Cameristica, Recensioni

Grigory Lipmanovič Sokolov – Bologna Festival 19 Aprile 2016

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Involuzione e manierismo: sono questi i due vocaboli che costantemente mi sono circolati in testa durante il concerto del pianista russo. Rispetto alle ultime esecuzioni cui avevo assistito alcuni dei caratteri distintivi che seppur al limite dello stile potevano risultare accettabili in una visione esecutiva molto slava (nel senso migliore della parola) si sono ritrovati nel concerto di ieri sera esasperati oltre misura snaturando molti dei brani in programma. Al manierismo di Sokolov eravamo già stati abituati in un concerto di alcuni anni fa che vedeva nella prima parte brani di Rameau. Là predominavano trilli e gruppetti fino a diventare la cifra portante dell’interpretazione; qui vi è stato un totale stravolgimento dei tempi, allargati senza motivo alcuno. Ne ha fatto le spese in prima battuta la fantasia di Schumann e in particolare il secondo movimento (Durchaus energisch) che di energico non aveva nulla rilassando oltre misura il tempo puntato (così caratteristico delle composizioni schumanniane!) persino nel finale brillante e virtuosistico trasformato in una massa sonora informe. E lo stesso dicasi del primo movimento (Mässig) dove il secondo tema (Im Legendton) ha perso l’aura di mistero risultando in un “lento” senza capo né coda. Inutile dire che lo stesso è accaduto nel finale della fantasia (Langsam getragen) anche se in questo caso l’espressività ha in parte giustificato il tempo scelto. Tutto quanto detto può applicarsi alla sonata in sib di Chopin e in particolare all’ultimo tempo dove un uso quasi nullo del pedale (possibile in una esecuzione esemplare) non ha trovato alcuna corrispondenza in un’impostazione scialba e metronomicamente persino noiosa. Senza lode e senza infamia gli altri brani (Arabeske op. 18 di Schumann e due notturni di Chopin) dove ancora una volta il manierismo l’ha fatta da padrone. A tutto questo va aggiunta una fallosità significativa (addirittura due salti consecutivi identici hanno portato a una nota sporca!). Come bis gli amati Momenti Musicali di Schubert. La serata poi è stata infestata dal solito pubblico modaiolo e ignorante del Bologna Festival che ha ripetutamente applaudito fuori tempo, indipendentemente dalla qualità di quanto ascoltato, quasi in preda a un prurito irrefrenabile da sedare con il battimani (o forse nella speranza di arrivare quanto prima all’intervallo, dove esercitare il proprio ruolo di PR…), il che ha obbligato Sokolov a eseguire secondo e terzo tempo della fantasia (e analogamente per la sonata di Chopin) praticamente senza interruzione. Che pena questa ignoranza unita alla spocchia di cercare di millantare una inesistente competenza con l’applauso in tempo reale!

SadSad

Programma
Robert Schumann
Arabeske in do maggiore op.18
Fantasia in do maggiore op.17
Fryderyk Chopin
Notturno in si maggiore op.32 n.1
Notturno in la bemolle maggiore op.32 n.2
Sonata n.2 in si bemolle minore op.35
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Una risposta a "Grigory Lipmanovič Sokolov – Bologna Festival 19 Aprile 2016"

  1. Marco ha detto:

    A quanto pare, esiste chi ha il coraggio di dire finalmente la verita’ su questo individuo, non artista, individuo, lo ripeto. Sokolov ritenuto il piu’ grande pianista vivente, in realta’ e’ troppo pieno di se’ e dei suoi maniacali scolarettismi di chi si crede il primo della calsse ! Specialmente quando esegue Bach, Rameau e i compositori del periodo barocco, il signor Sokolov si vada a riascoltare cosa sia lo studio delle sonorita’ che riuscivano a realizzare Walter Gieseking, Glenn Gould e Rosalyn Turek. Dopo sara’ capace di farsi un sano esame di coscienza ? Penso proprio di no, visto che e’ ormai totalemnte intasato della sua stessa prosopopea e megalomania ! Sokolov e’ solo un pianista da ridimensionare, anzi e’ il piu’ grande pianista vivente tra i megalomani ed egocentrici senza ritegno !

    Mi piace

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