Cameristica, Recensioni

Denis Matsuev – Musica Insieme 22 Febbraio 2016

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Più Russia di così: russo il pianista, russi i compositori… Appena il ragazzone di Irkutsk mette le mani sul pianoforte si capisce subito che non ci si trova davanti a un esecutore dotato di “esprit de finesse”: si è in presenza di un thrilling di cui si sa fin dall’inizio chi è l’assassino (il piano è la vittima). Il nostro non esegue ma aggredisce il pianoforte come fosse un nemico da abbattere. Appartiene alla stessa categoria di Kathia Buniatishvili con l’aggravante della mascolinità che ne aumenta la potenza fisica: si potrebbe affermare che si tratta di un energumeno che ricorda – musicalmente – Donald Trump. Fin dal brano di Čajkovskij fa subito capire che il suo pianismo è puramente quantitativo e non qualitativo. La cosa si concretizza ulteriormente nei “Quadri di una esposizione” di Musorgskij: con una battutaccia si potrebbe affermare  che purtroppo sotto le sue mani si trasformano in… “Croste di una esposizione”. Matsuev concepisce solo sonorità che vanno dal mf allo sff e aborre i piani come fossero un virus contro il quale è stato vaccinato senza ricadute. Basta ascoltare la seconda esposizione della promenade per capire che l’intero impianto sarà privo di qualunque sfumatura. Il mercato di Limoges, ad esempio, è trasformato nella peggiore Vucciria palermitana. E’ tutto forte, e per una volta si può affermare che è tutto, semplicemente tutto, pestato (un termine che non uso quasi mai, ma quando ce vo’ ce vo’). Ha un bel da fare l’accordatore durante l’intervallo a rabberciare il piano che ha gravemente sofferto sotto i colpi impietosi del pianista russo. La seconda parte è tutta dedicata a Rachmaninov: il pianismo non cambia anche se qualche sprazzo lirico si intravede, ma sempre frettolosamente abbandonato per le sezioni più congeniali all’esecutore (in inglese si potrebbe usare il termine executioner…). Matsuev sarebbe anche dotato di una buona tecnica ma la ricerca spasmodica dell’effettaccio e della velocità ad ogni costo ricorda la micina frettolosa che fa i gattini ciechi. Ne è un esempio il pasticciaccio combinato nell’ultimo brano dei “quadri” di Musorgskij: “La grande porta di Kiev”. Lo confesso: non ho avuto la pazienza di ascoltare i bis: ne avevo semplicemente abbastanza. Nella sua biografia si legge che terrebbe 160 concerti all’anno (ma nei mesi di Febbraio, Marzo e Aprile del 2016 – dal suo sito – i concerti menzionati sono solo 6…..) : potrebbe anche essere perché questo proverebbe che certamente non ha il tempo per studiare e approfondire, e ne avrebbe tanto, ma tanto bisogno…. Come abbia vinto il Čajkovskij nel 1998 è per me un mistero ma il pianismo è come il vino: alcuni vini migliorano con l’invecchiamento e altri no. Matsuev ricade nella seconda categoria. Naturalmente il pubblico bolognese ha applaudito, ma questo non vuol dire assolutamente nulla (o forse molto, purtroppo…)

SadSad

Programma
Pëtr Il’ič Čajkovskij  Dumka op. 59
Modest Musorgskij  Quadri di un’esposizione
Sergej Rachmaninov  Étude-tableaux op. 39 n. 2 – n. 6, Preludio in sol minore op. 23. n. 5 , Preludio in sol diesis minore op. 32 n. 12,  Sonata in si bemolle minore op. 36 (seconda versione)
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3 thoughts on “Denis Matsuev – Musica Insieme 22 Febbraio 2016

  1. Cesare Saccani ha detto:

    Caro JB, uno dei bis era un medley ispirato a Duke Ellington (Caravan e Take the A train, di Strayhorn, ma cavallo di battaglia del Duca). Denis continuava a pestare, ma Duke lo ha perdonato: il ragazzone ha swing da vendere….
    Cesare

    Mi piace

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