Cameristica, Recensioni

Ran Feng – Musica Insieme Ateneo 28 Gennaio 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi
Dotata di grande musicalità e di senso dello stile, i difetti della pianista cinese sono di fatto … i suoi pregi. Non ci troviamo – finalmente! – davanti alla solita macchina da guerra tutta muscoli e niente cervello bensì siamo in presenza di una pianista che antepone l’aspetto interpretativo a quello funambolico (rischio drammatico che si corre eseguendo Liszt) anche a motivo del fatto che pur dotata di buona tecnica è obbligata comunque a non esagerare nell’aspetto più spettacolare, permettendosi quindi di concentrare la propria attenzione sul significato della musica che sta eseguendo.  Ne è la prova l’esecuzione di una sonata mozartiana moderata nei toni e nei tempi, con pochissimo pedale in perfetto stile del compositore austriaco e una interpretazione della complessa sonata di Liszt nella quale vengono messi in risalto più gli aspetti musicali che i passaggi di bravura (che ci sono e che sono risolti senza esagerare con un perfetto controllo della tastiera). Insomma non siamo di fronte al solito sfoggio di ottave a velocità supersonica bensì a una esecuzione matura e ragionata. Forse un po’ meno valida è stata l’esecuzione dello studio di esecuzione trascendentale “Harmonies du soir” del compositore ungherese dove le imperfezioni tecniche sono risaltate un po’ troppo. Comunque una giovane molto promettente che vorremmo potere risentire in un programma che comprendesse un panorama più vasto di compositori. Un solo bis. E la solita introduzione…

HappyHappy

PS La sala è stata infestata da imbecilli con il telefonino acceso. Ma se uno è interessato al telefonino perché viene in sala a disturbare il prossimo? Quando viene chiesto di spegnere il telefonino bisognerebbe precisare che questo indica che deve essere SPENTO, display incluso! Alla Philharmonie di Berlino e alla South Bank di Londra lo spettatore è invitato a uscire. Meditare, cari provincialotti bolognesi….
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