Operistica, Recensioni

Le nozze di Figaro – Bologna Teatro Comunale 26 Maggio 2016

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Scordatevi la bellissima regia di Martone di qualche anno fa ed evitate il confronto con altre edizioni famose. Qui siamo in un altro contesto: un teatro fatto da giovani, con scenografie ridotte al minimo e una regia che dal materiale umano e musicale cerca di ottenere il meglio. Questo per dire che rispetto ad altre pretenziose rappresentazioni del teatro comunale (ad esempio la Carmen) l’opera è risultata gradevole non senza spunti di qualità e in grado di valorizzare la bellissima musica di Mozart e lo strepitoso libretto di Da Ponte.  Il risultato è comparabile a quello del Don Pasquale dello scorso anno e forse la disastrata direzione del teatro farebbe bene a puntare su questo tipo di produzioni anziché lanciarsi in improbabili avventure modernistiche o cercare confronti di qualità con teatri di altri mezzi  e di altre gestioni. Difficile fare una classifica differenziata dei vari interpreti. Di sicuro un plauso alla contessa  di Alexandra Grigoras che ha saputo rendere la bellissima aria “Dove sono i bei momenti” con il pathos e la musicalità richiesti. Ovviamente di successo il Cherubino di Shahar Lavi forse più per l’accattivante presenza scenica che per la vocalità. Un po’ meno di valore vocalmente e musicalmente la Susanna di Alessandra Contaldo mentre i due ruoli maschili si sono mantenuti su un accettabile ma non eccezionale livello. Buono il Basilio di David Astorga e non valutabili gli altri protagonisti per la loro ridotta presenza (e anche per il taglio dell’aria di Marcellina – perchè?). Qualche pecca di sincronizzazione di orchestra e cantanti si è verificata soprattutto nei concertati anche per la responsabilità del direttore Hirofumi Yoshida che ha confermato il suo ridotto valore con una direzione piatta e del tutto poco significativa. Ma Le nozze di Figaro è opera complessa e il confronto con le grandi direzioni impietoso e questa esterofilia giapponese è tutta da capire: non abbiamo in Italia molti direttori della stessa qualità?  Quanto alla regia e alla scenografia bisogna dare atto a Silvia Paoli di avere raggiunto un buon risultato attraverso un gioco di scatoloni e di armadi di costo minimo che ha comunque ottenuto il risultato voluto. In complesso quindi forse uno dei migliori risultati della stagione decretato anche da un non folto pubblico che non ha lesinato applausi sinceri, non inquinati da quella clacque che la direzione del teatro infligge regolarmente alle produzioni “importanti” e raramente di qualità. 

HappyHappy

Cast
Il Conte d’Almaviva
Andrea Vincenzo Bonsignore
Pablo Gálvez (27, 29/5, 1/6)
La Contessa d’Almaviva
Alexandra Grigoras
Arianna Vendittelli
(27, 29/5, 1/6)
Figaro
Lorenzo Malagola Barbieri
Riccardo Fassi
(27, 29/5, 1/6)
Susanna
Alessandra Contaldo
Inés Ballesteros Bejarano
(27, 29/5, 1/6)
Cherubino
Shahar Lavi
Valentina Stadler
(27, 29/5, 1/6)
Basilio / Don Curzio
David Astorga
Bartolo / Antonio
Jaime Pialli
Javier Povedano
(27, 29/5, 1/6)
Marcellina
Silvia Zorita
Barbarina
Carmen Mateo Aniorte
Antonio
Jaime Pialli/Javier Povedano Ruiz (27, 29/5, 1/6)
Don Curzio
David Astorga
Due contadine
Maria Adele Magnelli / Rosa Guarracino (27, 29.05– 1.06)  Marie Luce Erard
Danzatori
ARTEMIS DANZA Diletta Della Martira, Giulio Petrucci
Direttore
Hirofumi Yoshida
Yi-Chen Lin (27 e 29 maggio)
Regia
Silvia Paoli
Scene
Andrea Belli
Costumi
Massimo Carlotto
Luci
Hugo Corugatti
Assistente alla regia
Giacomo Benamati
Assistente alle scene
Carlotta Orioli
Maestro del Coro
Andrea Faidutti
Preparatori cantanti
Giulio Zappa, Michele D’elia
 Progetto OPERA NEXT a cura della Scuola dell’Opera del TCBO in collaborazione Opera Estudio di Tenerife
Produzione del TCBO con l’Auditorium de Tenerife
Orchestra, Coro e Tecnici del TCBO

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