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Il Comunale non risponde… – Bologna 7 Novembre 2017

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Ufficialmente … al teatro comunale e a Musica Insieme non si legge Kurvenal, ma la realtà è che viene letto e come… In fondo se interessa a una platea così vasta di lettori non può non essere di interesse delle maggiori istituzioni musicali di Bologna. Il 2 Novembre su questo blog avevo posto alcune domande al teatro comunale di interesse per tutti gli abbonati e spettatori del teatro. A riprova della serietà del management nessuno degli organi dirigenti ha avuto la sensibilità di rispondere e le domande – si noti bene – erano ben lontane dall’essere provocatorie. Quando non si risponde si è in primo luogo dei maleducati (a chi paga e sostiene il teatro è doveroso dare risposte) e in secondo luogo significa che c’è qualcosa da nascondere. Non mi meraviglio ma a ogni riprova da affezionato frequentatore del teatro provo un dispiacere (avete letto bene, un dispiacere) a vedere quanto in basso sia caduta la nostra maggiore istituzione musicale bolognese. Le voci di un avvicendamento alla sovrintendenza del teatro si susseguono perché ufficiosamente l’attuale sovrintendente vorrebbe avere più tempo per comporre.. e al suo posto subentrerebbe l’attuale direttore generale Macciardi con Sani che prenderebbe il suo posto (il gioco delle due carte?). Sarò un inguaribile sognatore e legalitario ma per designare un nuovo sovrintendente non sarebbe necessario indire una gara e vedere quali competenze sul mercato siano disponibili per un incarico al contempo prestigioso e difficile? Insomma alla dirigenza del teatro sarebbe necessaria aria nuova così come al comitato di indirizzo, questa specie di congrega evanescente che si distingue per il fatto di non battere mai un colpo. Eppure ragioni per battere colpi ce ne sarebbero e come! Idem per l’assessore Gambarelli che nel disinteresse al teatro si accomuna al sindaco Merola. Ripetere che mala tempora currunt sarebbe persino pleonastico così come quousque tandem Sani.. Finirà che ci dovremo abituare al fatto che il nostro glorioso teatro (dove si è tenuta la prima del Lohengrin in Italia!) sarà ridotto a un provinciale teatro di tradizione. E una volta scaduto non potrà più risollevarsi!
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5 thoughts on “Il Comunale non risponde… – Bologna 7 Novembre 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile sig. Barilli, dato che non esiste solo Renzi ( che ha esternato solo dopo qualche tempo, meglio andarsene da Obama), in TV ho sentito, nell’ ordine: colpa di Grasso, colpa della “sinistra” che se ne è andata ( anche se sommati i voti sarebbero stati pochi…), colpa di chi non ha “capito”. Poi, presa la palla al balzo del mancato confronto con Di Maio, non è sembrato vero spostare ossessivamente l’ attenzione sul “perdente che è fuggito” ( il perdente sarebbe Di Maio!).
    Come se ai cittadini interessasse qualcosa del confronto TV Renzi/Di Maio! O di qualsivoglia cosa dicano Renzi o Di Maio: ormai tanti nostri concittadini sono al di là della propaganda, dato che per molti la sopportazione è veramente finita e la pancia è sempre più vuota.

    Si ride per non piangere.
    Ho purtroppo solo cugini in Sicilia, con i quali mi sono confrontata: sono andati a votare ( il dovere! Sono di origine austriaca…) ma hanno annullato la scheda. Non ne possono più di parolai, di ogni tipo e colore. Tanto non cambia e non cambierà nulla, chiunque vinca, questo pensano. E siccome sono figli di un ufficiale pilota un tempo di stanza a Sigonella, sanno bene quanto conti la manina americana in quel territorio. Manina americana alla quale si deve anche lo status di Regione a Statuto Speciale dell’ isola che ospita anche, appunto a Sigonella, l’ AGS della NATO . La base americana più importante d’ Europa, insomma.
    Nulla si muove se non gradito, laggiù.
    E’ tutto più complicato di quello che sembra.

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    • Roberto Barilli ha detto:

      gentile signora Martucci, se ‘dopo qualche tempo’ intende due o tre ore allora ci siamo benissimo.
      Per quanto poi riguarda i suoi parenti che sono andati a votare (come mai ci sono andati solo per annullare la scheda?) e che sono addirittura di origine asburgica mi meraviglio proprio che abbiano fatto quella scelta.
      Forse si sono dimenticati dei tanti che le loro scelte le hanno fatto, magari minoritarie ma le hanno fatte.
      Infine una piccola testimonianza personale: in settembre ero a Palermo e più precisamente una sera sono andato a cena in un ristorante che si chiama Osteria Ballarò (oltre a LoneyPlanet lo consiglio anch’io…..) e ho casualmente incontrato proprio il candidato PD Fabrizio Micari, l’ex Rettore dell’Università di Palermo dimessosi proprio per candidarsi. Ovviamente in quella circostanza non sapevo proprio che fosse ‘quel’ candidato ma alcune brevi parole di circostanza scambiate come vicino di tavola hanno chiarito in fretta di che pasta sia Fabrizio Micari.
      Infine: come mai i suoi cugini di origine asburgica non lo hanno preso in considerazionei?

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    ‘La debacle in Sicilia’…….. intanto viene da chiedere alla gentile signora Marcucci che cosa c’entrino le elezioni in Sicilia con l’argomento trattato dal Prof. in questo Thread e viene anche da chiedere se ha letto bene le dichiarazioni rilasciate da Matteo Renzi sul punto.
    Se poi si vuole andare un poco oltre viene da chiedere se il caso Sicilia, nella sua estrema peculiarità, non suggerisce qualche cosa di diverso su queste elezioni.
    Infine una domanda: per caso è stata in Sicilia in una maniera un poco diversa dal fare turismo comunemente inteso e, se ci è stata, che riflessioni ne ha tratto su quegli splendidi e disperati luoghi?

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile Professore, lei è troppo intelligente ed accorto per non sapere che una eventuale risposta alle sue domande susciterebbe un dibattito ed il suo blog – inviso al potentato locale – riceverebbe ulteriore pubblicità.
    Del resto basta ascoltare gli argomenti del Partito di riferimento dell’ Amministrazione bolognese riguardo la debacle in Sicilia ( un tripudio di “se”… se mia nonna avesse le ruote…) per capire come siamo messi : autocritica mai, è sempre colpa o degli altri o dell’ imbecillità del popolo… La cosa è talmente evidente che il popolo, a torto o a ragione, si è comunque stufato di essere considerato un imbecille.
    L’ ottimo Walter Quattrociocchi, ora a Ca’ Foscari, sta analizzando compiutamente il problema del fallimento comunicativo delle “certezze”, ma questi temo leggano solo Tex Willer ,quando va bene. Ed ascoltino solo Allevi ( quando va benissimo…)
    Che ci vuole fare, siamo messi così: basta farsi un giretto in città…
    E non si vede via d’ uscita.

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