executed at the end of the first part, after “En Blanc et Noir”, the “Encores” and the “Fantasy”, was  like a “collage”. Certainly a bit unbalanced because the strength and size of the fantasy in f sharp. Op. 103, of  Schubert tends to emerge. The second part confronted the audience with other two craftsmen of the music with the Concerto for two pianos of the Russian of the Ligurian. This last page required the collaboration of 2 percussionists, Danilo Grassi and Paolo Nocentini for the parties entrusted to vibraphone and Marimba. In Stravinsky we have a sort of sound images of the American city, the Metropolis alive, dynamic and fun with a music that echoes the sounds and rhythms of the lightest swing; In Berio a simple linear theme that wriggle, masks, inflates, disappears and returns in a tempting game. As encorer, the two pianists playeed the “Après-midi d’un faune” in a delicate version for two pianos by Debussy himself.  So much concert had the success it deserved.
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Programma
Luciano Berio Leaf per pianoforte, Brin per pianoforte 
Claude Debussy  En blanc et noir per due pianoforti   
Luciano Berio Luftklavier per pianoforte , Wasserklavier per pianoforte 
Franz Schubert Fantasia op.103 D.940 per pianoforte a quattro mani 
Igor Stravinskij  Concerto per due pianoforti
Luciano Berio    Linea per due pianoforti, vibrafono e marimba
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