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Comunale e convenzioni – Bologna 21 Luglio 2018


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Se qualcuno ha la bontà…
 …di leggere i posts che riguardano il nostro teatro, vedrà che più volte – anche con le passate gestioni – è stato affrontato il problema dei rapporti con l’orchestra Filarmonica. Di fatto il presidente del comitato di indirizzo – il sindaco Merola – se ne è occupato una sola volta facendo fuoco e fiamme perchè la suddetta orchestra utilizzava scorrettamente la dicitura  “del teatro comunale” senza averne diritto. Ma dicitura a parte esiste un problema di sostanza che riguarda l’attuale convenzione fra il teatro e la filarmonica. Qualcuno ha mai visto il testo della convenzione? I termini previsti sono rispettati? L’uso degli strumenti – se finanziati dal teatro – è consentito e previsto al di fuori delle manifestazioni del teatro stesso (in altre parole è un caso simile all’uso privato di un’auto aziendale)? Un’istituzione fortemente finanziata da soldi pubblici ha l’obbligo morale e amministrativo di rendere pubblici i suoi atti e se ciò non avviene è lecito supporre che qualcosa da nascondere ci sia. E’ necessario chiedere un accesso agli atti oppure molto più semplicemente l’amministrazione del teatro, proprio a riprova della correttezza del suo operato, è disponibile a fornire motu proprio a coloro che hanno a cuore il teatro le informazioni richieste? Penso che possa essere sufficiente porre la domanda su questo blog senza ricorrere a raccomandate e intimazioni, dal momento che – seppure ufficialmente negato – i posts di questo blog vengono letti dal management del teatro, e come! E il comitato di indirizzo non ha mai nulla da dire, stile Conte? Che chi scrive abbia a cuore le sorti della nostra istituzione credo che sia fuori di dubbio e purtroppo quella svolta culturale e amministrativa che era stata auspicata con il cambio del sovrintendente (a proposito a quanto ammonta la liquidazione erogata a Sani per “invitarlo” a togliere le tende?) non si è assolutamente verificata, facendo rimpiangere le passate gestioni che, pur con tutti i loro limiti, sono state in grado di proporre – tanto per citare qualche caso –  una magnifica Damnation de Faust, un magnifico Ring integrale (a proposito dove è finito Wagner, a sproposito citato da uno scellerato ufficio stampa evidentemente incapace anche di informarsi su Google?), una magnifica Cenerentola con Cecilia Bartoli, un Don Giovanni con la regia di Ronconi  etc. Confrontare quelle edizioni con queste, tristemente ritrite, ammannite dal prossimo cartellone è come sparare sulla crocerossa. Necessario e moralmente giustificato, però, in questo caso!  A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente effettuata “clikkando” sul riquadro nero sopra ogni post. Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail.
 
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3 risposte a "Comunale e convenzioni – Bologna 21 Luglio 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    I muri di gomma sono sempre più alti, gentile Professore…
    Ci sono più modi per annichilire le proteste dei sudditi: con la violenza o con i muri di gomma. Il secondo metodo, in “democrazia” (?), è assai gettonato e funziona benissimo: stai al tuo posto per sfinimento ed alla fine taci senza bisogno di esservi costretto. Ogni potere, prima o poi, ne fa buon uso. Chiamasi anche “burocrazia” contro la quale ognuno “lassù” finge di lottare e che pare mandata dalla volontà divina. In realtà, dall’ antica Cina agli Zar e fino alla postmodernità è la più efficace stampella di ogni piccolo o grande potere.
    Ogni protesta che non “serve” è destinata ad infrangervisi. Da qualsivoglia parte provenga. Sarà riesumata o ascoltata solo nel caso che, prima o poi, servisse in qualche modo e per qualche nuova finalità. Generalmente diversa da quella che il protestatario si proponeva.

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    • Carlo Roveri ha detto:

      Comunale “circonfuso” da un muro di gomma? Ma neanche per sogno. Nessun muro, anzi una trasparenza addirittura insperata. Basta sapere navigare nel nuovo, celebrato sito . Certo non è per nulla agevole arrivare a sfondare il muro di gomma. basta scorrere la funerea impaginazione nera fino a raggiungere la barra di ricerca bianca e scrivere :amministrazione trasparente. Vi si presentano diversi temi. Scegliete quello che più vi incuriosisce e scoprirete gli stipendi dei massimi dirigenti, quelli che sono il motore ideativo e propulsivo del Teatro. Stipendio del Sovrintendente, del Capo del personale, del Direttore del coro, del Direttore Allestimenti scenici, dei consiglieri d’ indirizzo? Tutto alla luce del sole. Addirittura copia dichiarazione dei redditi con proprietà terriere. Poi ognuno valuterà se a quegli stipendi corrisponde una proposta adeguata in termini di qualità. A patto che vi interessi vedere spettacoli di livello. Se invece siete abbagliati dalla miriade di iniziative più o meno musicali o anche semplicemente di offerte di cocktail o mix di eventi vari…allora penserete quanto siano oberati e fantasiosi i dirigenti preposti.
      Per chiudere mi chiedo a chi siano imputabili i ripetuti, reiterati errori che appaiono nei social in cui è attivo il teatro. E di recente anche nella pubblicistica stradale. Magari “amministrazione trasparente” ci permette di capire chi è pagato 80.000 euro all’anno per sovraintendere alla Comunicazione…
      I muri di gomma esistono certo, ma anche i modi per scalarli e vedere oltre.

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