Cameristica, Recensioni

Davide Cabassi – Milano Quartetto 24 Maggio 2016

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Non va per il sottile il giovane Cabassi. Lo si percepisce dalle prime note delle Kinderszenen dove viene totalmente a mancare quell’aura di racconto favolistico che è la cifra della raccolta. Un’impostazione che si perpetua in tutti i brani della raccolta e nel Carnaval. Il pianismo di Cabassi è muscolare con dosi massicce di pedale, un tocco sempre granitico e una ricerca della velocità a scapito dell’interpretazione. Lo si percepisce soprattutto nel Carnaval schumanniano dove nei brani veloci si avventa aggredendoli più che suonandoli, anche in parte temerariamente, perché non sempre sorretto da una tecnica immacolata.  Nella seconda parte vengono eseguiti dei brani interessanti e musicalmente molto piacevoli di N. Castiglioni  (Dulce Refrigerium) che prevedono un breve intervento canoro dell’esecutore. Senza soluzione di continuità (perché?) Cabassi ha poi eseguito i Quadri di Musorgskij che pur dando luogo a risultati migliori rispetto alla prima parte hanno peccato degli stessi difetti. Quello che manca al pianista milanese è quell’opera di raffinamento stilistico che contraddistingue un interprete di valore da un interprete con solide basi tecniche ma carente di valori musicali in senso stretto. E non pare a chi scrive che questa faticosa catarsi sia alle viste. Come primo  bis un virtuosistico Scarlatti con note ripetute.  Il secondo e ultimo bis si è basato su una rivisitazione di “over the rainbow” che scatena un “bravo” a scena aperta (quasi una sorta di grido liberatorio) da parte di un pellegrino del pubblico che chiaramente digiuno di musica  finalmente ha riconosciuto un brano. Senza commenti.
 Sad
Programma
R. Schumann  Kinderszenen op. 15
R. Schumann  Carnaval op. 9
N. Castiglioni  Dulce Refrigerium
M. Musorgskij Quadri di un”esposizione
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