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Sopratitoli!!! – Teatro comunale Bologna 8 Novembre 2017

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Ricevo ora un messaggio dal teatro comunale di Bologna in cui si informa che il sistema dei sopratitoli è fuori uso. Non sarebbe grande segnale di efficienza ma è il seguito del messaggio che è drammaticamente sbalorditivo. Viene suggerito di scaricare una „app“ che permette di seguire il libretto su smartphone o tablet. Nella „app“ si suggerisce poi – bontà loro – di silenziare la suoneria durante l‘uso… Ora lascio immaginare cosa succederà. Innanzitutto il teatro sarà infestato da quelle luci così fastidiose che disturbano comunque la visione dando a tutti i decerebrati che non vivono senza ricevere in tempo reale le email una scusa per tenere il cellulare acceso. Poi quante suonerie saranno dimenticate accese interferendo con la musica? Ma io mi domando: la direzione del teatro è in preda a un accesso di demenza senile o cosa? Fra l‘altro essendo l‘opera in lingua italiana e la vicenda stranota che necessità c‘è di massacrare l‘uditorio? Sto seriamente meditando di denunciare il teatro per truffa per non fornire la prestazione prevista dall’abbonamento. Una sola nota „positiva“: le credenziali indicate nello sciagurato messaggio NON funzionano! Altro che teatro di tradizione: qui siamo al livello dei dilettanti „legnanesi“ in prosa, un’organizzazione da dopolavoro di uno sperduto paesino del sud del mondo. L‘unica speranza sarebbe che si trattasse della bufala di un buontempone ma temo proprio che non sia così.
Aggiungo: chiunque ritenga di aderire scriva ai giornali locali e al teatro per scongiurare questa follia!
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.
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10 thoughts on “Sopratitoli!!! – Teatro comunale Bologna 8 Novembre 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Sistema “Cicero” per il parcheggio: in teoria ottimo, le monetine (molte, ormai…) non le abbiamo mai. Insomma, si paga con lo smartphone.
    Tutto bene? Tutto easy e veloce? Direttamente dal conto come col Bancomat?
    Eh, no! Prima ci devi mettere i soldi, poi – dopo aver aspettato un congruo tempo –
    puoi pagare. Naturalmente per ottimizzare il tempo dei prossimi parcheggi di soldi ne metti molti di più ( e quindi ci guadagnano…) ma ogni volta che usufruisci nuovamente del servizio ti tocca poi controllare quanti ne restano sul “conticino”.
    Conticino sul quale rimane sempre qualcosa, che moltiplicato per il numero degli utenti…
    Mi viene in mente una lontana bolletta del Gas, per la quale avevo diritto ad un rimborso di circa 70 euro. Accreditati sulla bolletta seguente? Giammai, in arrivo un assegno da riscuotersi esclusivamente in Banca Intesa. Quindi: mattinata pressoché persa dato che la filiale si trovava in zona pedonale.
    Lunga fila alla cassa, in molti con il fatidico assegnino in mano. Chiesi all’ impiegato come mai l’ importo non venisse tolto dal totale delle bolletta seguente ( me candida!) risparmiando così tempo e denaro, e l’ impiegato, sorridente:” Lei ha un rimborso abbastanza cospicuo, pensi a quelli che hanno solamente pochi euro, e sono i più: secondo lei in quanti perderanno una mattina per venirli a riscuotere?”
    Così funziona il mondo.

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  2. Sandra Festi ha detto:

    Per una decisione simile credo che abbiamo il diritto di conoscere il nome del genio che l’ ha concepita. E se nessuno alza la mano, sono tenuta a considerare responsabile Merola o Sani?
    Sandra Festi.

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Non sono “fuori”, sono Teatro. 2.3.4.5… Sono “contemporanei”, no?
    Tecnologia all’ italiana: dacci oggi le nostre (inutili) applicazioni quotidiane!
    E presto il Teatro verrà chiamato BCT, o chissà quale acronimo. Dopo il MOMA il MAMBO, il MART, il MUDEC… per non parlare del MEF, del MIUR…
    Sono i nostri ottimati, ipertecnologici, non ve ne siete accorti? Ovviamente targati Apple…😊

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  4. Stefano ha detto:

    Questa degli smartphone una follia. Presumo che vogliano risparmiare i 5000 euro dei sovratitoli. Accadde già qualche anno fa con il Don Giovanni, che non ci furono i sovratitoli, e ci fu motivato per motivi economici.
    Ma anche se l’ opera è molto nota, i sovratitoli sono indispensabili, per apprezzare il libretto.
    Poi ci sono anche i giovani, che la vedono per la prima volta, e che hanno bisogno di seguire il libretto. Sarà una platea illuminata dagli smartphone, impossibile gustare un’opera in queste condizioni.

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    • La vicenda di Aida credo che sia nota anche ai bambini dell‘asilo e quindi non esiste – a mio parere – la necessità del libretto. Credo che il management del teatro si sia bevuto il cervello e esponga il teatro a un ridicolo internazionale

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  5. Maria Carla Galavotti ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con le osservazioni fatte a proposito dell’uso di una app per seguire il libretto dell’opera. Come si fa a suggerire una cosa simile? Solo chi non è mai stato a teatro può escogitare un tale rimedio, che è peggiore del danno…E’ una cosa da non credere.

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