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Brexit e musica – 19 Febbraio 2017

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Stranamente per un paio di settimane l’attività musicale bolognese ha sofferto di un “buco”: che sia per il timore di assenza di pubblico per le “settimane” bianche oppure si tratta della tipica e provincialissima disorganizzazione e mancanza di coordinamento locale che vede affastellarsi 4-5 manifestazioni in una settimana e poi nulla? Per questo Kurvenal è rimasto silente (ma vigile…). E’ però interessante – in materia musicale – quanto oggi scrive il Guardian londinese: alcune orchestre residenti nella capitale inglese stanno spostando la loro sede in un altro paese europeo perché “infiltrate” da elementi di nazionalità diversa che potrebbero essere obbligati a lasciare il territorio inglese a causa della Brexit. Va ricordato che oggi tutte le grandi (e piccole) orchestre sono composte da elementi multietnici in quanto la qualità è basata sul valore dei singoli e non sulla loro nazionalità. Un esempio su tutti in UK è l’LSO ma che dire dei Berliner? e di tutti i direttori stranieri? Il problema delle orchestre è solo un piccolo (ma non secondario) esempio di come una scelta scellerata possa avere riflessi imprevisti in tutti i settori ormai da tempo integrati in una organizzazione transnazionale e di come le sirene (letali come Scilla e Cariddi) possano, in nome di una astratta riconquista della sovranità nazionale basata su un populismo d’accatto, avere effetti volutamente celati o incomprensibili alla maggioranza dei votanti, che  – come l’ex-cavaliere ha più volte affermato – sono come bambini di 5a elementare. Ora io mi immagino cosa succederebbe all’orchestra della Scala – eccellenza italiana assoluta – in una situazione similare. Una dissoluzione: ma che importerebbe a figuri come Salvini che della Scala non conoscono neppure l’indirizzo non avendoci mai messo piede (come l’ex-cavaliere)? Kurvenal non è certo un’arena politica (ci mancherebbe!) ma non può limitarsi a recensire l’esistente senza occuparsi delle problematiche del settore che si profilano all’orizzonte. La cultura, il bello, la fusione di esperienze diverse sono il sale dell’eccellenza mentre dell’autarchia di un Italietta velleitaria e ridicola la società italiana ha già fatto una tragica esperienza. Ma purtroppo historia magistra vitae non est…
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Suite n. 3 in do maggiore BWV 1009, Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012 (su violoncello)
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5 thoughts on “Brexit e musica – 19 Febbraio 2017

  1. Umberto Cicero ha detto:

    Salvini non ha mai messo piede alla Scala ma l’associazione gli “Amici della lirica” di Milano oggi lo premia come “personalità del 2017” . Mah.

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    Mi spiace ma solo in un punto mi trovo in disaccordo con il contenuto del Post del prof. ovvero il concetto che l’ex Cavaliere aveva dell’italiano medio.
    Era che avesse preso la licenza media a stento.
    Fotografia impietosa ma corretta.

    Mi piace

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