Operistica, Recensioni

Tristan und Isolde – Teatro regio Torino 14 Ottobre 2017

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Ormai è una scelta assodata: la nave, nel Tristan und Isolde, è un orpello di cui liberarsi rapidamente. In fondo l’edizione 2004 del teatro di Monaco, dove Isolde e Brangäne venivano rappresentate come due croceriste con tanto di occhiali da sole alla Lolita di Sue Lyon potrebbe oggi essere considerata quasi classica. E che dire dell’edizione 2015 di Bayreuth tutta fatta di scale e saliscendi? Etc. Etc. Qui la nave è l’interno di una ricca dimora borghese con camera da letto, salotto con piante, veranda etc. E’ vero che oggi i transatlantici da crociera assomigliano oggi più ad alberghi di lusso che a navi vere e proprie ma dove lo mettiamo in questo caso il marinaio che proclama che il vento sospinge la nave? Forse in una prossima versione sarà semplicemente eliminato. La scena si basa su un “revolving stage” nel quale appaiono le varie stanze e per lo meno nel primo atto – nonostante l’assurdità dell’impostazione – non disturba lo spettatore eccessivamente. Naturalmente non mancano gli inevitabili trucchi fra i quali l’abbigliamento identico di Isolde e Brangäne, un remake ormai stucchevole del “doppio” teatrale.
Ma ecco che il regista cade nell’ “übertrieben” forzando sempre più la mano fino ad arrivare a un ultimo atto nel quale Kurwenal e Tristano sono rappresentati come due barboni alcolizzati, Kurwenal si diletta a gettare sassolini e la corte di Marken siede a una tavola imbandita con un arredo che ricorda alcune scene di “Odissea nello spazio” di Kubrick. Il tutto nelle stesse stanze del primo atto. Tristano muore sdraiato sulla tavola in mezzo ai convitati che seppure immobili non sembrano particolarmente interessati alla cosa mentre Isolde dopo l’ultimo canto gli si stende al fianco e (questo per me incomprensibile) Marken e Brangäne si fanno reciproci cenni di intesa. Sipario.
Inutile dire che fare iniziare il Tristano alle 7 di sera con la sua durata di oltre cinque ore (inclusiva di due intervalli di 30 minuti – ma il bar ha le sue ragioni…) è roba da terzo mondo. In tutti i paesi civili il Tristano inizia al massimo alle 18, anche perché gli spettatori reclamano il diritto di utilizzare i mezzi pubblici prima della loro chiusura. Molto apprezzabile la presenza nei sottotitoli (in realtà i sopratitoli) del testo originale e della traduzione, anche se in certi casi un po’ approssimativa e con alcuni “misprint” del tedesco. Peccato che lo stesso telone venga utilizzato negli intervalli per la pubblicità ma “pecunia non olet”. Maiuscola la prestazione dell’orchestra e di Gianandrea Noseda (se si eccettua una piccola sbavatura dei corni) con l’unico difetto di una direzione che nell’ouverture stacca un tempo iniziale troppo lento e tale da rendere difficoltosa la percezione del discorso musicale. La serata in cui ho assistito al Tristano vedeva la presenza della seconda compagnia e questo si è sentito soprattutto nella prestazione di Isolde (Rachel Nicholls) che canta bene ma non è dotata purtroppo di una bellissima voce, molto spesso troppo stridula nelle emissioni di maggior volume. Molto bravi tutti gli altri interpreti per uno spettacolo musicalmente di ottimo livello. Grande successo del pubblico non particolarmente molto numeroso a riprova che l’educazione musicale media del pubblico in Italia è rimasta al melodramma nazionale (basterebbe ricordare in materia il recente vuoto pneumatico della Scala in occasione dei Meistersinger von Nürenberg o del Rosenkavalier).  A livello personale mi spiace non avere avuto l’occasione di sentire il Tristano con la prima compagnia di canto ma purtroppo bisogna anche lavorare qualche volta…
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Tristan, nipote di Marke
e amante di Isolde tenore
Stefan Vinke
Isolde, principessa irlandese
e promessa di Marke soprano
Rachel Nicholls
Re Marke, re di Cornovaglia basso
Steven Humes
Kurwenal, servo
e amico di Tristan baritono

Martin Gantner
Brangäne, damigella di Isolde
mezzosoprano

Michelle Breedt
Melot, cavaliere del re Marke
tenore

Jan Vacík
Un pastore tenore
Joshua Sanders
Un timoniere baritono
Giuseppe Capoferri
Un giovane marinaio tenore
Patrick Reiter
Direttore d’orchestra
Gianandrea Noseda
Regia
Claus Guth
Ripresa da
Arturo Gama
Scene e costumi
Christian Schmidt
Luci
Jürgen Hoffmann
Maestro del coro
Claudio Fenoglio
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Allestimento Opernhaus Zürich
Prima italiana al Teatro Regio

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2 risposte a "Tristan und Isolde – Teatro regio Torino 14 Ottobre 2017"

  1. Sono un lavoratore del Teatro Regio, grazie per la visita, l’attenzione e la bella recensione. La durata degli intervalli è imputabile esclusivamente allo smontaggio e montaggio delle scene, veramente molto complesso. I nostri tecnici hanno fatto miracoli per sveltirlo, pare che durante il primo allestimento di questa produzione, a Zurigo, gli intervalli fossero di un’ora ciascuno!

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