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Comunale perduto – Bologna 26 Ottobre 2016

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Ci siamo: le trattative per l’esubero dei 30 dipendenti, necessario per cercare di riportare il bilancio della fondazione nei limiti previsti dal ministero è fallita e la prospettiva che si apre per il teatro è quella di una degradazione a teatro di provincia, una situazione indegna di una città importante (anche sotto il profilo turistico!). A questo desolante stato di fatto hanno concorso – in eguale misura – il sovrintendente a mezzo tempo (ma a stipendio pieno…), un consiglio di indirizzo del tutto inadeguato composto da persone selezionate non sulla base di specifiche e comprovate competenze (a parte una sola componente) ma per scelte politiche se non di suggerimenti improvvisati (amici di amici, per intenderci, edizione musicale del manuale Cencelli, di cui possiamo ringraziare il “Ronki”) e incapace di condizionare se non di contrastare scelte erronee della dirigenza, un suo presidente che per volere essere clemente non ha alcun interesse e/o competenza musicale e un sindacato corporativo a difesa di privilegi ingiustificati, frutto di politiche lassiste di decenni. Qualcuno si meraviglia del risultato? E come ciliegina sulla torta, dalla manica del prestigiatore è uscita la balzana proposta di inserire nel ponte di comando del teatro Ezio Bosso, non si capisce a che titolo, con quale competenza e con quali scopi. (Per fortuna il nostro – forse neppure consultato preventivamente – ha messo le mani avanti sfilandosi, di fatto, da una proposta paradossale.) La crisi del teatro è anche sottolineata dalla paurosa diminuzione degli abbonamenti, sia all’opera che alla sinfonica nonostante una demenziale politica dei prezzi che – ad esempio – ha ridotto ingiustificatamente i costi delle “prime” in presenza di bilanci disastrati.  Ed è del tutto inutile gridare alla mancanza di sponsors: a parte qualche caso (ad esempio i Golinelli e la loro fondazione) chi potrebbe essere interessato a sostenere un’organizzazione fallimentare? Con quali ritorni di immagine? In una situazione seria, con persone serie, i vertici dovrebbero alzare le mani e semplicemente dimettersi, sfiduciati dall’assemblea dei soci. Ma questo non avverrà, con personaggi abbarbicati alla cadrega (e ai corrispondenti emolumenti). E quindi? Il destino è segnato a meno che un improbabile rigurgito di serietà non porti a quei “consigli che non si possono rifiutare“, azzerando i vertici e riprendendo da capo, con persone competenti, il filo spezzato della conduzione del teatro. E questo passa anche per il coraggio di licenziare i dipendenti in esubero che hanno rifiutato condizioni di favore, sfidando così un sindacato indifferente alle sorti del teatro, interessato solo alle tessere che sono l’unica sua ragione di esistenza .
 SadSadSad
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One thought on “Comunale perduto – Bologna 26 Ottobre 2016

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Caro prof. Neri, come si trova con la scorta?
    Perchè, si immagina, qualcuno gliel’avrà pur già data per tutelare la sua persona benchè nei suoi accorati Posts sul Comunale non abbia fatto altro che descrivere, con la consueta franchezza, la realtà.
    Mettendo da parte l’umorismo non c’è dubbio, ad esempio, che il necessario (ma per ora mancato…) esubero dei trenta dipendenti segue una lunga tradizione di ‘resistenze’ da parte ad esempio degli orchestrali a rientrare in parametri economici in linea con la situazione economica dell’istituzione nonostante le numerose fonti di guadagno di parecchi di loro quali il Teatro, il Conservatorio, lezioni private, esibizioni varie.
    Dopo di ciò credo che anche un poco di responsabilità, oltre ai vertici certo, sia da attribuire al tessuto economico locale che non si impegna con decisione a fornire aiuti concreti a fronte di un piano industriale ben preciso e concordato.
    Anche perchè, come ha sottolineato, l’onda lunga del favore turistico di cui gode meritatamente la nostra città, alla fine riguarda anche il suddetto tessuto economico.

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