Operistica, Recensioni

Die Entführung aus dem Serail – La Scala 1 Luglio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Cinquanta ma certo non li dimostra! Dopo un Ratto scandaloso  alla Deutsche Oper e  la vergognosa edizione del Ratto a Bologna, che rimarrà negli annali come una macchia indelebile nella storia del teatro, grazie alle scelte scellerate del sovrintendente,  vedere questa edizione (la terza per me in un anno) è come rinascere. Qui tutto è semplicemente perfetto. Il ratto è una favoletta che si inserisce come prima della classe nella serie delle turqueries che tante opere hanno ispirato nel XVIII e XIX secolo, certamente priva di intenti didascalici ma non senza una sua giocosa celebrazione di quegli ideali illuministici che hanno nella libertà di scelta uno dei propri pilastri. Qui il turco (il pasha) non è lo sciocco delle opere di Rossini ma il rappresentante di una cultura diversa ma che ha al suo interno quegli elementi di nobiltà d’animo che sono al fondamento della civile convivenza. Altro che l’ISIS dell0 sventurato regista dell’edizione bolognese (e il modo ancor m’offende…).  E ne è ulteriore elemento di fede proprio la figura caricaturale di Osmin messa alla berlina da Mozart (con il libretto di Christoph Friedrich Bretzner – rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie junior che presenta un tedesco molto più agile e libero di quello che oggi le regole dei Germanisten impongono), figura di turco sciocco, reazionario e integralista che alla fine, naturalmente, viene beffato e ridicolizzato dalla saggezza del pasha (da un turco e non – come nelle opere rossiniane – da protagonisti europei!). Ma ciò che rende la presente riedizione eccezionale è la freschezza dell’impostazione, una visione di teatro nel teatro,  l’equilibrato dosaggio di forme caricaturali e impostazioni seriose, con i personaggi che cantano per lo più in controluce sul proscenio come ombre cinesi e infine la presenza di intermezzi ludici che però non scadono mai nel triviale. Strehler e Damiani sapevano il fatto loro: altro che i nuovi registi “creativi” che ci ammanniscono regie velleitarie e insopportabili con forzature che giungono persino a stravolgere il libretto – come nel caso bolognese – pur di cercare di dare un minimo di senso (non raggiunto) all’impostazione.

 

Qui i personaggi vestono i panni settecenteschi del periodo (bellissimi anche i costumi) con un Osmin che pare tratto in modo caricaturale dai dipinti dell’epoca, naturalmente grasso e impacciato a fronte della nobiltà di vestiario del pasha e dei costumi adeguati al ruolo di Berlmonte, Konstanze, Pedrillo e Blonde.  Citare le singole scene e i loro meriti sarebbe inutile: la macchina teatrale è perfetta e l’azione si svolge con equilibrio e grande soddisfazione del pubblico. Naturalmente una grande edizione operistica richiede interpreti di adeguato livello. Il più che ottuagenario Mehta (anche lui ottanta ma non li dimostra!) guida con grande precisione e equilibrio l’orchestra, da consumato esperto della materia,  sostenendo sempre con maestria i cantanti e ricavando dall’orchestra il meglio che può esprimere. Ottima anche la compagnia di canto. Sopra tutti la Blonde di Sabine Devieilhe, voce freschissima, ottima agilità, eccezionale capacità di sostenere pianissimi negli acuti e consumata arte scenica: un soprano che
speriamo di rivedere presto  sulle nostre scene e che ottiene dal pubblico l’applauso più convinto. Ottima anche la prestazione di Lenneke Ruiten nella parte di Konstanze. Nella grande e difficilissima aria Martern aller Arten dà grande prova di sé con l’unica leggera pecca di sforzare leggermente negli acuti; la sua interpretazione del personaggio è comunque di altissimo livello. Ottime anche le voci maschili con una leggera prevalenza del Pedrillo di  Maximilian Schmitt. Grande successo di pubblico (in larga parte straniero) e degna celebrazione di un grande teatro internazionale. Avercene!

 

CAST
Konstanze
Lenneke Ruiten
Blonde
Sabine Devieilhe
Belmonte
Mauro Peter
Pedrillo
Maximilian Schmitt
Osmin
Tobias Kehrer
Selim
Cornelius Obonya
Servo Muto
Marco Merlini
Direttore
Zubin Mehta
Regia
Giorgio Strehler
ripresa da Mattia Testi
Scene e costumi
Luciano Damiani
Scene riprese da Carla Ceravolo
Costumi ripresi da Sybille Ulsamer
Luci
Marco Filibeck

A Berlino nessuno in sala si permette di accendere il telefonino durante le esecuzioni anche perché viene preventivamente redarguito in materia: quando viene chiesto di spegnerne la suoneria viene anche chiesto di NON accenderlo per qualsiasi motivo durante le esecuzioni. Possibile che non si possa ottenere lo stesso risultato in Italia?
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni post. Se vi siete già iscritti al blog Bertoldo per favore re-iscrivetevi amche a  questoGrazie anticipatamente.
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard

3 thoughts on “Die Entführung aus dem Serail – La Scala 1 Luglio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Un bellissimo spettacolo scaligero, stando alla recensione e nessuno ne dubita, ma anche una gran bella e colorata descrizione dell’evento resa dal prof. Neri!

    Mi piace

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...