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Kurvenal su Kurvenal – 11 Luglio 2016

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C’è una cosa che come “recensore” mi suscita qualche perplessità (eufemismo). Taluni affermano che Kurvenal è troppo severo nei suoi giudizi e questo è per me incomprensibile. Distinguiamo. Le mie recensioni (come gli articoli giornalistici seri) si compongono di due sezioni: un giudizio tecnico (oggettivo – stecche, errori, arbitrarietà, non rispetto delle indicazioni del compositore etc.) e uno artistico (ovviamente del tutto soggettivo). In tutta la mia carriera universitaria il mio range di voti è sempre andato nel passato dal 12 (l’infamia – e ne ho dati!) al 30 e lode. [Molti potrebbero chiedersi perché i voti universitari siano in trentesimi (come può un docente distinguere fra 25 e 26 per fare un esempio?): il motivo è storico. Un tempo (molti decenni fa…)  le commissioni erano formate da tre docenti ciascuno dei quali aveva dieci punti a disposizione: oggi le commissioni sono del tutto diverse ma il sistema di votazione è rimasto identico]. Perché “è andato” al passato? Perché oggi i voti espressi all’università vanno solo dal 18 in su: sotto si è semplicemente respinti (tipico buonismo all’italiana). Io ho mantenuto in Kurvenal il vecchio sistema di votazione a differenza delle mozzarelle che infestano il panorama dei recensori (chissà perché…) e forse questo è anche il motivo del successo (senza enfasi) di questo blog. E se un “artista” cerca di imbrogliare un pubblico non troppo esperto (la grande maggioranza purtroppo – spesso si applaude per dare da intendere di essere degli esperti…) io dico esattamente quanto successo, partiture e registrazioni alla mano. Questo per il lato tecnico. (In Italia non succede mai che uno spettatore – come a Berlino –  nell’attimo che separa la chiusura del sipario dall’inizio dei battimani urli “Was ist diese Scheisse?”). Per quello artistico dichiaro ovviamente e umilmente che la mia è solo un’opinione che naturalmente è giusto che non sia condivisa. Ma su una cosa mi sento di assicurare i miei lettori: Kurvenal, fino a quando il sottoscritto sarà in grado di redigerlo non sarà condizionato da nulla!
PS In Agosto molto probabilmente Kurvenal tacerà per assenza di stimoli (in montagna non si tengono concerti!): un caro arrivederci quindi a Settembre.
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3 thoughts on “Kurvenal su Kurvenal – 11 Luglio 2016

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Convengo su tutto quello che ha dichiarato il prof. In questo intervento e in più gli sono riconoscente dei chiarimenti dati, utili a comprendere meglio il senso e l’importanza di Kurvenal.
    È fin troppo evidente che le sue recensioni non potrebbero mai trovare posto all’interno di un media tradizionale che deve mantenere una linea di equilibrio molto stretta fra editore (leggi: sponsor pubblicitari), gli organizzatori degli eventi nonchè i protagonisti degli stessi, i fruitori finali e chissà quanti altri soggetti interessati, e questo spiega la ‘piattezza’ delle recensioni che si leggono sulla nostra carta stampata.
    Quindi un bel giudizio (110?….) con lode a Kurvenal di cui sono un convinto e consapevole estimatore.
    Grazie del suo impegno a favore della diffusione della cultura di cui particolarmente oggi c’è tanto bisogno !!!

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Purtroppo, gentile Professore, il libero pensiero è da sempre scoraggiato quando non perseguitato.
    Si predica a destra ed a mancina la tolleranza e la “creatività” , l’ uscire dagli schemi ( ergo se non si impara l’ arte non bisogna faticare per metterla da parte) e l’ immancabile risultato è : “facciamolo strano e straccione ma con clamore e molta spocchia” .
    Il tutto piace perchè funziona come l’ eterna storia dei vestiti dell’ Imperatore e/o perchè non c’è altro in giro.
    Lo strano è da decenni l’ ormai antico sesso, droga e rock and roll ( bisogni primari che funzionano sempre, specie in un Paese cattolico) e chi si sottrae appunto alla vulgata della destra o della mancina ( che sempre più spesso coincidono: piatto ricco mi ci ficco… perchè litigare quando c’è cibo per tutti?) va ridotto in vari modi al silenzio, o quanto meno delegittimato. Non si possono disturbare i manovratori.
    E’ sempre stato così, in tutti i campi: della politica, dell’ economia, dell’ arte, del sapere … Quando va benissimo si è coccodrillati post mortem.
    Facciamo gli scongiuri.

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