Recensioni, Sinfonica

English Baroque Soloists – Bologna Festival 21 Maggio 2018

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Sicuramente un complesso  .. Definitely a complex..
di altissima qualità, cementato da una pluriennale esperienza, con tutte le caratteristiche barocche (corde a budelli, violoncelli e archetti barocchi, strumenti a fiato barocchi etc. – non intendo qui riproporre le mie considerazioni in merito) e nel quale tutte le componenti – tutte assolutamente eccellenti con l’esclusione del controtenore dotato di voce troppo piccola – a turno svolgono il ruolo di solisti. Un concerto quindi all’altezza dei migliori del Bologna Festival ma per il quale qualche perplessità è inevitabile. Proporre 4 (quattro!) cantate sacre di Bach in una serata è probabilmente eccessivo, cantate dell’ortodossia luterana nelle quali il testo riflette l’oppressiva visione di Lutero, di un mondo senza speranza se non nella salvifica  misericordia divina (Lutero fu per tutta la vita –  se non parzialmente nell’ultima parte, dopo il matrimonio con la “smonacata” Katharina Von Bora, caratterizzata da un eccesso di piaceri mondani e da un insopportabile antisemitismo – terrorizzato dalla punizione eterna divina). Cantate inoltre infestate da una traduzione scellerata (un esempio per tutte  “battiture” al posto di “percosse” che fa supporre l’uso del traduttore di Google o di un linguista del livello mentale del traduttore di Google, come se il povero Cristo fosse ridotto a una macchina da scrivere –  dimenticando fra l’altro che vi sono ormai ottimi traduttori sofisticati disponibili gratuitamente on line). Ma – dico io – inserire all’interno delle cantate sacre una profana dello stesso autore (ad esempio la famosa “cantata del caffè” o altra) non sarebbe stata una scelta più felice? E non avrebbe  forse maggiormente posto in risalto l’ecletticità del complesso inglese? Forse sarebbe auspicabile una prova di appello con un repertorio un po’ meno depressivo. Il pubblico ha comunque dimostrato di apprezzare con un prolungato applauso.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.

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of the highest quality, cemented by a long experience, with all the baroque features (gut strings, baroque cellos and arches, baroque wind instruments, etc. – I do not intend to repropose my considerations here) and in which all the components – all absolutely excellent with the exclusion of the controtenor voice too small – in turn play the role of soloists. A concert of the highest level of Bologna Festival but for which some perplexity is unavoidable. Proposing 4 (four!) Bach sacred  cantatas in an evening is probably excessive, cantatas of lutheran orthodoxy in which the text reflects the oppressive vision of Luther, a world without hope except in the salvific divine mercy (Luther was for his entire life – but partially in the last part, after the marriage with the former nun Katharina Von Bora, characterized by an excess of worldly pleasures and an unbearable antisemitism – terrified by the eternal divine punishment). Cantatas also haunted by a wicked translation (an example for all “keystrokes” instead of “beatings” which suggests the use of the Google Translator or of a linguist of the mental level of the Google translator, as if the poor Christ was reduced to a typewriter – forgetting among other things that there are now excellent sophisticated translators available for free online). But – I daresay – to insert among the cantatas a profane one of the same author (i.e. the famous “cantata of the coffee” or other) would not have been a better choice? And wouldn’t this perhaps have placed more emphasis on the eclecticism of the english complex? Perhaps an  appeal test with a somewhat less depressive repertoire would be desirable. The public has however shown to appreciate the concert with a prolonged applause.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility. Since long time I have removed my profile on Facebook and therefore I cannot be contacted for private issues via messenger but only by email at giovanni.neri@unibo.it.
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Programma
Johann Sebastian Bach
Cantata “Jesu der du meine Seele” BWV 78
Cantata “Wachet auf, ruft uns die Stimme” BWV 140
Cantata “Jesus schläft” BWV 81
Cantata “O Ewigkeit, du Donnerwort ” BWV 20
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4 risposte a "English Baroque Soloists – Bologna Festival 21 Maggio 2018"

  1. Antonietta Bormida Vallone ha detto:

    Buongiorno. Non metto bocca sul Concerto recensito ovviamente poiché abito in Piemonte. Però mi ha incuriosito la sua frase (corde a budelli, violoncelli e archetti barocchi, strumenti a fiato barocchi etc. – NON INTENDO QUI RIPROPORRE LE MIE CONSIDERAZIONI IN MERITO). Non so quali siamo le considerazioni sue, ma spero sian vicine alle mie, ossia in disaccordo totale con le esecuzioni filologiche. Io credo fermamente che se Bach,e molti suoi contemporanei, avessero avuto la possibilità di usare strumenti moderni, pianoforte a coda compreso, non avrebbero esitato un attimo a disfarsi di quelli in loro possesso. Rispetto i cultori del “filologico”, ma lascio che li ascoltino gli appassionati. Tra l’altro con il clavicembalo i suoni risultano più “impastati” per cui l’intrico delle voci è meno agevole da seguire; chi lo sa cosa ci avrebbe potuto lasciare Bach con questo magnifico strumento! Spero di non averla annoiata e le porgo i migliori saluti. Antonietta Vallone Bormida

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    • Gentile Signora, sono d’accordo con Lei al 3000%!! Purtroppo ho spesso espresso le mie convinzioni in materia ricevendo rimbrotti indispettiti dai cultori delle esecuzioni filologiche… Finalmente una voce – la Sua – che condivide le mie opinioni. Grazie

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  2. Margherita Talia ha detto:

    Buonasera. Sono un’assidua lettrice di questo blog e mi trovo spesso in accordo con le sue recensioni degli eventi musicali a Bologna.
    Sarei curiosa di sapere cosa ne pensano, lei e gli altri lettori, del progetto “giovani in sala”. Personalmente trovo che si tratti di un’attività lodevole, in principio, ma disastrosa nella pratica.
    Già due volte, quest’anno, ho avuto la sfortuna di capitare in mezzo ad una scolaresca che, palesemente disinteressata a quello che succedeva sul palco, non ha fatto che parlare per tutta la durata del concerto. Quando mi sono voltata per pregare i ragazzi di fare silenzio, un paio di loro indossavano addirittura gli auricolari! Al che, ovviamente, mi sono arresa a proseguire l’ascolto del concerto con un sottofondo di chiacchiere e risatine.

    Il problema qual è? La mancanza di educazione dei ragazzi? L’incapacità degli insegnanti di prepararli adeguatamente all’evento o di scegliere il giusto concerto che possa interessarli? Posso infatti capire l’irrequietezza di un quindicenne, non abituato ad un certo tipo di repertorio, a cui venga imposto un ciclo di cantate di Bach (benché io le abbia molto apprezzate), anche se questo non giustifica il comportamento inappropriato.
    Ma allora, perché non riservare le prove generali alle scolaresche?

    Ho scritto al Bologna Festival per protestare circa la gestione del progetto, ma non ho ancora ricevuto risposta.

    Cordialmente

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    • Gentile Signora, il problema certamente esiste e – purtroppo – il Bologna Festival “elargisce” agli studenti i biglietti dei concerti che ritiene meno frequentati come quello da Lei citato e quindi più ostico anche per esperti musicali (non ci saranno scolaresche al concerto di Marta Argerich!!). Il mio posto è proprio vicino a quello frequentato dai ragazzi ma debbo dire che ho notato un certo miglioramento rispetto a un passato da incubo. Siamo ancora ben lontani da uno standard accettabile ma il problema è che questi ragazzi non ricevono alcuna educazione musicale “seria” (e sono pure analfabeti musicali i loro insegnanti !!!) e questo è il risultato. In realtà nel passato un paio di maschere controllavano con rigore il comportamento dei giovani virgulti ma ora non si vedono più. Ha fatto bene a protestare con il BoFes come ho fatto anch’io nel passato ma non mi sembra che il problema sia preso in adeguata considerazione. Purtroppo, per i concerti (a differenza delle opere) non esistono prove generali: ci sono le prove dei solisti con l’orchestra (che ovviamente non gradiscono il pubblico) e quelle molteplici dell’orchestra. Ovviamente l’unica prova di un recital solistico è quello della sala e del pianoforte che però ancora una volta è “off-limits”. Il giusto equilibrio fra un avviamento dei giovani alla musica “alta” (cito Q.Principe) e rispetto degli altri è tutto da costruire ma senza una adeguata istruzione sarà sempre un “never neve land”. Nel frattempo, faccia come ho fatto io più volte: redarguisca in modo plateale i disturbatori. Almeno otterrà un breve periodo di pace: funziona, a nessuno piace essere sgridato “coram populo”. E continui a protestare giustamente e vibratamente con il BoFes.

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