Cameristica, Recensioni

Sebastian di Bin – Conoscere la musica 31 Marzo 2016

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Preceduto da una introduzione innecessaria, prolissa (20 minuti!) e scontata,  (il solito pistolotto “pistolettato dal relatore, prezzemolo con cui vengono conditi tutti i concerti bolognesi di livello medio basso)  il concerto vero e proprio inizia 30 minuti dopo l’orario previsto: una ingiustificata punizione per colpe non commesse dagli spettatori. Il pianismo di di Bin conosce alti e bassi. Si inizia con un’ottima esecuzione di tre momenti musicali di Rachmaninonv mentre i seguenti tre studi di Chopin op. 25 (soprattutto il n. 11 e il n. 12) appaiono troppo orientati a sottolineare le capacità tecniche dell’esecutore più che gli aspetti musicali (che ci sono, e come!) dei brani. Nel secondo tempo un’esecuzione corretta della fantasia di Skrjabin mentre il brano di Čajkovskij (Dumka) è risultato purtroppo uno studiolo tecnico privo di significato tralasciando di valorizzare le componenti musicali così caratteristiche del compositore russo. Il concerto è terminato con il secondo scherzo di Chopin (lo stesso autore nella prima e seconda parte per strizzare l’occhio al pubblico…) piagato – purtroppo – da due fallacci tecnici coperti con mestiere dal pianista: un’esecuzione certamente non memorabile. Come bis uno studio trascendentale di Liszt (eseguito con qualche incertezza) e un orrendo brano melodico-jazzistico del pianista che naturalmente ha solleticato i gusti più retrivi di un pubblico certamente non sofisticato che applaude acriticamente (con le solite risibili mani alzate)  i brani che conosce (vedi lo scherzo chopiniano). Il pianismo di di Bin conosce dei buoni momenti lirici (in particolare nei momenti musicali di Rachmaninov e nell’inizio del trio – per così dire – dello scherzo di Chopin) ma spesso si rifugia in effettacci che nulla aggiungono (anzi tolgono) a quanto eseguito. Un concerto “very average “.
PS Ma quando questi self appointed musicologi capiranno che tutte le tonalità minori (e rispettivamente tutte quelle maggiori), per strumenti con accordatura temperata (tutti oggi!), sono uguali nel senso che gli intervalli che determinano l’armonia e lo svolgimento di un brano musicale sono i medesimi nelle varie tonalità?  Povero Werkmeister con i suoi semitoni a distanza fissa di  radice dodicesima di 2 !!!

Happy

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