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Zhu Xiao-Mei – Repubblica 25 Luglio 2018

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La Repubblica in data odierna…
dedica l’intera pagina (!) 35 alla “pianista”  Zho XIao-Me   gia’ recensita in questo blog. Il concerto di questa settantenne cinese nel corso della rassegna bolognese  “pianofortissimo” del 2016 è rimasto come un “unicum” nella storia dei concerti bolognesi. Mai, ripeto mai, ho assistito a un'”esecuzione” (nel senso di pena capitale) delle variazioni Goldberg di Bach in cui strafalcioni, arbitrarietà, assenza di stile e tutto quanto di vergognoso si può dire di una prestazione (neppure degna di questo nome) inimmaginabile. Un'”esecuzione” che porterebbe alla bocciatura solenne di un allievo che oggi si presentasse all’esame di ammissione di un conservatorio musicale anche di ultimo livello. Che poi qualche pellegrino abbia applaudito riflette quella ignoranza e “gullibility” del pubblico che è un ottimo specchio dell’elettorato nazionale: farsi abbindolare è ormai diventato (o forse è sempre stato) uno sport nazionale. Ma perchè la pagina (in cui l’ineffabile pestatasti viene definita una dei maggiori interpreti mondiali di Bach – sic! e Angela Hewitt, Andras Schiff, Gustav Leonard etc. che cosa sono? degli dei extragalattici?) ? Perchè non paga di massacrare i tasti del piano ha ora deciso di massacrare anche quelli di un computer e riceve la grancassa di Filippo Santelli, un carneade che probabilmente non ha mai messo piede in una sala da concerto, imboccato dalla Boringhieri che pubblica la traduzione della sua biografia. La vicenda di Xiao-Mei è umanamente molto dolorosa. Ha dovuto abbandonare la tastiera (con sollievo di quest’ultima) per andare in un campo di lavoro durante la rivoluzione culturale distinguendosi anche per episodi di delazione non certo edificanti. Al termine della rivoluzione è tornata alla tastiera (con grande disappunto di quest’ultima) e forte della compassione umana ha contrabbandato la compassione con il talento (assente). Una tipica truffa mediatica che ricorda quella sofferta dal campione del popolare quiz televisivo Twenty-One – immortalato da John Turturro nel film “Quiz show” – che di fatto viene truccato per motivi di pubblicità. Ecco, un minimo di serietà e di dignità culturale avrebbe dovuto suggerire ben maggiore cautela, ma oggi quello che conta è il glamour, non importa a quale costo.  E le vendite, per i buonisti pronti ad abboccare all’amo.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail

 

 
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2 risposte a "Zhu Xiao-Mei – Repubblica 25 Luglio 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Si segue il trend, ovvero si solletica il “cuore” mostrando il “caso umano” ed incuriosendo il pubblico che accorre. Cinese, perseguitata… e chissenefrega di come suona: chi lo capirà in tempi de Il Volo e di Allevi?
    Lo stesso Allevi non ha fatto le budella d’ oro studiandosi i vezzi ed il comportamento del protagonista del film “La leggenda del pianista sull’ oceano” ed adeguandosi, da ottimo attore qual’ è, allo strano e candido personaggio con la vergognosa compiacenza di tutti i media?
    Il mercato da tempo va avanti così: ormai non si pubblicizzano più la natura e la qualità dei prodotti – qualsivoglia siano, dal detersivo al vino – ma il fatto che supportino l’ ennesima ONLUS, spesso creata ad hoc, che siano “equi e solidali” o impietosiscano in qualsivoglia modo… Diciamo che la scorciatoia è molto comoda e pare che acchiappi : ci piace sentirci “buoni” a poco prezzo ed in tutta evidenza di “qualità” ce ne intendiamo poco, per questo ci marciano. Per quanto ancora, data l’ inevitabile inflazione dell’ escamotage, non si sa…
    Pare che dopo l’ inflazionato – ed eterodiretto – “cuore” si stia mettendo in moto la “pancia”: il troppo stroppia. Tra i due organi non saprei proprio quale scegliere, di certo l’ intelligenza mai la si smuove: troppo faticoso e pericoloso, per tutti…

    (Per quanto si debba continuamente riflettere sul fatto che ciascuno ritiene intelligente se stesso e cretini tutto gli altri… Quindi, difficile uscirne…)

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  2. Sandra Festi ha detto:

    Un popolo che si fa governare da un Giuseppe Conte e che ad ogni ora ascolta Di Maio e Salvini parlare della Cosa Pubblica senza sbellicarsi dalle risate, può ben permettersi di prendere sul serio un fenomeno “artistico” come la signora Zhu Xiao-Mei! Di che cosa possiamo ancora meravigliarci?
    Sandra Festi.

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