Cameristica, Recensioni

Yuja Wang – Berlino Philharmonie 13 Giugno 2016

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Con buona pace del maestro di musica del conservatorio di Genova (che afferma di avere suonato in tutto il mondo – si può essere invitati anche al dopolavoro ferroviario di Garching in Baviera…) che considera Yuja Wang uno scartino e che mi ha infamato su Facebook per avere “osato” accostarle la peraltro bravissima Beatrice Rana, la mini-cinese ha tenuto un concerto memorabile alla Philharmonie di Berlino in cui ha eseguito anche autori che fino ad ora non aveva affrontato e in particolare Beethoven con la sua sonata monumentale op. 106. Yuja Wang fa ormai parte dell’olimpo internazionale pianistico dopo la fortunata sostituzione di Martha Argerich e il favore di Abbado. Dotata di una sorprendente tecnica (sempre al servizio dell’interpretazione, non come certi macellai che infestano il panorama pianistico) ha ormai un repertorio vastissimo e il programma alla Philharmonie ne ha ampliato i confini. Diciamo subito che la “prova” Beethoven è stata superata a pieni voti. Un’interpretazione profonda, magistrale, con tutte le necessarie sfumature nel monumentale adagio e con una esecuzione perfetta della fuga finale che, eseguita quasi al tempo metronomico indicato da Beethoven, è riuscita ciò nondimeno a sottolinearne tutti gli aspetti strutturali con il dovuto risalto dei temi e rendendo appieno le parti più melodiche. Del programma presentato purtroppo qualcosa è stato arbitrario: eseguire due sole delle 4 ballate di Brahms che formano un “corpus” unico del Brahms giovanile è una scelta non felice e riflette una debolezza della Wang che ha registrato nello stesso spirito le variazioni su un tema di Paganini del compositore amburghese nella forma della ormai famosa esecuzione di Michelangeli, un arbitrio che forse poteva essere accettabile negli anni ’30 ma che oggi non trova alcuna giustificazione. Forse una ragione per questa esecuzione parziale sta nel minutaggio ma la scelta non appare comunque giustificata. Esecuzione certamente di altissimo livello specialmente nella prima ballata dove l’atmosfera mistica ha trovato una perfetta scelta di intensità e tocco. Ha completato l’impegnativo programma la Kreisleriana di Schumann, la cui esecuzione – seppure ancora una volta a livelli eccezionali – non è stata contraddistinta da scelte sempre felici. Troppo spesso la ricerca spasmodica di effetti interpretativi legati ad ogni singolo passaggio hanno spezzato il flusso melodico della composizione. Non va comunque dimenticato che il programma presentato è stato finora eseguito poche volte in pubblico e ben sappiamo che ogni programma necessita di rodaggio, come ci insegna Sokolov, che esegue per una stagione intera un solo programma. Come bis la Wang ha eseguito la trascrizione lisztiana di “Gretchen am Spinnrade”, una rivisitazione virtuosistica di temi della Carmen di autore a me ignoto e il valzer in do diesis minore di Chopin, tutti interpretati perfettamente. Grande successo di pubblico che occupava il 65 % del Großer Saal della Philharmonie. Speriamo che Musica Insieme di Bologna inviti la Wang quanto prima per un concerto solistico dopo quello del 2012. Nota di colore: due vestiti nelle due parti del concerto. Il primo lungo da gran sera e il secondo – secondo la tradizione della Wang – con uno spacco alla Belen Rodriguez.


HappyHappy

PS Ricevo da un ANONIMO difensore d’ufficio del teatro comunale di Bologna all’indirizzo 3935451877@tre.it che risulta inesistente un commento irritato e negativo nel quale mi dà dell’incompetente per le mie critiche al teatro, suggerendomi di occuparmi solo di ingegneria. Non pubblico commenti privi di nome e cognome e avrei voluto rispondergli privatamente ma l’indirizzo – come ho detto – è inesistente. Questo è comunque il testo che spero lo raggiunga. In primo luogo sappia che sono diplomato in pianoforte col massimo dei voti prima di essere laureato in ingegneria (a differenza Sua). In secondo luogo pubblico tutti i commenti – anche i più negativi – SOLO se corredati di nome e cognome, come la buona educazione richiede, regola che evidentemente Lei non conosce. Terzo il favore che riscuote il mio blog è certamente indice che quanto scrivo è condiviso.  Naturalmente sarò felice di pubblicare i Suoi commenti se avrà il buon gusto di firmarsi, mettendoci la faccia come faccio io e non nascondendosi dietro l’anonimato. Avendo molte primavere sulle spalle è con grande dispiacere che assisto all’irreversibile degrado del nostro teatro, che ha visto stagioni e gestioni di ben altro livello. Le garantisco comunque che continuerò a scrivere ciò che ritengo giusto (recensioni, NON “presentazioni” asettiche, come fanno certi “critici” garantendosi un costo del biglietto nullo…) pubblicando anche i pareri discordi purché firmati ed educati. Temo che sia Lei a dovere imparare un mestiere oltre che l’educazione. Distinti saluti.

SadSad

Programma
J. BRAHMS: Ballate Op. 10, N. 1&2
R. SCHUMANN: Kreisleriana, Op.16
L.V. BEETHOVEN: Sonata Nr.29 B-Dur, « Hammerklavier»
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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2 thoughts on “Yuja Wang – Berlino Philharmonie 13 Giugno 2016

  1. Etienne Barilier ha detto:

    Egregio Signore,

    Prima di tutto, vorrei scusarmi per il moi italiano : sone si lingua francese… La riingrazio per il suo commento al recital di Yuja Wang : lo ascoltato su medici.tv, et sono pienamente d’accordo con Lei. Ma vorrei fornire une precizione a proposito della versione Michelangeli-Wang delle Paganini di Brahms : È vere che Michelangeli e Yuja Wang hanno eliminato alcuni delle variazionio, e riorganizzato gli altri. Ma se si permettono di fare questo, è per la semplice ragione che tale scelta non ha nulla di arbitrario: è stat approvato da Brahms stesso. In effetti, il pianista Karl Heinrich Barth a proposto a Brahms di svolgere le variazioni in questa forma più compatta (conosciuta ormai come la “selezione Barth”). E Brahms a ratificato questa scelta (vedi Claude Rostand, Johannes Brahms, Fayard, 1978, pag. 361). Quindi, la scelta di Michelangelo-Wang non è par nulla una fantasia arbitraria!
    Colgo l’occasione per indicarle che sono l’autore d’un romanzo intitolato Piano chinois (tradotto in cinque lingue, ma… non (ancora ?) in italiano), ispirato da Yuja Wang… Cf. per esempio :
    http://www.babelio.com/livres/Barilier-Piano-chinois/289052
    Con I miei più cordiali saluti e grazie ancora per la sua critica del recitale !
    Étienne Barilier

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