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Galateo – 23 Settembre 2018

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Ho avuto l’ardire,  ..
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…utilizzando l’indirizzo di posta elettronica riportato sul sito, di scrivere per avere un’informazione al direttore del conservatorio G.B.Martini di Bologna, equivalente a un preside di scuola secondaria superiore per intenderci, non il M.I.T. Naturalmente NON ho ricevuto risposta, non degnandosi il suddetto di rispondere a un povero ordinario universitario. Si noti che per due volte ho scritto negli anni ad Angela Merkel ricevendone sempre tempestivamente risposta (che naturalmente conservo). Purtroppo la supponenza e l’idea di essere su un piedistallo dal quale non degnare di attenzione un supposto inferiore è uno dei segni di un paese in cui abbondiamo di “dott., prof., avv., ing., comm…etc” , barocchismi ignoti all’estero in cui si usa Mr. o Mrs. e addirittura, nei paesi anglosassoni, utilizzando il “you”. Niente di grave, reperirò altrimenti l’informazione ma mi domando spesso se non ci si trovi in un paese ottocentesco e non sia il caso di rivolgersi per sicurezza al legato pontificio.Personalmente per correttezza ed educazione rispondo sempre a tutti, spesso in tempo reale.
PS Poichè il post ha suscitato una piccata risposta dal conservatorio è del tutto evidente che quanto riportato è la sensazione ricevuta come utente. Nella facoltà (ora scuola) di ingegneria che ha più di 10.000 (diecimila) studenti se si scrive al preside (o come si chiama ora presidente) si riceve una risposta nel giro di un giorno, almeno annunciando una risposta più articolata in breve tempo se l’argomento è di sostanza (non è il caso del mio messaggio). Può ben essere che nel caso in questione non ci sia stata la volontà di prevaricare: la presunzione di innocenza vale fino a prova contraria ma è inalienabile il diritto a esprimere le proprie (in questo caso sgradevoli) sensazioni. Per i titoli delle persone e altri argomenti rimando alla mia risposta nei commenti al post.  In ogni caso come dicevano i latini absit iniuria verbis!
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
 
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Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!
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14 risposte a "Galateo – 23 Settembre 2018"

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Una risposta, quella della Pino, che non fa fare una bella figura all’istituzione che rappresenta.
    Magari l’ha scritta all’insaputa del Direttore …..
    Fra l’altro una che comincia una comunicazione del genere con un ‘buon pomeriggio’ fa veramente scappare da ridere.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Abbiamo capito che le “risorse” si trovano immediatamente quando il discorso diventa pubblico. Non abbiamo però capito la risposta alla lettera del professor Neri: solo una piccata rettifica al diverso peso dei “titoli”, che non fa onore ad alcuno.
    Rimpiango il tempo ormai lontanissimo in cui – per pochi anni – si è stati tutti “Cittadini”. Ma allora i filosofi erano Kant e Rousseau ed ora Cacciari, Severino e Bodei…
    Ad ogni epoca ciò che si merita, muri di gomma compresi…

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  3. Paola Pino ha detto:

    Buon pomeriggio, la lunghezza del commento sarà direttamente proporzionale a quella del suo post. Riporto di seguito lo stralcio della risposta alla sua mail che ha causato la sconsiderata invettiva di cui sopra.

    […]
    Con riferimento all’infelice post scritto sul suo blog con data 23 settembre 2018, è d’obbligo specificare che il Direttore, la cui figura non è esattamente l’equivalente di un preside di scuola superiore ma semmai più quella di un rettore universitario, stando alla legge 21 dicembre 1999 n. 508, che riforma tra gli altri sia i Conservatori di musica che gli Istituti musicali pareggiati, “promuovendoli” ad Istituti superiori di studi musicali e coreutici, e pertanto autorizzati a rilasciare titoli di formazione accademica.
    Il Direttore, che non si fregia di alcun titolo se non quello di Maestro, avendone peraltro pieno diritto, non ha una segretaria personale, ma delega la gestione dei rapporti correnti con l’utenza alla segreteria didattica.
    Secondo il regolamento che vige nella P.A. (D.lgs. 97/2016), gli uffici hanno 30 giorni di tempo per rispondere alle richieste dell’utenza. Crediamo pertanto che, avendo lei scritto il 16 settembre e ricevendo risposta oggi 24 settembre, i tempi siano stati ampiamente rispettati.
    Alla luce di quanto sopra, sarebbe cosa gradita da parte sua rettificare quanto da lei scritto sul suo blog, scusandosi per le parole davvero sgradevoli e fuori luogo rivolte al Direttore e, per estensione, a tutta l’Istituzione. Tutto ciò al fine di evitare spiacevoli strascichi giudiziari.
    Cordiali saluti
    Dott.ssa Paola Pino – Segreteria Didattica Conservatorio G.B. Martini – Bologna

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    • Anch’io contravvengo per una volta alla regola che mi sono imposto di controcommenti brevi. Non so cosa io debba rettificare. Quanto ho scritto è solo quanto successo e con aggiunta la mia valutazione e spiacevole sensazione personale in materia (ovviamente lecita). Se il problema è l’appellativo di “maestro” al posto di direttore (lesa maestà? quante volte sono appellato come dott. o ing. e non come prof. e la cosa mi lascia del tutto indifferente! Fra l’altro come diplomato in pianoforte ai tempi del rimpianto Adone Zecchi e con Lidia Proietti come docente potrei avere anche diritto al titolo di „maestro“! In generale preferisco sig….) ben volentieri rettifico anche se il responsabile della direzione penso che si debba chiamare direttore (almeno in italiano) come rettore fa riferimento al rettorato. Sul fatto che che la figura di un direttore di conservatorio sia assimilabile non a quella di un preside di scuola secondaria superiore (è questa l’offesa?) ma addirittura a quella di un rettore credo che ci siano molti dubbi, essendo la struttura organizzativa del conservatorio assai differente da quella universitaria (anche in presenza del sistema “crediti”, un sistema molto discutibile in generale) non fosse altro che per le metodologie di reclutamento dei docenti e l’assenza istituzionale della ricerca (presente invece nelle facoltà – “scuole” nel nuovo linguaggio accademico – a indirizzo musicale). E ci sono molti altri elementi indiretti a suffragio in materia (a cominciare ad esempio dal regime retributivo). Ma ognuno è libero di valutare e considerare la propria posizione come preferisce. Quanto alle parole “sgradevoli”(come “sgradevole” è stata l’assenza di pronta risposta) esse rientrano nel diritto di critica cui tutti, ripeto tutti, dobbiamo accettare di essere sottoposti essendo esse del tutto prive di offese personali. Nulla di personale infatti nei confronti dell’attuale direttore (che do per scontato sia persona squisita): la critica è nei confronti della direzione come istituzione e del suo funzionamento. Sbandierare non meglio identificati “strascichi giudiziari” è poi fuori misura: veramente non si capisce dove si configuri il “reato” mentre il tema è quello del rapporto dell’istituzione con l’utenza e nient’altro. Appellarsi al dettato burocratico per i tempi di risposta a un quesito (per il quale in questo caso sarebbe bastato un rapido “no/si” rimandando alla normativa….) è certamente lecito e molto interessante dal punto di vista sostanziale e spero che altri lettori vogliano esprimere la loro opinione in materia (alcuni dei quali l’hanno già fatto seppure indirettamente – si leggano i commenti già pubblicati al post). Certo se anzichè una risposta così inutilmente risentita (con tanto di dotta citazione di articoli di legge) si fosse data una risposta di sostanza ne avremmo guadagnato tutti. Sulla “infelicità” del post ovviamente non posso che rispettare l’opinione, anche se sarebbe auspicabile che il rispetto fosse reciproco…. Questo blog differisce da tutti gli sciagurati “social” proprio perchè è luogo di dibattito, anche aspro talvolta, ma sempre civile, senza minacce e nei limiti dell’educazione e della correttezza formale e sostanziale del linguaggio. Una regola cui mi attengo personalmente e non pubblicando commenti che la violino (ma è successo solo due o tre volte in molti anni).
      PS Nel commento non è data comunque alcuna risposta al quesito posto nel mio messaggio ….

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  4. Antonietta Bormida Vallone ha detto:

    Brevissimo: abitiamo in in Paese dove i titoli abbondano, mentre scarseggia l’educazione. Non rispondere ad una richiesta lecita è da mentecatti e maleducati, anche se il mentecatto/maleducato di turno di titoli ne avesse un vagone.

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  5. Walter Bich ha detto:

    Approvo di tutto cuore. Ho però scoperto con divertimento che in Germania le mogli (non credo ci sia simmetria) acquisiscono il titolo del marito. Insomma, basta un PhD in famiglia per fregiarsene in due.

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  6. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Il titolo più inflazionato è “Presidente”. Tutti sono stati Presidenti di qualcosa ( o Vice, ma sempre Presidente si appellano), da una commissione ad una associazione ad una… bocciofila. Siamo pieni di Presidenti che anche quando decadono restano tali.
    Non è ancora in uso il termine “Presidenta”, anche perchè esiste il “Presidentessa” che però non viene usato, ma presto, se non si vorrà essere presi per “fascisti” (molto facile di questi tempi, basta dissentire in qualsivoglia cosa: fino a poco tempo fa l’ appellativo era “comunista”…) verrà certamente imposta anche questa storpiatura, giusto per pareggiare con “Ministra” che sa tanto di minestra (molto sciapa, ultimamente…).
    Cosa c’è di più bello di “Signora”, “Signore”? Ma “Signori” si nasce, come disse Qualcuno, mentre Presidente si diventa ed è assai facile.

    Vorrei però spezzare una lancia nei confronti dell’ uso del “lei”. Proprio non riesco a dare del “tu” a chi non conosco o conosco poco, mentre essere appellata in quel modo dalla prima ragazzina che incontro mi infastidisce molto. Non tanto per la necessità di di mantenere le distanze, quanto perchè la nostra bella lingua ci ha dotato di vari gradi di confidenza ed arrivare al “tu” significa aver maturato una conoscenza ed una amicizia che si ritengono degne di una vicinanza speciale. Un tempo protestavo, ora lascio perdere perchè passo per una altezzosa che se la tira.
    Però la cosa continua a disturbarmi, e non poco. sarà l’ età…

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