Recensioni, Sinfonica

Schiff Chamber Orchestra of Europe – Bologna Festival 6 Aprile 2017

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Mai un concerto che abbia ascoltato ha avuto una doppia faccia come questo. Nella prima parte i brani di Bach sono stati eseguiti alla perfezione prima su piano solo e poi ripetuti in versione orchestrale mettendo a nudo tutte le frastagliature della partitura bachiana. E perfetta è stata l’inserzione diretta del brano di Bartòk con quel suo inizio così vicino alla sensibilità del compositore di Eisenach. Una esecuzione orchestrale magistrale (bravissima l’orchestra in generale) di un brano molto vicino alla sensibilità di Schiff che è suo conterraneo (anche se esule per motivi di opposizione politica al regime liberticida di Orbàn). Quindi una prima parte godibilissima che purtroppo non ha avuto seguito nella seconda parte. E’ noto che il secondo concerto di Brahms pone difficoltà tecniche trascendentali e molti, moltissimi pianisti sono caduti nel tentativo eseguirne la partitura. Ne fanno fede le incisioni, molte delle quali di dubbio valore (la migliore a mio parere è quella di Hamelin). Qui Schiff (un pianista che apprezzo moltissimo per le sue esecuzioni di Schubert, Mozart, Bach etc.) ha completamente sbagliato stile costellando fra l’altro – lui sempre così preciso – l’intera partitura di errori tecnici (uno poi clamoroso) e allargando i tempi a dismisura un po’ per virtù ma direi anche maliziosamente … per necessità.  E forse del nervosismo dell’esecutore fanno fede i gesti plateali delle braccia che sono assolutamente estranei allo Schiff misurato e composto che abbiamo tante volte ascoltato. Brahms non è MAI apollineo come Schiff intende proporcelo. Il compositore amburghese è stato per tutta la vita introverso, tormentato, sofferente (nel suo commento agli intermezzi op.117 li definisce “l’espressione del mio profondo dolore“) e il secondo concerto viene composto nei dintorni dei pezzi pianistici op. 76 (si pensi solo al primo brano) e della quarta sinfonia op. 98. Insomma un periodo nel quale Brahms, pur nella sua ineludibile terrena sofferenza, non ha ancora raggiunto quella consapevolezza del suo destino che si palesa a partire dalle opere da 100 in su. Qui il dramma della sua esistenza è ancora tutto in essere e il secondo concerto ne è lo specchio. L’esecuzione di Schiff travisa assolutamente la partitura e se si salvano i pochi momenti lirici fa perdere tutta la sua drammaticità fino a diventare prolissa e noiosa. Naturalmente può ben essere che sia questa una esecuzione iniziale (non vorrei sbagliare) che richiede una calibrazione ma è tutta l’impostazione che è sbagliata. Non sono tanti gli esecutori che eccellono in tutti gli autori e certamente Schiff ne guadagnerebbe evitando composizioni come questa. Una vera delusione e un vero peccato. Due bis: uno pianistico (Bartòk) e uno godibilissimo – questo veramente una novità – un brano corale interpretato dall’orchestra come coro con un ottimo risultato. di un autore che penso di conoscere (Brahms) ma del quale non ho potuto ascoltare l’annuncio dalla mia postazione in fondo alla sala.
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Happy
Programma:
J.S.Bach Ricercar a 3 voci e a 6 voci dall’Offerta musicale BWV 1079
B.Bartók Musica per archi, percussione e celsta
J. Brahms Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 83
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2 thoughts on “Schiff Chamber Orchestra of Europe – Bologna Festival 6 Aprile 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Splendida recensione, grazie.
    Assai condivisibili le considerazioni riguardanti Brahms. Dove si vede quanto la cultura “a tutto tondo” sia indispensabile per qualsivoglia attività, qualsivoglia compito, qualsivoglia comprensione.

    Mi piace

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