Cameristica, Recensioni

Antonii Baryshevskyi – Musica Insieme Bologna 30 Ottobre 2017

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Come nel concerto di Trifonov recentemente recensito su questo blog, il programma eseguito desta qualche perplessità per l‘eterogeneità dei brani proposti che mancano di quella omogeneità e completezza che costituiscono l‘ossatura dei migliori concerti moderni. La cosa può trovare il proprio fondamento nel fatto che un giovane artista ancora non conosciutissimo al pubblico bolognese voglia offrire un ventaglio delle proprie qualità ma non depone a favore di un approccio stilisticamente rigoroso.  E non è facile essere d’accordo con la relatrice che ha cercato di trovare un filo conduttore al programma mentre ha giustamente sottolineato la presenza della fuga nell’ op.110 di Beethoven; forse avrebbe dovuto anche ricordare come la fuga sia presente nella sonatistica del compositore di Bonn già a partire dall’op.101 (e in particolare nell’op.106). Ma veniamo al pianista. Baryshevskyi è un pianista che pensa, una caratteristica non comune ai giovani “leoni” ventenni che oggi si affacciano alla carriera concertistica. Dotato di ottima tecnica (ma non trascendentale alla Trifonov, per intenderci, per il quale la facilità di mano finisce col fargli trascurare sempre più gli aspetti maggiormente musicali) fa della ricerca dello stile e del significato musicale delle composizioni che esegue la cifra della sua interpretazione, denotando in tal modo una maturità che raramente si incontra in pianisti della stessa età. Ne ha dato l’esempio forse migliore nell’esecuzione dell’op. 110 di Beethoven dove ha saputo trovare in tutti e quattro i tempi le sonorità e la ritmica giusta (in particolare nel secondo tempo, dove spesso si incontra un eccesso ingiustificato e non richiesto di velocità).  Ma è l’intero concerto che è risultato di grande qualità, contraddistinto sempre da misura e da rispetto della partitura, anche laddove sono risultate necessarie le sonorità equoree di Debussy o gli empiti romantici di Chopin e Schumann.  Un plauso quindi a un giovane pianista che possiamo solo sperare di risentire quanto prima e che vogliamo augurarci che prosegua nella sua ricerca della giusta cifra stilistica di ogni brano eseguito. Due bis: uno a me ignoto e una sonata di Scarlatti, forse il brano meno riuscito per un tocco non sufficientemente brillante e l’aggiunta di abbellimenti del tutto non necessari. Grande e meritato successo di un folto pubblico negli applausi del quale si sono distinte ancora una volta alcune ridicole mani elevate al cielo: per distinguersi o per implorare una improbabile benedizione?
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Programma
Ludwig van Beethoven  Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110
Claude Debussy Da Préludes (Libro II): La terrasse des audiences du clair de lune,  Feux d’artifice
Fryderyk Chopin Scherzo n. 2 in si bemolle minore op. 31
Robert Schumann Sonata n.2 in sol minore op. 22  
Aleksandr Skrjabin Vers la flamme op 72 , Sonata N.5 in fa diesis minore  op. 53

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4 thoughts on “Antonii Baryshevskyi – Musica Insieme Bologna 30 Ottobre 2017

  1. Elena Della Siega ha detto:

    Buongiorno! Il pubblico dell’Auditorium Manzoni di Bologna è stato giustamente entusiasta per aver avuto l’opportunità di ascoltare un pianista di questa levatura, per cui lo “sbracciamento” è comprensibile. Decisamente da migliorare invece il rapporto con i telefoni cellulari, che sciaguratamente continuano a suonare anche in queste occasioni dove si dovrebbe stare solo in religioso silenzio. Anche gli accessi di tosse, schiarimenti di voce molesti, ecc. denunciano un cattivo rapporto con l’Arte, oltre che un cattivo stato di salute… Il mio desiderio per costoro è che se ne stiano a casa e lascino godere un bellissimo concerto al resto del pubblico educato.
    Il primo bis – ci ha riferito Barishevsky- è Ligeti (forse uno studio). Del secondo bis a mio avviso sono stati proprio gli ornamenti inattesi a rendere questa pagina bella e divertente. Infondo la musica è gioco. Grazie per la recensione, è sempre un piacere leggerLa..

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    • Ogni opinione è ovviamente lecita. Continuo però a considerare lo sbracciamento a mani alzate una provinciale manifestazione da parte di chi ritiene di avere una particolare sensibilità musicale. In tutte le sale da concerto serie esiste la “standing ovation” in cui ci si alza in piedi per onorare una performance “outstanding”. Le braccia alzate ne sono una copia scadente. Grazie per essere una mia lettrice.

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  2. Italo Bicchierri ha detto:

    BEL CONCERTO, CONCORDO, PUR NELLA ETEROGENEITA’ DEI BRANI ESEGUITI . PROBABILMENTE L’INIZIALE PROLUSIONE AL CONCERTO ERA DEDICATA, NELLA SUA VENA DIDATTICA , AI NUMEROSI STUDENTI LICEALI PRESENTI ( SPESSO PIU’ ATTENTI DEL CONSUETO PUBBLICO ).
    DEL TUTTO INUTILE, A MIO PARERE

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  3. carlo giulio lorenzetti settimanni ha detto:

    Condivido le sue osservazioni ed il plauso per questo giovane ma pensoso pianista; come pure le riserve sul tentativo di trovare – magari partendo dai titoli allusivi dei preludi di Debussy – un nesso programmatico tra i brani prescelti per questo bel concerto.

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