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Sani & Co.- Bologna comunale 20 Settembre 2017

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La stampa cittadina di Bologna riporta con dovizia di particolari le dichiarazioni “bipartisan”in consiglio comunale contro il sovrintendente Sani e la sua gestione dopo l’ennesima riduzione dei fondi ministeriali e nonostante la recente iniezione di fondi  da parte del comune per ripianare il deficit di bilancio che, se non azzerato porterebbe, al declassamento del teatro con tutte le conseguenze che ne derivano. In questa vicenda bisogna essere chiari: il deficit non è solo della gestione Sani ma viene da lontano, da una politica del teatro che negli anni ha vissuto sulla convinzione che prima o poi qualche pantalone avrebbe pagato. Ora, semplicemente, non è più così. Ma Sani ci ha messo del suo con delle scelte sgangherate (si veda ad esempio “Qui non c’è perché” oppure “Il colore giallo” oppure il vergognoso “Ratto dal Serraglio” della presente stagione) che nel cartellone 2018 sono sparite sbandando poi dall’altra parte, con una programmazione che definire banale sarebbe persino un complimento (v. il post Stagione d’opera  – Teatro comunale Bologna 12 Settembre 2017)  e con la incapacità di attrarre sponsors di peso. Ora corre voce che lo scettro sia destinato a passare al direttore generale Macciardi come se quest’ultimo non fosse inevitabilmente corresponsabile della situazione. E la cosa è ancora più grave se si considera il comitato di indirizzo, un comitato formato nella  maggioranza da persone che con la musica hanno lo stesso rapporto che io ho con il dialetto dell’isola di Bali e che non è stato assolutamente in grado di incidere seriamente e positivamente sulla vita del teatro.  Un teatro che ha bisogno di un profondissimo rinnovamento, di un sovrintendente che a differenza dell’attuale sia impegnato a tempo pieno in teatro, di persone competenti in tutti gli organi, i cui membri attuali, se fossero seri, a fronte dell’attuale disastro dovrebbero avere un sussulto di dignità rassegnando le dimissioni (un istituto visto con orrore in Italia). Non sono ottimista, nonostante le dichiarazioni di Macciardi che paiono più un “wishful thinking” operato ad arte che una solida realtà e forse è ormai troppo tardi (nonostante che anche da questo blog fossero partite proposte che non sono state neppure prese in considerazione). Ma anche i segni hanno il loro peso e un totale rinnovamento sarebbe l’indicazione della volontà di cambiare che potrebbe avere positive ricadute. Quello che non è accettabile è la politica del “wait and see” in una sorta di messianica attesa di tempi migliori. Ma questo richiederebbe un interesse non sporadico verso questa importante istituzione bolognese che francamente non appare all’orizzonte.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.
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4 risposte a "Sani & Co.- Bologna comunale 20 Settembre 2017"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Purtroppo è una continua sensazione di impotenza, da molti anni, ormai…
    E non solo una sensazione, come hanno capito anche i sassi. Gli ottimati, lassù, fanno indisturbati i loro giochetti, si spartiscono il malloppo supportati dalla “libera” stampa. Il Teatro ed i suoi “padroni” sono solo l’ ennesima metafora del presente.

    In quanto al “rinnovamento”, se non si rinnova il pubblico non si rinnova neppure il Teatro. E con gli stipendi che si ritrovano i nostri giovani ( metà dello stipendio di un ingegnere non basta per l’ affitto di un bilocale) ed i costi della gestione dei teatri che montano, c’è poco da sperare se non nei soliti noti.
    E via così…

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Caro Professore, qui da anni è tutta una attesa messianica: di competenze, di lavoro, di pensioni…
    Ed in tutti i campi solo pannicelli caldi, solo guardare non al domani, ma all’ oggi pomeriggio, con provvedimenti elettorali o pseudo-tamponi.
    I giovani di oggi saranno i vecchi di domani – direi di stasera, di tra un’ ora in tempi storici – però si fanno fuggire coloro per i quali si è speso e che sarebbero in grado, grazie alle loro competenze e voglia di fare,di provvedere al proprio futuro con versamenti previdenziali “pubblici” o privati. Mentre le ingenti – numericamente – “risorse” che importiamo per il lavoro nero o le varie forme di sfruttamento dell’ oggi, “questa sera” rimarranno, da vecchi, sui patri lidi. E non solo non avranno pagato per le nostre pensioni, ma neppure per le loro.
    Ma si pensa al “qui ed ora”, a far quadrare i conti degli amici degli amici. In teatro come nella società.
    Tanto, nel lungo periodo – per citare qualcuno che un po’ ci capiva – saremo tutti morti. In un modo o nell’ altro.

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  3. Sandra Festi ha detto:

    Sono totalmente d’ accordo. Bisogna approfittare di questa resa dei conti -in senso stretto- per affrontare SERIAMENTE una situazione fallimentare da anni.
    IL sindaco Merola per sua stessa ammissione è incompetente? Bene, si affidi a dei veri competenti, sapendo che un teatro come il nostro ha una storia, un patrimonio di esperienze al suo interno e un contorno di fedeli, appassionati frequentatori. Quante persone, nell’ ambito cittadino e oltre, potrebbero ricostruire una continuità nella conduzione di un teatro che già godeva di una collocazione internazionale di prim’ ordine, sapendo, al contempo, inserirsi nelle dinamiche organizzative del management attuale !
    Il Sovrintenfente NIcola Siani non è adatto al ruolo che ricopre, ma tutto il consiglio di gestione del teatro lo ha accompagnato verso il fallimento.
    Adesso ha l’ occasione di dimostrare di avere l’ intelligenza dell’ autocritica.
    Sandra Festi.

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