Operistica, Recensioni

Trilogia Mozart – Da Ponte – Torino Teatro Regio 6-7-8 Luglio 2018


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Difficile immaginare  ….Hard to imagine....
una scelta così eccezionale come quella del Regio che in tre serate consecutive presenta la trilogia di Mozart- Da Ponte. E senza quelle ignobili scenografie “creative” che tanto danno fanno oggidì. No, qui la scenografia è quella che deve essere, restituendo all’opera tutto il suo significato, anche visivo. Uno sforzo organizzativo che fa ancora una volta ripiangere la dipartita del sovrintendente Vergnano che tanto ha fatto per il teatro. Peccato: sarà certamente molto rimpianto. Unica nota stonata dell’organizzazione la concessione dell’ingresso ai ritardatari a opera iniziata, addirittura dopo un intervallo. I ritardatari debbono aspettare un cambio di scena senza disturbare il pubblico obbligandolo ad alzarsi per taggiungere il posto. Semplicemente dei maleducati non adeguatamente sanzionati da maschere inadeguatamente istruite.
Difficile fare una disamina selettiva delle tre opere. Di certo la migliore è risultata di gran lunga l’ultima presentata cronologicamente Così fa tutte.
Non è  comunque tutt‘oro quel che luce. La regia delle nozze ha non poche sbavature soprattutto nella grande scena del travestimento di Cherubino che scade purtroppo in una dinamica farsesca anche per la modestia scenica del protagonista. Non particolarmente riuscita la figura di don Bartolo nella scena del riconoscimento dei genitori di Figaro, troppo ammiccante con una mimica da avanspettacolo. La regia e la scenografia hanno alti e bassi (la scena finale nel „boschetto“ è realizzata con un palcoscenico quasi vuoto!) e trova il suo momento migliore nel primo atto. Molto incisiva la direzione di Speranza Scappucci che fa dei tempi mai allargati la sua cifra costitutiva. Chiaramente alle prese con  un’opera di grande impegnò non ancora compiutamente introiettata come attestato dalla costante lettura  dello spartito. Quanto alle voci ci si muove in una sorta di „aurea mediocritas“ nella quale non ci sono punte che emergano in modo decisivo. Le migliori sono quelle delle due protagoniste (la contessa di  Serena Farnocchia e la Susanna di Maria Grazia Schiavoche migliorano nel corso della „folle giornata“ e danno ottima prova nelle due grandi arie „dove sono i bei momenti“ e „deh vieni non tardar“.
Le nozze di Figaro
Più „average“ le voci maschili con l‘eccezione positiva del Bartolo di Fabrizio Beggi, voce molto incisiva in una parte certo non di rilievo. Non giudicabile il Basilio di Saverio Fiore e la Marcellina di Manuela Custer la cui arie,  certamente non delle più belle, per una scelta incomprensibile sono – come alcune altre parti – espunte arbitrariamente dall’opera. Scelte scellerate rivolte a un pubblico ignaro.  Una nota di deciso demerito invece al Cherubino di Paola Gardino, assolutamente non all‘altezza delle due arie famose, con una voce  che pare sempre tremolante e di bassa espressività. Grande successo comunque per tutti da parte di un pubblico non particolarmente esigente che ride assai delle trovate registiche e che non appare essere a conoscenza delle sottigliezze musicali e del significato profondo del libretto  („castigare ridendo mores“).
Nel Don Giovanni è il contesto storico che sotto la regia di Michele Placido diventa un „fin de siècle“ tutto considerato accettabile, con il protagonista impalandranato in uno spolverino di dubbio sognificato. E non mancano zone di cattivo gusto come quella della festa a casa di Don Giovanni che diventa una sorta di orgia che stona con i caratteri contadineschi dei protagonisti. In tutta l‘opera  la direzione di Daniele Rustioni lascia molto a desiderare, un po‘ scialba (segnatamente nell’ouverture) e in alcuni casi inaccettabilemnte sfilacciata come nella prima aria di Don Ottavio („dalla sua pace“) di una lentezza esangue inaccettabile (Don Ottavio non è un mostro di acume e risolutezza ma qui pare preso da una crisi letargica).
Don Giovanni
Fra tutti gli interpreti svetta la Donna Elvira di Carmela Remigio, ormai una veterana della parte, che ha introiettato in ogni sua sfumatura con una prestazione di grande valore. Tutto il cast è di buon livello (molto bella la voce del commendatore di Gianluca Buratto) senza ulteriori punte di eccellenza. Bravi Don Giovanni (Carlos Alvarez)  e Leporello (Mirco Palazzi) e brava anche Zerlina (Rocio Ignacio). Difficile valutare la Donna Anna di Maria Grazia Schiavo che sostituisce all’ultimo momento Erika Grmaldi dopo avere cantato la sera precedente nelle nozze.  Di certo si trova vocalmente molto più a suo agio nelle vesti liriche di Susanna mancandole quel tratto drammatico che sarebbe richiesto alla parte. Forse un po’ sottotono anche  il Masetto di Fabio Maria Capitanucci (ma è anche la parte che non l’aiuta). Quanto al Don Ottavio di Juan Francisco Gatelli  la  sua prestazione vocalmente ineccepibile, riflette il ruolo di scemo del villaggio che da Ponte gli assegna (cornuto e mazziato). Lo spettacolo comunque,  come si suol dire, „gira“ e ottiene un notevole successo da parte di un folto pubblico.
Ultima in ordine di presentazione il Così fan tutte, basata su una bellissima scenografia (a mio giudizio già utilizzata in passato) che in aggiunta alla sviluppo in primo piano dell’azione principale vede anche azioni secondarie che completano il quadro dell’opera (una per tutte la cucina di Despina che aprendo sullo sfondo la finestra si incontra con i suoi spasimanti). Bella la scenografia, ottima la direzione senza una sbavatura. Si vede chiaramente dietro l‘intero impianto dell‘opera la grande mano registica di Ettore Scola.

Così fan tutte
Un cast vocale di primissimo ordine. Sopra tutti le tre protagoniste femminili, Fiordiligi (Federica Lombardi), Dorabella (Annalisi Stroppa) e Despina (Lucia Cirillo). Quest‘ultima aggiunge all’ottima vocalità anche una presenza scenica di primissimo ordine senza mai scadere nel cattivo gusto. Ma bravi tutti: forse l’unico che non risponde pienamente al personaggio è il Don Alfonso di Roberto di Candia cui manca un po’ il carattere cinico e mefistofelico del personaggio. Uno spettacolo ì, comunque , di primissimo ordine.  “Avercene…”
Chissà se il provincialissimo teatro comunale di Bologna è a conoscenza di questo importante avvenimento lirico (che – se ho ben capito- sarà ripetuto nella prossima stagione di Firenze). Probabilmente no poiché  il confronto è fatto dal management (se così si può chiamare) solo con teatri d’opera del 6-7o mondo. Ma che colpa hanno gli spettatori bolognesi per subire un simile flagello? A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente effettuata “clikkando” sul riquadro nero sopra ogni post. Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail.

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..a choice as exceptional as that of the Regio theatre that in three consecutive evenings stages the trilogy Mozart-Da Ponte. And without those unaceptable “creative” staging that so much damage do today. No, here this is the one that must be, giving back to the work all its meanings, even visual. An organizational effort that makes once again regret the departure of superintendent Vergnano who has done so much for the theater. Pity: he will certainly be very much regretted. Difficult to make a selective examination of the three works. Certainly the best was “Così fan tutte”.
It’s not all exceptional. The direction of the “marriage” was  not perferct especially in the great scene of the disguise of Cherubino that is unfortunately etransformed in a farce beacuse of  the modest scenic performance of the protagonist. Not particularly successful the figure of Bartolo in the scene of the recognition of the parents of Figaro.. The direction and scenography have highs and lows (the final scene in the “grove” is made with an almost empty stage!) and finds its best moment in the first act. Full of stamina the direction of the conductress Scappucci. Clearly struggling with a work of great effort not yet completely introjected as attested by the constant reading of the score. As for the voices we are in a sort of “Aurea Mediocritas” in which there are no figures that emerge decisively. The best are those of the two female protagonists who improve during the “Crazy Day” and give excellent proof in the two great arias “dove sono i bei momenti” and “deh vieni non tardar.” More “average” the male voices with the positive exception of the Bartolo di Fabrizio Beggi, very incisive voice in a certainly non important. role A note of demerit instead to the Cherubino of Paola Gardino, absolutely not up to the two famous arias, with a voice that seems always flicker and low expressiveness. Great success by a public not particularly demanding that laughs much of the finding and that does not appear to be aware of the subtleties of music and the profound meaning of the libretto.  
In Don Giovanni is the historical context that under the direction of Michele Placido becomes “fin de siècle” but acceptable, with the protagonist wearing a strange yellow coat.. And there are parts of bad taste like that of the party at the home of Don Giovanni that becomes a kind of an orgy that conflictss with the peasant characters of the protagonists. Throughout the work, the direction of Daniele Rustioni is not particularly brilliant, a little dull  (especially in the ouverture) and in some cases unacceptably slow as in the first aria of Don Ottavio (“from his peace”) of a slow and unacceptable bloodless (Don Ottavio is not a monster of acumen and resoluteness but here seems taken from a lethargic crisis). Among all the interpreters stands the woman Elvira by Carmela Remigio, now a veteran of the role, who has introjected in every nuance with a performance of great value. All the cast is of good standard (very good the voice of the commendatore of Gianluca Buratto) without further points of excellence. Good Don Giovanni (Carlos Alvarez) and Leporello (Mirco Palazzi) and good also Zerlina (Rocio Ignacio). Difficult to evaluate Donna Anna of Maria Grazia Schiavo who replaced at the last moment Erika Grmaldi after having sung the previous evening in the role of Susanna. She certainly finds himself vocally much more comfortable in Susanna’s lyrical role missing that dramatic trait that would be required by the role of Donna Anna. Perhaps a little disappointing  the Masetto di Fabio Maria Capitanucci (but it is also the role that does not help). As for Don Ottavio, Juan Francisco Gatelli, his vocally impeccable performance, reflects the role of village idiot.  The show, however “spins” and achieves considerable success of a large audience.
Last in order of presentation Così fan tutte, based on a beautiful scenography (in my opinion already used in the past) that in addition to the development in the foreground of the main action also sees secondary actions that complete the framework of the work (as the kitchen of Despina that opening in the background the window meets with her lovers). Beautiful the scenography, excellent direction without a smear. It clearly sees behind the entire plant of the opera the great directorial mastery of Ettore Scola. A first-order vocal cast. Above all the three female protagonists, Fiordiligi (Federica Lombardi), Dorabella (Annalisi Stroppa) and Despina (Lucia Cirillo). The latter adds to the excellent vocality also a stage presence of the first order without ever falling in bad taste. But all are good: perhaps the only one who does not fully respond to his character is the Don Alfonso of Roberto di Candia which lacks a bit  the cynical and mephistophelic character of the role. An excellent performance however. I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility. Since long time I have removed my profile on Facebook and therefore I cannot be contacted for private issues via messenger but only by email at giovanni.neri@unibo.it.
 
(Normalmente in questo blog le faccine di soddisfazione sono al massimo tre ma in questo caso, vista l’eccezionalità del caso, ne metto quattro)
Le nozze di Figaro
Il conte d’Almaviva, Simone Alberghini
La contessa d’Almaviva,  Serena Farnocchia
Figaro, Paolo Bordogna
Susanna, Maria Grazia Schiavo
Cherubino, Paola Gardina
Marcellina, Manuela Custer
Bartolo, Fabrizio Beggi
Basilio, Saverio Fiore
Don Curzio, Joshua Sanders
Antonio,  Giuseppe Esposito
Barbarina, Mariasole Mainini
Prima ragazza Caterina Borruso
Seconda ragazza Daniela Valdenassi
Maestro al fortepiano Jeong Un Kim
Direttore d’orchestra Speranza Scappucci
Regia Elena Barbalich
Scene e costumi Tommaso Lagattolla
Luci Andrea Anfossi
Movimenti mimici e assistente alla regia Danilo Rubeca
Direttore dell’allestimento Paolo Giacchero
Maestro del coro Andrea Secchi
Don Giovanni
Don Giovanni, Carlos Álvarez
Donna Anna, Erika Grimaldi sostituita da Maria Grazia Schiavo
Donna Elvira, Carmela Remfigio
Don Ottavio, Juan Francisco Gatell
Leporello, Mirco Palazzi
Zerlina, Rocío Ignacio
Masetto, Fabio Maria Capitanucci
Il Commendatore Gianluca Buratto
Maestro al fortepiano Giannandrea Agnoletto
Direttore d’orchestra Daniele Rustioni
Regia Michele Placido ripresa da Vittorio Borrelli
Scene e costumi Maurizio Balò
Luci Andrea Anfossi
Movimenti coreografici Anna Maria Bruzzese
Direttore dell’allestimento Paolo Giacchero
Maestro del coro Andrea Secchi
Così fan tutte
Fiordiligi, Federica Lombardi
Dorabella, Annalisa Stroppa
Guglielmo, Andrè Schuen
Ferrando, Francesco Marsiglia
Despina, Lucia Cirillo
Don Alfonso, Roberto de Candia
Maestro al fortepiano Carlo Caputo
Direttore d’orchestra Diego Fasolis
Regia Ettore Scola ripresa da Vittorio Borrelli
Scene Luciano Ricceri
Costumi Odette Nicoletti
Luci Vladi Spigarolo
Direttore dell’allestimento Paolo Giacchero
Maestro del coro Andrea Secchi
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With Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
Please read the post comments activating the radiobutton “commenti”on the left of the post. Sometimes they are even more interesting than  the post itself!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
PS I’d like to thank all people that provide comments to the posts using the option “lascia un commento” (or  “commenti” if some have been already inserted) which is provided on the left of the posts (or before the text in case of tablets). The debate is always interesting …. thanks (it is mandatory to leave name and surname – anonymous comments will not be published)!!
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4 risposte a "Trilogia Mozart – Da Ponte – Torino Teatro Regio 6-7-8 Luglio 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Sarà perchè non amo i “bellicosi”… (Generalmente lo sono per lo più a parole …).
    Diciamo che – continuando con la boutade – se avesse sfidato a duello Don Giovanni ci sarebbe certamente rimasto recando un ulteriore dolore a Donna Anna e nessuno ne avrebbe tratto giovamento. La condotta mi pare intelligente, ho sempre pensato che lo spessore di una persona sia in versamente proporzionale alle sue “sparate”.
    Accontentiamoci della musica – bellissima – di Mozart e di questa arte meravigliosa che consente a ciascuno di noi di trovare una ragione più o meno profonda per goderne.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Veramente una boccata d’ aria dopo tanti melodrammoni nostrani… Solo l’ Austria – dei tempi – poteva partorire un Mozart ( ed ospitare uno “scandaloso” Da Ponte…)

    Non mi trova d’ accordo il giudizio di Don Ottavio “scemo del villaggio”. Se questa è l’ intenzione di Da Ponte, Mozart – forse suo malgrado – lo nobilita donandogli due delle più belle ( e difficili) arie della Musica occidentale.
    “Dalla tua pace” è veramente ardua ed in pochissimi riesacono ad esprimerla senza scadere nell’ eccessiva melensaggine o nell’ impropria fierezza. Don Ottavio è smarrito, stupito, non sa cosa fare, la situazione in cui si trova gli è del tutto nuova. Nel ruolo del vendicatore non ci si ritrova ma non per questo è un debole: è semplicemente un uomo mite, onesto ed innamorato che crede nella sua donna, nell’ amicizia ed odia la violenza. Il vulcano di passioni che all’ improvviso scopre in Donna Anna lo spiazza e lo stupisce. Magistrale Mozart.
    Trovo che pochissimi tenori abbiano saputo rendere queste contraddizioni dell’ animo : molto più semplice – per l’ interpretazione ed il canto – farne un azzimato cicisbeo o un mieloso pusillanime.

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