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Concerto in piazza Maggiore – Bologna

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Dunque, se le notizie che mi giungono sono attendibili, il famoso concerto in piazza maggiore a Bologna si farà con la direzione del direttore “mi dimetto ma non troppo“, un atteggiamento facile da predire: dimissioni a parole ma nulle nei fatti. Serietà e coerenza innanzitutto. Sarò assente perché all’estero ma ovviamente mai avrei partecipato a una buffonata di questa portata. Ora ragioniamo: abbiamo un direttore stabile, di grande successo, Michele Mariotti che viene scavalcato da un personaggio che certamente suscita commozione nel mammismo italiano ma che come qualità rispetto a Mariotti è distante come una galassia (chi si intende di matematica sa quale è il limite matematico di un rapporto il cui denominatore tende a zero…). Ovviamente al peggio e al cattivo gusto non c’è mai confine ma una cosa veramente è incomprensibile: come mai Mariotti non abbia un rigurgito di orgoglio e non pianti delle belle dimissioni davanti a una situazione che lo ridicolizza, insieme alla città di Bologna, agli occhi del mondo? oppure le dimissioni (quelle vere) sono ormai un istituto da esorcizzare, un retaggio di una serietà di comportamento “d’antan”. Chi scrive ha avuto più volte l’occasione di dimettersi per coerenza e per dare un segnale di serietà quando in gioco c’erano principi non negoziabili. Qui no: si sta attaccati al cadreghino (o alla carrozzella) senza pudore nella convinzione che la gente non capisca o dimentichi in fretta. E che dire di Sani, la cui spina dorsale in questo frangente appare una spirale?  Il comunale è un teatro da tempo periferico e questo episodio ne segna ancora una volta il degrado. Vado a Berlino ora “in più spirabil aere” dove una simile pagliacciata mai sarebbe neppure ipotizzabile (ve lo immaginate Barenboim scavalcato da Bosso?) sperando di non avere neppure gli echi del disastro. Nel frattempo la curia avrà modo di iniziare il processo di beatificazione di Ezio Bosso tanto una santificazione non si nega a nessuno: non abbiamo forse un papa santo che non mosse un dito contro Hitler quando sterminava gli ebrei e la cui nunziatura a Berlino, documenti alla mano, protesse solo i convertiti?
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10 thoughts on “Concerto in piazza Maggiore – Bologna

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Mi riferivo al commento del sig. Cesare, commento certamente del tutto lecito, che però si chiude con una frase cattolicamente ” illecita” : “il Papa è un uomo come tutti noi”.
    Inesatto, il Papa è il “vicario di Cristo in Terra”, ed il Monarca assoluto di quella teocrazia che si chiama stato Vaticano e la sua elezione è ispirata direttamente dallo Spirito Santo, la Terza Persona della Trinità, secondo la (dimenticata) Dottrina.
    Ci si aspetterebbe quindi, dato che lo si appella Sua Santità ed è addirittura infallibile quando si esprime ex cathedra, qualcosa di più anche “storicamente”, non le pare?

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Quello che intendevo dire è che quando si nominano le gerarchie ecclesiastiche subito partono commenti del tipo “gioca con i fanti e lascia stare i santi”.
    I “santi” non sono affatto proprietà privata dei credenti, che “credenti” lo sono assai poco, infatti dimostrano di non conoscere la Dottrina ( un individuo si può dichiarare “credente” se conosce e rispetta in ogni sua parte la Dottrina della Chiesa Cattolica, non se lo è a parole, anche se tutto fa brodo…) che gli “addetti ai lavori” manipolano infatti a loro piacimento senza che alcuno se ne accorga ( o dimostri di accorgersene).
    Quindi ciascuno – e quindi anche Lei – può benissimo discettare di storia e di Papi : non potrà certo ricevere una reprimenda da chi appoggia, nei fatti e per opportunità
    una sconfessione tanto clamorosa della tradizione come l’ esistenza di due Papi.
    Il massimo. E nessun Concilio è stato ufficialmente convocato – e concluso – al fine “esautorare” lo Spirito Santo dalle sue prerogative… Solo un Concilio potrebbe farlo. Ma questa è appunto Dottrina. Fidando nella non conoscenza della Dottrina da parte di sedicenti cattolici e dei non credenti, si ha la strada spianata per qualsivoglia affermazione o negazione, ci si può orgogliosamente credere “nel giusto” anche quando, clamorosamente, non lo si è.

    I primi da bacchettare sarebbero i sedicenti cattolici: la classica trave …
    Ma tanto basta chiudersi in difesa ogni qualvolta c’è il minimo sentore di libero pensiero: fare pulizia in casa propria è molto più difficile e si rischia di perdere un sacco di “fedeli” – e relativo potere e prebende.
    Ben vengano quindi 2 Papi, uno per ogni target. Lo Spirito Santo, da tempo dimenticato, non si ribellerà…
    E siamo andati ancora bene: la storia ci insegna cosa succedeva un tempo ai Papi… sgraditi…
    Bastava santificarli, post mortem…

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Vede gentile Professore come si fa ad aumentare i commenti? Si inizia a parlare di religione ( anzi, di capi religiosi).
    Non ricordo quale Editore affermasse che la parola “dio” nel titolo di un libro ne triplicava le vendite, ed infatti prolificano titoli come “Il computer di Dio” o “Dio e la scienza” (?) e addirittura un “Io e Dio” ( il massimo…).
    Un modo come un altro per non far rimanere libri sugli scaffali. Ammesso e non concesso che una volta acquistati vengano letti : spesso il titoilo, voluto dall’ Editore, non coincide col contenuto. Insomma, Dio ( quale Dio?) ci entra poco. O troppo.
    Quanto ai Papi ed a Mussolini, mi è bastato ed avanzato “L’ uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare…”
    Ora di Papi ne abbiamo addirittura due, in barba alla Dottrina: uno Global e uno No Global, giusto per accontentare tutti. I cattolici non hanno fatto una piega, pare mi sia scandalizzata – e molto, sono stata educata dalle suore e la Dottrina la conosco bene, con tanto di infallibilità dello Spirito Santo… – solo io.
    Ma l’ “adattabilità alla contingenza” è la principale caratteristica della gerarchia cattolica; tanto la Dottrina, non la conosce alcuno… Nelle prediche e nelle scuole si fa solo sociologia ( cattolica, ovviamente…)

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  4. cesare ha detto:

    Caro Gio,
    forse sarebbe stato meglio limitare il campo alla musica, evitando invasioni in ambito storico-religioso. Io non sono certo un esperto di storia contemporanea, ma mi vengono alcune perplessità, rispetto alla chiusura della tua recensione.
    1) Come fai a dire che il papa è stato immobile davanti a Hitler? poteva mandare le guardie svizzere contro le Panzerdivisionen? Forse poteva agire solo di nascosto?
    2) secondo te, se la nunziatura avesse potuto proteggere anche i non convertiti, non lo avrebbe fatto? sei sicuro che i convertiti fossero tutti convertiti? o era (spesso) un escamotage non dissimile a quello usato da Schindler per i lavoratori della sua fabbrica?
    3) forse il Papa poteva salvarne uno di più, ma era un uomo come tutti noi, come Schindler, come altri noti e meno noti, come i Giusti di Israele, come i Santi….

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    • Caro Cesare, capisco la tua critica e forse è vero che dovrei limitarmi a puri fatti musicali. Ma nel caso specifico c’è un libro estremamente documentato (i documenti sono consultabili da tutti presso l’arcivescovado di Berlino) che mi ha molto scioccato, scritto da una serissima ricercatrice tedesca Jana Lechsenring “Die katolische Kirche und ihre Juden – Das Hilfswerk beim bischöflichen Ordinariat Berlin 1938-1945” edito da Metropol (La chiesa cattolica e i “suoi ebrei” – L’opera di di sostegno presso l’ordinariato vescovile di Berlino) che dimostra inoppugnabilmente quanto da me affermato. Ci sono poi anche opere teatrali come “Der Stellvetreter” di R. Hocchuth che affrontano l’argomento. Purtroppo i documenti provano (a mio parere) inoppugnabilmente la parzialità dell’atteggiamento della nunziatura (non dimentichiamo che solo dopo il concilio Vaticano II è stata espunta dalla messa la preghiera per i malvagi ebrei…). Il mio personale giudizio è che una voce avrebbe dovuto levarsi forte e chiara dal vaticano che era assolutamente informato in modo dettagliato di quanto avveniva in Germania. Poi naturalmente si può sempre discutere se una condanna formale non avesse peggiorato la situazione ma di certo va ricordato che Pacelli negli anni in cui era nunzio apostolico in Germania – ai tempi di Hitler – mai fece sentire la sua voce e anzi redarguì quei poveri cristi di sacerdoti che osavano criticare anche solo blandamente il potere. E’ vero che il papa è uomo come noi ma è proprio quello che non dovrebbe essere: è un cardinale e la sua porpora significa “usque ad sanguinem”.

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  5. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Centrato in pieno chi sia, e da tempo ormai, il “vero” padrone di Bologna ( e non solo). Comanda chi ha soldi e potere ( e nelle cose “terrene” si fa ben “rappresentare” da altri : se vogliono “servirlo”, che male c’è?)

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