Operistica, Recensioni

Der Rosenkavalier – La scala 7 Giugno 2016

 
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Ma perchè per assistere a un bello spettacolo dopo la miseria del teatro Comunale di Bologna bisogna emigrare alla Scala? Eppure il  teatro bolognese è stato nel passato capace di grandi produzioni: il Ring degli anni ’90, il Faust degli anni ’80 e più recentemente Le nozze di Figaro di Martone e Mariotti. Vogliamo sottolineare che non è solo una questione economica ma ben diverso era il management? Der Rosenkavalier per alcuni non è la più bella opera di Strauss; per me è una di quelle che rivedrei in continuazione. La bellezza della musica che riflette perfettamente l’impareggiabile libretto di Von Hofmannsthal (nonostante il suo tedesco-austriaco impervio) ne fanno un capolavoro assoluto. Il valzer che viene ripetutamente ripreso nel corso dell’opera (una sorta di leitmotiv del postwagneriano Strauss) è fra le cose più belle del compositore di Monaco. Il finale, la fine del primo atto e tutta la vicenda della marescialla che accetta il passare del suo tempo senza tristezza ma con consapevole distacco e allo stesso tempo con affetto sono difficilmente riscontrabili in altre opere. Non posso negare che probabilmente la storia del libretto può essere apprezzata appieno proprio da coloro che con la marescialla condividono l’autunno della vita.  Zubin Mehta rende perfettamente l’atmosfera dell’opera e ha i suoi momenti migliori nelle parti più liriche ma tutta l’orchestra offre una grande performance all’altezza delle sue tradizioni (ma a riprova che nessuno é perfetto un corno stecca nelle prime battute dell’opera). La scenografia si avvale di gigantografie in bianco e nero sullo sfondo che nel primo atto ingrigiscono  eccessivamente l’ambiente ma trova una sua perfetta collocazione nel viale alberato e spoglio (da sunset boulevard invernale) della fine del primo atto che riflette perfettamente le considerazioni della marescialla. Perfetta invece l’ambientazione Hofburg della residenza dell’arrampicatore sociale Faninal (moderna versione del molieriano Bourgeois gentilhomme) e la collocazione Prater-bosco viennese dell’ultimo atto dove i personaggi grotteschi rendono appieno lo spirito carnascialesco di Von Hofmannstahl. La bellezza dell’opera risiede proprio nella perfetta fusione fra il piano intimistico della marescialla e dei due giovani innamorati e quello farsesco grottesco di Ochs, una fusione che in nessun altro libretto dello scrittore austriaco è rinvenibile. Il tocco finale del fazzoletto raccolto dal servitore di colore che fa della marescialla una equal opprtunity employer – all’inizio del ‘900! – completa lo spirito ironico, distaccato ma anche bonario e mitteleuropeo del libretto. Der Rosenkavalier è opera corale dove tutti i personaggi giocano un ruolo importante con la marescialla e Ochs in primo piano. La marescialla di Krassimira Stoyanova è perfetta, con una voce in grado di modulare tutti i toni della impervia partitura straussiana. L’Ochs di Günther Groissböck è di altissima qualità dal punto di vista vocale: dal punto di vista scenico è un po’ più debole a causa dell’eleganza della figura che dovrebbe invece, nella visione di Von Hofmannstahl, sottolineare la sua grossolanità con un aspetto grasso e basso. Tutti gli altri personaggi cantano molto bene: leggermente un tono sotto la Sophie di Christiane Karg cui manca l’ironia del personaggio ufficialmente dimesso ma sostanzialmente ben consapevole dei propri scopi.  Giustamente molte le repliche scaligere giustificate da un grande successo di pubblico. Forse l’opera che dura 4 ore e mezza dovrebbe iniziare alle 18 e non alle 19 permettendo al pubblico un ritorno a casa più agevole come avviene ormai in tutti i grandi teatri europei.

HappyHappy

Cast

Direttore
Zubin Mehta
Regia
Harry Kupfer
Scene
Hans Schavernoch
Costumi
Yan Tax
Luci
Jürgen Hoffman
Video
Thomas Reimer
CAST
Die Feldmarschallin
Krassimira Stoyanova
Der Baron Ochs auf Lerchenau
Günther Groissböck
Octavian
Sophie Koch
Faninal
Adrian Eröd
Sophie
Christiane Karg
Jungfer Marianne Leitmetzerin
Silvana Dussmann
Valzacchi
Kresimir Spicer
Annina
Janina Baechle
Ein Polizeikommissar
Thomas E. Bauer
Ein Notar
Dennis Wilgenhof
Ein italienischer Sänger
Benjamin Bernheim
Ein Wirt
Roman Sadnik
Der Haushofmeister bei der Faninal
Michele Mauro

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3 thoughts on “Der Rosenkavalier – La scala 7 Giugno 2016

  1. Guido Campanini ha detto:

    Ho visto la replica del 17 giugno.
    Concordo sull’orario – si dovrebbe cominciare alle 18.
    Nella rteplica da me ascoltata purtroppo la grandissima Koch (Octavian) aveva problemi di salute, e ha cantato “solo” il primo atto. Il mezzosoprano svedese sostituta ci ha permesso di godere la stupenda opera fino in fondo – ha fatto la sua parte entrando a freddo…
    Il corno stavolta non ha steccato, “non è da questi particolari che si giudica un giocatore”.
    Spettacolo meraviglioso, goduto anche dalla prima galleria (regia salisburghese già vista su “Classica”).
    Opera perfetta, che fa il verso a Mozart, come si sa, ma anche un poco al Falstaff dverdiano – di nemmeno vent’anni prima… (Anche Falstaff, come Ochs-bove, viene paragonato a Giove…)
    Guido Campanini, Parma

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  2. Carlo ha detto:

    Dimenticavo. Non sono del tutto d’accordo invece con la tristezza assente nella Meresciaala. Anche Octavian alla fine del primo atto le dice che la vede passare da momenti allegri a momenti tristi. Comunque più che tristezza è rassegnata accettazione del tempo che scorre., con malinconia. Il tempo, che implacabile cosa. L’ho sempre detto che chi l’ha inventato poteva inventare un altro modo per ordinare gli eventi e per non farli avvenire tutti insieme…. Ma poi cme avremo fatto con la musica senza il tempo?

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  3. Carlo ha detto:

    Concordo, concordo…anche sulla stecca del corno nell’overture. Ma tutto piacevolissimo: bello, bello, fanastico. Zubin Mehta, anche se con gli anni sulla via del crepuscolo (come la Marescialla) non poteva sbagliare. E tutti hanno cantato ed interpretato benissimo. Octavian poi, bravissio/a. Concordo anche sull’un pochino meno di Sophie. Ma per un bolognese come me benissimo anche per lei. E io sono ancora qui a Milano, alle 23:30 non ci sono più treni per Bologna. Ma il disagio è stato ripagato.

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