Cameristica

Carbonare Pappano – Teatro Manzoni 7 Ottobre 2015

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Est, est, est!  Un plauso incondizionato al Bologna Festival che ha avuto il coraggio di proporre un concerto cameristico nel senso stretto della parola, ovvero un duo clarinetto e pianoforte, nell’ambito della sua rassegna maggiore. E il pubblico ha risposto riempiendo la sala e tributando ai due artisti un applauso prolungato facilitato anche dai due bis nei quali il clarinetto ha eseguito brani moderni (uno di Miles Davis) di facile “digestione”. Un programma di tutto rispetto: le due sonate tarde brahmsiane op. 120 (eseguite spesso con la viola al posto del clarinetto) e sei brani schumanniani (3 Fantasiestücke op. 73 e le tre romanze op. 94, originariamente composte per oboe). Il clou della serata è stato certamente incentrato sulle due sonate di Brahms, opere della assoluta maturità compositiva nelle quali si percepisce una sorta di commiato dell’autore, una visione pacificata del mondo acquisita tramite la saggezza derivante dall’età.  E il clarinetto ha saputo renderle alla perfezione, permettendo all’uditorio di apprezzarne tutte le sfumature e ben assecondato dal pianismo di Pappano. A proposito di quest’ultimo si può affermare che è certamente un grande musicista e direttore ma non un pianista dello stesso livello. Le imperfezioni sono state molteplici confermando il fatto che Brahms non solo è compositore musicalmente complesso ma anche tecnicamente impervio. E il piano, come ogni altro strumento, non perdona e richiede un costante esercizio che certamente Pappano non è in grado di sostenere, data la sua intensa attività come direttore. La cosa mi ricorda un concerto di trenta anni fa (quando ancora il Bologna Festival si chiamava “I grandi interpreti”) nel quale Georg Szolti si esibì come pianista in un concerto di Mozart con risultati molto discutibili (c0munque assai peggiori di quelli di Pappano). Tornando alla questione concerti cameristici bisogna solo sperare che questo concerto faccia da apripista a una maggiore articolazione dell’offerta musicale bolognese, anche considerando che il Bologna Festival proseguirà su questa strada (un plauso a Messinis) proponendo tre concerti di Ian Bostridge impegnato nei tre grandi cicli liederistici di Schubert.  Possiamo (forse) sperare che i fin troppo cauti organizzatori bolognesi capiscano che il pubblico è più che pronto ad accettare concerti cameristici più variegati come avviene in tutte le sale europee, anche se le resistenze ci sono e non piccole. Sed gutta cavat lapidem…

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4 thoughts on “Carbonare Pappano – Teatro Manzoni 7 Ottobre 2015

  1. Maria Cristina ha detto:

    Ottimo per Bostridge – ma qualche nome “nuovo”, mai?
    Da tempo vorrei stigmatizzare l’ impostazione “divistica” dei cartelloni dei nostri teatri. Vengono indicati i nomi degli interpreti e non – assai più importante – i brani musicali eseguiti. Al massimo un generico “Mozart” o “Berg” (quando va bene…)
    In soldoni, potrebbe non importarmi nulla ascoltare ad es. Bostridge che canta Schubert – già sentito mille volte – mentre vorrei piuttosto ascoltarlo in Schumann o altro. I programmi potranno essere anche “aggiustati” in un secondo tempo, ma è la musica la parte più interessante, no? Almeno per chi va ad ascoltare musica e non a fare “gossip musicale”…

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  2. Sandra Festi ha detto:

    Ci saranno anche state delle imprecisioni, ma che poesia, che rapimento musicale! Io ho trovato il concerto di ieri sera una meraviglia di accordo tra due grandi musicisti.

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