Cameristica, Recensioni

Theresia Youth Orchestra Chiara Banchini – Bologna Festival 17 Maggio 2017

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Ho scritto anche troppe volte sulle orchestre barocche in grandi sale da concerto: è anche il caso del concerto della Theresia Youth Orchestra. Strumenti barocchi, esecutori in piedi etc. etc. dovrebbero riprodurre quello che erano i concerti del ‘700 che però si svolgevano in piccole sale, con pubblico ridotto etc. etc.  Ciò premesso va detto che l’esecuzione è stata di buona qualità trascinata dalla Konzertmeisterin Banchini, al violino in tutti i brani. Un’orchestra giovane con alcune eccellenze (ad esempio il primo fagotto) che ha dato luogo a concerto molto godibile purtroppo in presenza di un pubblico molto ridotto (finale di Coppa Italia…). Certamente il concerto avrebbe avuto molta maggior ragion d’essere in un ambiente più adatto alle sonorità settecentesche. Ma  – come sempre – si fa di necessità virtù…. Un bis e buon successo di pubblico.

PS Esce oggi un comunicato stampa del comune in cui il sindaco Merola prende posizione in modo molto deciso in favore di Bosso (annullando addirittura il previsto concerto del 5 Giugno) nella “querelle” che lo oppone  ai 51 orchestrali firmatari della lettera di cui avevo parlato ieri nel mio post “Ri-Bosso“: non posso che confermare il mio (modestissimo) supporto ai 51. Con Bosso siamo in presenza di una cinica operazione di marketing sulle disgrazie di una persona i cui meriti musicali sono inversamente proporzionali alla gravità della sua malattia.  Fra l’altro nel comunicato stampa si cita per due volte il consiglio di amministrazione del teatro… che non esiste (esiste solo il comitato di indirizzo dopo la riforma!) e si invoca una nuova figura nel teatro: il direttore del personale. Il che la dice lunga sull’approssimazione con cui una materia così delicata viene affrontata: una disputa di bassissimo livello da modesto e insignificante teatro di provincia quale è diventato il glorioso teatro comunale di Bologna Un solo punto positivo nel comunicato: la volontà di regolamentare una volta per tutte il rapporto fra il teatro e la filarmonica del teatro, una problematica lasciata marcire a lungo dalla passata e presente sovrintendenza in nome del “laissez faire” e del “queta non movere” a fronte di patenti violazioni degli accordi che prevedono che la filarmonica non possa suonare in opere liriche (e in Giappone cosa fa? turismo musicale?).
In tutto questo bailamme che fa  Mariotti, convitato di pietra? Se ne sta sdegnosamente in disparte come Sicheo, (probabilmente a ragione)?

PPS Su suggerimento della prof. Marcucci nel suo commento, sarebbe bene ricordare che il molte realtà il direttore di un’orchestra deve ricevere il gradimento dell’orchestra stessa, e in certi casi (Berliner) addirittura il direttore è scelto dall’orchestra.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.  
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Franz Joseph Haydn  Ouverture da “Armida”
Franz Joseph Haydn  Sinfonia n.89 in fa maggiore Hob I:89
Luigi Boccherini  Ouverture in re maggiore op.43 G 521
Luigi Boccherini  Sinfonia in re maggiore op.42 G 520
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3 thoughts on “Theresia Youth Orchestra Chiara Banchini – Bologna Festival 17 Maggio 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Penso sia anche d’ accordo con me riguardo al fatto che ogni esecuzione dovrebbe ( in teoria, nel migliore dei mondi possibili…) tenere conto del luogo e della occasione in cui e per cui è stata scritta. Lei sa meglio di me che fino all’ “imprenditoria privata”, definitivamente consacrata da Beethoven, le composizioni erano scritte per le chiese o per le corti. Luoghi insomma piccoli e raccolti in cui gli strumenti dell’ epoca suonavano senza problemi.
    Poi è venuta la grandeur – in tutti i sensi – ed orchestre e strumenti si sono “espansi” assieme ai luoghi d’ ascolto. Il melodramma suona bene nel teatro all’ italiana, Mahler in un grande auditorium e Wagner, che ben sapeva quello che componeva, si è addirittura progettato un teatro ad hoc.
    Purtroppo i costi – e le occasioni – oggi sono quelle che sono e la bravissima Banchini (anche a me piace molto) deve adattare i suoi sempre interessanti programmi al luogo che le viene concesso.
    Purtroppo, ripeto.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    E se si lasciasse sceglire il Direttore Principale agli orchestrali?
    Ah, dimenticavo, questo succede ( a qualcuno) in Germania… impossibile nella Repubblica delle pastette…

    Mi piace

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