Operistica, Recensioni

Il barbiere di Siviglia – Teatro comunale 11 Maggio 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosiDopo un periodo di forzata assenza Kurvenal ritorna ai suoi affezionati lettori (fino al 12 Giugno – a partire da tale data per 15 giorni sarò a Berlino).
 “Famolo strano”  proponeva il coatto Carlo Verdone in una delle sue caratterizzazioni di un famoso film. Eccoci nuovamente di fronte a una tipica messa in scena della improvvida gestione Sani, che per necessità economica o per “virtù” (si fa per dire) ci ammannisce regolarmente scenografie non convenzionali. Nulla da eccepire se solo… fossero di buona qualità. Non è certamente il caso di questo Barbiere nel quale il lato buffonesco eccede oltre misura trasformando un’opera buffa in una pagliacciata della quale certamente non si sentiva il bisogno, strizzando nel contempo l’occhio alla sensibilità più corriva del pubblico (nel caso particolare particolarmente di bocca buona). La cosa da notare in queste regie “creative” (in questo caso di Francesco Micheli) è che sarebbero teoricamente motivate dal tentativo di non riproporre schemi ormai vieti, insomma per interessare il pubblico, mentre di fatto la convenzionalità del non convenzionale risulta più noiosa dei modelli che si vorrebbe mettere in soffitta. E non sono certo un paio di “trovate” (quale  ad esempio il “Pace e bene” cantato da un Almaviva agghindato come un Beatle con mossette da cantante pop o don Basilio come Frankenstein)  a risollevare lo spettacolo. E almeno fosse la parte musicale e vocale in grado di compensare con l’orecchio quello che l’occhio ha sofferto. Nyet. La replica cui ho assistito aveva la seconda compagnia di canto e purtroppo per mio errore ho assistito solo al secondo atto. Quanto basta, comunque. La direzione di Tenan è scialba e piatta e si limita a dare scolasticamente gli attacchi all’orchestra e ai cantanti (e non sempre con precisione..). Quanto alla Rosina di Raffaella Lupinacci il meglio che si può dire è che è piena di buona volontà ma ha terribili limiti nel registro intermedio che risulta costantemente ingolato. Meglio la compagnia di canto maschile senza particolari difetti ma anche senza particolari pregi. E dubito assai che il primo atto sia stato molto meglio.
Siamo ormai alla fine della stagione operistica e un consuntivo è possibile. Ebbene NON una sola opera è risultata al di sopra di un noioso grigiore e quando un’organizzazione non funziona la responsabilità non può che essere attribuita in prima battuta ai vertici. E’ inutile costantemente lamentarsi del budget e auspicare l’interesse di ipotetici “cavalieri bianchi” se il prodotto non ne giustifica la presenza. E questo nonostante l’ulteriore e imprevisto generoso contributo di 500K€ da parte del comune. La triste realtà è che il teatro comunale con la gestione attuale dovrebbe risolversi ad abbassare le proprie prospettive riducendosi ufficialmente a teatro di periferia e che fino a quando lo spirito che  ancora aleggia è quello del rockettaro Ronchi (rimane ridicolmente e drammaticamente famosa la sua affermazione da spettatore presente solo con biglietto gratuito da assessore – qualcuno l’ha visto recentemente in teatro…? – che per attrarre più pubblico è necessario incrementare il numero di opere moderne come Qui non c’è perché!), del quale Sani è il perfetto sodale (a caro prezzo per il teatro a fronte di 30 licenziamenti), non c’è nulla da sperare. Amen.
PS In un mio precedente post http://wp.me/p5m12m-Sl avevo posto una serie di quesiti: qualcuno si immagina che abbiano avuto anche una sola risposta? Eppure rispondere agli abbonati oltre che un necessario atto di educazione è un dovere nei confronti del pubblico pagante. Mais tout se tient...

SadSad

Leggete (se di interesse) il blog di spigolature bertoldoblog.wordpress.com

Il cast

 

Il Conte di Almaviva Alessandro Luciano 
Bartolo Marco Filippo Romano 
Rosina Raffaella Lupinacci 
Figaro Vittorio Prato 
Basilio Abramo Rosalen 
Berta Laura Cherici
Fiorello Gabriele Ribis
Un ufficiale Sandro Pucci
Direttore Carlo Tenan
Regia Francesco Micheli
Scene e luci Nicolas Bovey
Costumi Gianluca Falaschi
Progetto Video Panagiotis Tomaras
Assistenti alla Regia Erika Natati
Valentina Brunetti
Costumista collaboratore Gianmaria Sposito
Maestro del Coro Andrea Faidutti
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