Commenti, Operistica

Comunale e VIP – 29 Dicembre 2017

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Che cosa non si fa per inventare qualcosa di nuovo e distinguersi dalla passata gestione e attirare nuovi (?) spettatori alle opere liriche? Ti sparo qualche VIP, non importa se totalmente digiuno di musica e di lirica come fosse uno specchietto per le allodole. Leggo oggi che Romano Prodi (alzi la mano chi l‘ha visto normalmente al teatro comunale – come del resto, il sindaco) sarà il „padrino“ del Simon Boccanegra: e  che ci capa? E soprattutto quali competenze ha in materia di lirica, problematiche vocali, storia del libretto etc? A meno che non costituisca titolo di merito avere orecchiato una volta un‘aria dell‘opera o più semplicemente rientrare nella deprecata categoria dei tuttologi. E che dire di Don Giovanni benedetto da Sgarbi?  Solo per essere accomunato da una smodata propensione per il gentil sesso (ma ve lo vedete di fronte al commendatore affermare „ho fermo il cuore in petto, non ho timor verrò“ oppure „ad onta di viltade etc)? Pensate al turpiloquio che utilizzerebbe di fronte al convitato di pietra non invitandolo neppure a cenare. E Sani trombato che rientra dalla finestra? E Morgan, si, avete capito bene, Morgan? Perché addirittura non organizzare un X-factor petroniano? Ecco sono questi i mezzucci con cui si presenta il nuovo sovrintendente. Roba da teatro di periferia. Appunto. PS: noto che manca il tuttologo per antonomasia Cacciari. Un refuso di stampa?
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14 risposte a "Comunale e VIP – 29 Dicembre 2017"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile sig. Stefano: nessun ulteriore pubblico per il Teatro, solo un po’ di ulteriore visibilità – e denaro – per gli amici degli amici… Infatti anche noi ne stiamo parlando.
    I famigerati “giovani” non pagheranno certo il costoso ( per le loro finanze di disoccupati o sotto- occupati) biglietto a causa dei “nuovi”(?) testimonials : a loro di Prodi, Sgarbi e persino Belen non importa alcunchè, sono personaggi televisivi ed i giovani la TV non la guardano più.
    Occorrerebbe una diversa politica, ma purtroppo anche il Teatro è la disarmante copia del Paese che siamo diventati.
    Il Paese di Archimede, Orazio, Leonardo, Galileo, Fibonacci, Marconi, Meucci, Fermi, Natta… solo per citare alcuni dei più noti.
    Al peggio non c’è fine.

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  2. Stefano ha detto:

    Scegliere dei testimonial così nazional popolari,
    che non capiscono un’ acca di musica, a cosa può servire? A portare a teatro il pubblico inebetito dalla tv, che si presume sia attratto dal vip di turno? Speriamo che Macciardi abbia
    anche qualche idea solida per rilanciare il nostro teatro, oltre a proporci un cantante cocainomane, un ex politico a digiuno di musica, un critico d’ arte con grave disturbo di personalità ,ecc..
    Ps: Sgarbi, qualche anno fa, intervistato su quale opera preferisse, rispose: il Matrimonio segreto di Cimarosa; presumo che fosse l’unica che conosceva.

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  3. Sandra Festi ha detto:

    Non mi preoccupo per Sgarbi : avrà in vista qualche mostra da allestire in luoghi attraenti della cittá.
    Mi aspetto anche un invito a Grasso per commentare “I Capuleti e i Montecchi” ,a Bersani per “West side Story” e, se siamo buoni, Mons. Zuppi per ” Les Dialogues des Carmélites”.
    Perchè ci lamentiamo?
    Sandra Festi.

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  4. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    A differenza di Don Giovanni, il nostro Sgarbi si è fatto bellamente “incastrare” con alcuni figlioli ai quali deve poco “fieramente” provvedere economicamente. Insomma, un vero Don Giovanni di noi altri, che inevitabilmente tiene famiglia. Certamente avrà sentito “odor di femmina” ma più di qualcuna, più “dongiovannesca” di lui, ha sentito odore di quattrini. Ed il tempo avanza, e gli umanissimi acciacchi crescono, assieme alla pancetta…

    Evviva comunque il testimonial, da pubblicizzarsi sui media: che trovata!
    Belen ci presenterà la Traviata? Il finto “candido” Allevi incarnerà lo spirito di Papageno? Un “migrante” sarà Otello? Un tronista il Duca di Mantova?
    Che farà il commissario Rex?

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  5. Roberto Barilli ha detto:

    effettivamente anch’io ho pensato le stesse cose: ma che cosa ci fa un Romano Prodi a parlare di lirica?
    Per non parlare di uno Sgarbi …….
    Sono insulti al buon senso e, sommessamente, anche alla cultura.
    L’unica differenza fra i due è che il primo ci andrà gratuitamente.
    Si spera che il secondo venga pagato poco.

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