Cameristica, Recensioni

Brendel Varjon – Bologna Lezioni di piano 27 Marzo 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Non ho difficoltà ad affermare che Alfred Brendel è stato uno dei giganti pianistici della seconda metà del ‘900 e particolarmente vicino al mio modo in concepire l’esecuzione musicale, mutuando allo stesso tempo tecnica, stile, rispetto della partitura, espressività e capacità di estrarre da ogni brano eseguito il vero spirito della composizione. Il suo Beethoven, il suo Mozart e il suo Schubert rimarranno sempre come esempi che ogni interprete che si rispetti dovrebbe analizzare e tenere in considerazione. Le sue registrazioni sono semplicemente dei masterpieces. Ciò detto e con tutto il rispetto che si deve a un ottuagenario la conferenza su Liszt e la sua sonata è stata un esempio di come NON si tiene una conferenza. Innanzitutto è proibito a un oratore mantenere lo stesso tono di voce (monotono e sommesso in questo caso) per quaranta minuti oltretutto in un inglese incerto con forte accento austriaco nonostante che Brendel viva da 40 anni in UK. Mi ha consolato sapere che anche una inglese di madrelingua mi ha confessato di avere avuto moltissimi problemi nel capirlo! Ma perché parlare in inglese se la sua lingua di origine è il tedesco, dal momento che alle sue spalle venivano proiettati cartelloni con la traduzione? Sì perché la conferenza di Brendel è stata letta facendo venire a mancare quella interazione con il pubblico fatta di espressività e parziale improvvisazione sul tema che deriva dall’avere il polso dell’audience e quindi adattare linguaggio ed impostazioni alle sensazioni che provengono dalla platea. Certo ci sono casi in cui si deve leggere – ad esempio per le dichiarazioni ufficiali – ma non è certo  questo il caso. Parlare in pubblico – come ho sempre affermato anche sulla base della mia esperienza di docente – è come stare in palcoscenico: bisogna captare l’aria che tira e adattare lo stile per interessare il pubblico, naturalmente senza deviare dal tema.  E leggere diventa un rito noioso che fa rimpiangere di non avere avuto la possibilità di leggere lo stesso testo da soli con il ritmo che si preferisce. E anche il contenuto della conferenza è stato modesto: ci sono decine di libri sullo stesso argomento (si veda ad esempio l’ultimo libro di Rattalino) su Liszt che trattano lo stesso argomento con molto maggiore spessore. E volere addirittura trovare nella sonata in si minore una sorta di contrasto fra Faust e Mefistofele può andare bene per un pubblico sprovveduto ma non nel corso di una conferenza che avrebbe dovuto essere  – nelle aspettative di tutti – di ben maggiore spessore. Sed de hoc satis. 
In margine aggiungo oggi che vedere un assatanato che si sgola gridando “bravo” e si slancia a stringergli la mano e un’altra che applaude a mani alzate al cielo quasi a implorare una benedizione sul capo canuto del relatore mi fanno capire come sia possibile che le folle possano essere preda di sensazioni emotive che nulla hanno a che vedere con una composta e razionale analisi di quanto udito (e spesso non capito…). D’altronde non è forse quello che abbiamo ohimé visto e ancora vediamo quotidianamente nei telegiornali: è questo che mi fa pensare che la nostra società e il mondo in generale siano senza speranza (a meno che uno non creda…)
Quanto al pianista Varjon (che ho ascoltato per la prima volta) si può dire che la sua esecuzione della sonata in si minore è stata onesta. Qualche incertezza sui primi passaggi di ottave (veramente difficili peraltro) e un eccesso di enfasi in molte parti. Bene invece l’adagio centrale (se così si può chiamare) con una grande espressività costellata però quasi continuamente dal vezzo di non mettere giù le due mani contemporaneamente. Varjon è poi caduto nel tipico errore comune a tanti pianisti: iniziare il fugato a un tempo insostenibile nel prosieguo (come avviene spessissimo nella fuga dell’op. 106 di Beethoven) obbligandosi a un rallentamento del tutto evitabile. Quindi un giudizio sospeso nella speranza di poterlo ascoltare in un repertorio più vasto. Di certo la sua esecuzione della sonata non è confrontabile con quella disponibile in CD della Argerich e di Pollini: qui siamo su altri pianeti.
PS La gestione di un blog è operazione talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza essersi registrati. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
Programma:
Alfred Brendel: Lectio magistralis – “Liszt e la Sonata per pianoforte in si minore”
Franz Liszt Sonata in si minore R 21
  Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard

3 thoughts on “Brendel Varjon – Bologna Lezioni di piano 27 Marzo 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Professore, che ne pensa di Malcom Bilson? (Temo di conoscere già la risposta…)
    A mio parere interpreta quell’ armonia delle imperfezioni di cui parlavamo altrove.
    Ed il suono del fortepiano mi si addice più di quello del gran coda: semplice gusto personale.

    Mi piace

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...