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Il ticket – Teatro comunale Bologna 14 Novembre 2017

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Dunque “tanto tuonò che piovve”. Dopo qualche mese di “rumours” l’avvicendamento di Sani è finalmente avvenuto. Mandato a casa un sovrintendente che ha ripetutamente dimostrato la propria insipienza professionale (e aumentandosi gli emolumenti nonostante una presenza non costante in teatro) con la scusa che deve dedicare più tempo alla sua attività artistica (ma forse qualcuno si è dimenticato che guarda caso fu sponsorizzato dal famigerato Ronchi  – fra le “perle” del defenestrato possiamo ricordare il  “Ratto dal Serraglio” che ha aperto la stagione 2017, una vergogna internazionale) chi viene chiamato al comando del teatro bolognese da parte di un comitato di indirizzo che per la prima volta batte un colpo (e naturalmente dopo questo sforzo dovrà riposarsi per molti mesi…)? Un’esimia figura del panorama musicale italiano? Un Quirino Principe per fare un esempio? Un Attilio Piovano? Ma figuriamoci: viene chiamato un personaggio che in tutto e per tutto ha condiviso le scellerate scelte del defenestrato e che mai, dico mai, neppure sottovoce si è dissociato. E il silenzio in questi casi significa assolutamente consenso. Insomma stiamo assistendo a quello che in politica viene chiamato un “ticket” (il perché del nome non l’ho mai capito). Sarò un inguaribile sognatore ma per i posti di responsabilità non sarebbe il caso di indire un bando e vedere chi si presenta e con quale programma anziché cooptare in modo acritico? Anche perché a un posto di quella responsabilità (e difficoltà) dovrebbe corrispondere necessariamente un programma di sviluppo ben dettagliato e credibile e qui non se ne vede uno. Ma se il cooptato Macciardi ha condiviso le sorti di Sani come possiamo anche solo ipotizzare che non ripercorra la stessa strada con gli stessi errori? E che dire del comitato di indirizzo: è senza colpe? Non avrebbe dovuto essere anch’esso “rinnovato”? Naturalmente a Macciardi vanno dati i classici 100 giorni per fare vedere cosa vale e saremo ben felici di dichiarare di esserci sbagliati (e Kurvenal non ha difficoltà a farlo quando è il caso) e quindi auguri! Anche ai poveri spettatori che ne hanno tanto bisogno!
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One thought on “Il ticket – Teatro comunale Bologna 14 Novembre 2017

  1. Sandra Festi ha detto:

    In tanti dobbiamo riconoscere a Kurvenal il merito di aver espresso con coerenza critiche motivate a una gestione senza linea culturale e senza indirizzo manageriale. Una gestione molto inferiore alla tradizione del nostro teatro e soprattutto cieca e sorda nei confronti di esempi positivi di attenzione a nuove suggestioni artistiche reperibili in Italia e in Europa.
    Ci auguriamo che Macciardi sappia prendere il timone; per prima cosa deve dimostrare le sue capacità e farci dimenticare che per molti mesi ha avallato le scelte dell’ ex sovrintendente.
    Sandra Festi

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