Cameristica, Recensioni

Canino Ballista – Pianofortissimo Bologna 2 Luglio 2018


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Si comincia malissimo… The concert starts badly..
con una organizzazione da fiera di paese. Arrivato all 20.45 mi metto educatamente in coda mentre entrano decine di persone. Che siano tutti VIPs? No semplicemente sono persone – come il sottoscritto – che hanno già il biglietto. Nessuno che avverta nessuno! Alla fine, mostrando il mio biglietto, entro con la platea quasi tutta piena. Mi siedo in ultima fila ma poco male, lo faccio sempre. Beati gli ultimi.. .. Parte un noiosissimo pistolotto autocelebrativo che trova la sua epitome in un tizio che annuncia tre motivi per essere soddisfatto della presenza ma poi ne cita solo due, perdendone uno per strada. Arrivano i grandi vecchi. Si inizia con un brano schubertiano che più biedermaier non si puö. Molto bruttino. Se chiudo gli occhi mi pare di vedere in una casa borghese del primo 800 due giovani fanciulle che esibiscono le loro capacità musicali di fronte a rampolli di buona famiglia per combinare un bel matrimonio. Quanto all‘“Albero di natale“ lisztiano il meglio che si può dire è che fa rimpiangere di molto il Liszt giovane. Brani senza capo nè coda, noiosi e privi di significato musicale. Segue una trascrizione Wagneriana: ma con tanta letteratura per piano a 4 mani che bisogno c‘è di trascrizioni? Una captatio benevolentiae? Certamente più interessante la seconda parte conclusa con le immancabili danze ungheresi di Brahms (quelle tecnicamente meno impegnative). Per concludere, un doveroso tributo a un duo che ha fatto storia nel panorama musicale italiano ma tutti i brani (e segnatamente le danze ungheresi di Brahms) vengono eseguiti al ralenti e non immacolati.: manca totalmente il nerbo, la vilalità, se così si può chiamare. Certamente stilisticamente impeccabili ma con un senso di freno a mano che non può assolutamente essere nascosto. Sia chiaro: meglio rallentare che strafalcionare ma il tempo passa per tutti e credo che sia saggio per tutti prenderne coscienza. Naturalmente successo di un folto pubblico: ma questo ha un qualche significato? A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente effettuata “clikkando” sul riquadro nero sopra ogni post. Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail

…  with a country fair organization. Arrived at 20.45 I put myself politely in the queue while dozens of people enter. Are they all VIPs? No: they simply are people-like myself-who already have a ticket. No one to warn anyone! In the end, showing my ticket, I enter with the audience almost  full. I sit in the last row but this is not bad, since I always do. A boring autocelebratory speach starts that finds its epitome with a guy who announces three reasons for being happy there but then mentions only two.. The big old couple comes. It starts with a song of Schubert that more biedermaier couldn’t be. Very boring. If I close my eyes I feel  as if I were in a bourgeois house of the early 19th century with two young girls exhibiting their musical skills in front of offsprings of good families to combine a good wedding. As for the “Christmas Tree” of Liszt  the best that can be said is that it makes much regret the young Liszt. Songs without head or tail, boring and lacking in musical meaning. It follows a transcription of Wagner: but with so much literature for piano for 4 hands what is the need  for a transcription? A captatio benevolentiae? Certainly more interesting the second part ended with the unavoidable hungarian dances of Brahms (those technically less demanding). To conclude, a dutiful tribute to a duo that is part of the history of the Italian music but all the songs (in particular the hungarian dances of Brahms) are performed too slow and not immaculate. Certainly stylistically impeccable but with a sense of brake that can not absolutely be hidden. To be clear: better to slow down than to make mistakes but time elapses for everyone and I think it is wise for everyone to become aware of it. Of course success of a large audience: but does this have any meaning? I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility. Since long time I have removed my profile on Facebook and therefore I cannot be contacted for private issues via messenger but only by email at giovanni.neri@unibo.it.

 

 
Progamma
F. Schubert Rondò op. postuma 138 D 608
F. Liszt Da l’albero di natale S. 186
R. Wagner Ouverture del Tannhäuser
A.Dvorak Danze slave n. 1, 6,8
J. Brahms Danze ungheresi n. 2,3,5,6,9
Blogposts translations are available!
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3 risposte a "Canino Ballista – Pianofortissimo Bologna 2 Luglio 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Da sempre allergica agli “eroi” ed agli “omaggi”, preferisco chiamare gli “artisti” lavoratori della musica, delle arti figurative, della letteratura. Rimpiango i tempi in cui, fino ad Haydn e – in parte – Mozart, i compositori e gli esecutori erano semplicemente considerati dei lavoratori : quanti capolavori sono nati!
    Da Beethoven in poi gli artisti ( sopratutto, ahimè, gli esecutori) sono diventati – grazie alla propria “promozione” ed alla pubblicità degli Agenti – una sorta di superuomini quasi da adorare: insomma, da “ringraziare” ed omaggiare spesso a prescindere.
    L’ arte è diventata sempre più “parlata” ( alla corte degli Esterhazy qualcuno “introduceva” l’ ultimo lavoro di Haydn?) e ci è stato scritto e spiegato cosa e come dovevamo vedere, ascoltare, leggere… Soprattutto se e quando c’ era ben poco da ascoltare, guardare, leggere ( lo sforzo esplicativo è inversamente proporzionale alla qualità): andare ad un concerto è divenuto quasi un andare alla messa.
    In soldoni la domanda è questa: Canino e Ballista, hic et nunc, sarebbero da pensionare se fossero “normali” lavoratori di una impresa privata?
    L’ ottimo Professore – che grazie a dio di ogni deferenza ( chiamiamolo servo encomio) è privo – ci suggerisce la risposta…

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  2. Sandra Festi ha detto:

    Forse giova a tutti ricordare che c’ è una bella differenza tra un debutto e un omaggio alla carriera.
    Il pubblico sa da decenni che cose il Duo Canino Ballista ha fatto per la musica.
    Sandra Festi.

    Mi piace

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