Recensioni, Sinfonica

Chaslin Bronzi – Teatro comunale Bologna 27 Maggio 2017

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Il concerto inizia con il famosissimo e bellissimo concerto di Dvořák (che in realtà ne aveva scritto un altro in la maggiore, op. B10 praticamente mai eseguito), pietra di paragone dei violoncellisti per la sua estrema difficoltà tecnica e per essere fra i più eseguiti nell’ambito della purtroppo ridotta letteratura violoncellistica (fra l’altro in generale  poco conosciuta e apprezzata: ho avuto modo di sentire con le mie orecchie: “il prossimo anno viene Brunello con Bach? sicuro che non ci sarò” a riprova dell’ ignoranza di tanto pubblico…). Ma tant’è: questo è quello che passa il convento. Ma veniamo al concerto. Un’ esecuzione onesta ma di certo non memorabile. Bronzi esprime un bel suono nelle parti cantabili (talvolta troppo rallentate rispetto all’andamento generale del brano) ma mostra problemi non sempre indifferenti nelle parti più virtuosistiche che non sfuggono a chi ha nelle orecchie le esecuzioni classiche di Rostropovich, di Maisky (ai bei tempi, ora un po’ passati) e anche di Brunello (anche lui ai tempi del massimo fulgore) etc. Nulla di grave: l’esecuzione è stata certamente gradevole (e “naturalmente” apprezzata dal pubblico – perché non si organizza talvolta quello che un tempo faceva la radio con “interpreti a confronto” in cui i singoli passaggi venivano esaminati e confrontati? forse potrebbe essere didatticamente molto utile a un pubblico sempre di bocca troppo buona) e ben supportata dall’orchestra anche se (non si adombrino per favore  i professori tacciandomi aprioristicamente – come è loro costume – di incompetenza..) ha avuto un cedimento dei corni nelle battute iniziali del concerto. Insomma ha vinto la musica più che l’esecuzione e coi tempi che corrono non è da poco. Due bis solistici del violoncellista: una trascrizione per violoncello del famoso brano per chitarra di Francisco Tarrega “Recuerdos de la Alhambra”, che sul violoncello francamente rende assai poco e che è stata eseguita in modo discutibile, e una sarabanda bachiana. Un discorso diverso vale per l’esecuzione della symphonie fantastique di Berlioz. Qui Chaslin – che per una volta ha diretto senza partitura, cosa ormai rara fra i direttori! – ha saputo trarre il meglio dall’orchestra con una esecuzione rutilante in cui tutti i colori della variegata composizione sono stati estratti in modo esemplare dando luogo a un’interpretazione di grande valore. E ancora una volta va sottolineato come un’orchestra non eccelsa come quella del teatro comunale di Bologna sotto la guida di un direttore eccellente è in grado di fornire una prova di grande valore. Molti, giustificati applausi.
HappySad
Programma:
A. Dvořák Concerto per violoncello e orchestra in Si minore, op. 104
H. Berlioz Symphonie  fantastique op. 14
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One thought on “Chaslin Bronzi – Teatro comunale Bologna 27 Maggio 2017

  1. Fausto Martelli ha detto:

    Il fatto che abbia “vinto la musica” è una grande notizia. Sono un fruitore di modesta cultura musicale, ma anche noi dovremmo avere diritto di ospitalità, e sono più che content0 di aver passato un’oretta con un violoncello solista, rarità autentica,
    La musica “colta”, fra virgolette per ironia lessicale, è un mondo quasi in estinzione e sentire un violoncellista è un balsamo per l’anima comunque. Anche con qualche sbavatura dei corni…de minimis non curat…
    Eccezionale Chaslin…e Berlioz.
    Fausto Martelli.

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