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Politici e musica – Bologna 21 Maggio 2017

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Posso dire forte e chiaro che di questi “politici” e giornalisti esperti musicali “fai da te” ne ho strapiene le tasche (eufemismo)? Posso dire che non c’è nulla di più disgustoso di vedere utilizzata la cultura musicale come arma di combattimento a puri fini propagandistici? Ebbene, si leggano i giornali sulla questione Bosso e si vedrà che nessun esperto musicale, N E S S U N O, sostiene Bosso ma solo Mezzetti, Merola, Balzanelli & Co. Gente che ha a che fare con la musica come i classici cavoli a merenda, che non distingue una nota da una clava, che mai, ripeto mai, mette piede in un teatro, che se si chiede loro perché da decenni non siano stati rappresentati i Meistersinger von Nürenberg a Bologna ti chiedono “mai.. che cosa?”. Vogliamo fare qualche domanda di musica al comitato di indirizzo (quello che Merola – presidente – scambia per CdA)? Una, una sola persona saprebbe rispondere, la signora Fulvia de Colle: gli altri sono come il deserto dei Tartari (e mi scusi la buonanima di Buzzati). E allora di cosa dibattiamo? Quelli che sanno non possono intervenire e non sono ascoltati e allora, per favore, coloro che non capiscono di musica ma almeno sanno leggere l’italiano (o così si spera) leggano ad esempio la recensione del Peter Grimes di Giampiero Cane – voce indipendente – che apparirà sul Corriere Musicale dove troveranno che – guarda caso – un esperto dice quello che io e gli altri esperti (scusatemi ma debbo definirmi tale senza falsa modestia), come vox clamantis in deserto, diciamo dell’affaire Bosso. Tutti prevenuti? Tutti venduti? E i politici chi se li è comprati (o per cosa si sono venduti)? Come finirà? Facile a prevedersi: sarà firmata una pace armata solo per chiudere la polemica ma il risultato è che il Teatro ne scapiterà e alla fine Bosso dovrà giustamente fare le valigie e partecipare al Cantagiro (se ancora esiste…) o al festival di Castrocaro, per le lacrime buoniste delle mamme italiote. Toni esasperati? Ebbene sì, il dilettantismo in musica e nella sua organizzazione è la morte della musica e io vorrei evitare di vederne il decesso. Con poche speranze, con l’aria che tira…

 

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5 thoughts on “Politici e musica – Bologna 21 Maggio 2017

  1. Giulio Ciofini ha detto:

    Grazie. Mi trovo molto in sintonia con la sua analisi. D’altronde il mio nome figura tra i 51 Professori d’Orchestra firmatari della famigerata lettera e messi dai politici che Lei cita alla gogna, quasi fossero i peggiori delinquenti di Piazza Verdi.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    L’ “affare” del Teatro Comunale di Bologna – il maestro Bosso ha solo accettato un incarico che gli è stato offerto su un piatto d’ argento come avrebbero fatto molti altri, competenti e non … – è la metafora della situazione politica italiana.
    Da tempo ormai immemore i cittadini subiscono decisioni che li riguardano ( il Teatro è della città e viene pagato con le tasse di tutti) che privilegiano i comitati d’ affari e/o le convenienze della bassa politica. Passano i Governi ma la situazione non cambia, anzi…
    Non saranno quindi da biasimare se, ad ogni decisione che piove dall’ alto e che dovranno pagarecon le proprie risorse e la propria pelle, la pensino ormai come il virgiliano Laocoonte: Timeo Danaos et dona ferentes …
    ( Il mio Prof. di Latino preferiva “ferentis”, ma fate voi…)

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    • Roberto Barilli ha detto:

      viceversa, secondo me, quello che è accaduto al Teatro Comunale di Bologna non è la metafora di alcunché ma solo la risultanza di una gestione certamente difficile (avere un’ orchestra stabile e ‘a tempo indeterminato’, se così si può dire, è una bella zavorra……) ma aggravata da un caos amministrativo-musicale locale che non ha eguali.
      Certo non ho le competenze ne le conoscenze dello stato dell’arte per emettere giudizi di sorta e men che meno per suggerire rimedi ma la situazione è sotto gli occhi di tutti, per di più con un sindacato autonomo che spadroneggia e ricatta a tutto spiano, Sindaco compreso.
      Perché non credo che Merola abbia poi tante possibilità di fare qualcosa di veramente incisivo.
      Quanto a Virgilio, un grande, …… beh che riposi in pace !

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      • Voglio chiarire ancora una volta il mio pensiero. l’orchestra ha avuto (e ancora ha – si pensi al bubbone della filarmonica) molte colpe che sono a tutti note. Questo però non può essere la scusa per esorcizzare posizioni e richieste quando sono sacrosante. Insomma è sempre necessario evitare di fare di tutta l’erba il classico fascio: quando hanno torto hanno torto e quando hanno ragione hanno ragione. Senza commistioni.

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