Cameristica

Chopin e Skrjabin – Torino 8-22 Settembre 2015

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Questa è una delle manifestazioni meritorie del MiTo, il festival della musica condiviso fra Milano e Torino: al 90% i concerti sono gli stessi e spaziano dalla classica, al jazz, alla sinfonica etc. Concerti di alto e medio livello, a prezzi popolari, alcuni trasmessi in streaming su Internet, con molto spazio lasciato ai giovani, nel caso in questione giovani allievi dell’accademia di Imola. Questi concerti durano 45-60 minuti (la metà di un normale concerto a parte quello della Chistiakova che è durato il doppio) e permettono di avvicinare giovani promesse a un pubblico maturo e competente. Inutile dire che a Bologna non viene neppure ipotizzato qualcosa di simile (in fondo un Mi-To-Bo, almeno per alcune delle sue serie sarebbe ben possibile, anche se si pensa che il tutto avviene in Settembre quando il numero di concerti locali non è certo stratosferico. Inoltre questi concerti si tengono il pomeriggio, non interferendo con alcuna altra manifestazione…). Ovviamente non intendo recensire singolarmente su un post ciascun concerto ma dare un giudizio a tutti gli interpreti in un solo post. Si inizia con Marie Kiyone (che per due volte – 2010 e 2015 -ha fallito la partecipazione al concorso Chopin) impegnata nella sonata n.1 e in 5 preludi di Skrjabin, seguiti da un preludio, da un improvviso e dalla barcarola di Chopin. Bravina, molto “pulita” ma piuttosto scolastica e metronimica, senza particolare personalità. André Gallo, impegnato in un programma principalmente indirizzato alle mazurche dei due compositori, è certamente dotato di grande musicalità e ottima tecnica e ha offerto un’ottima prestazione per le composizioni di Skrjabin ma non coglie lo spirito intimo chopiniano delle mazurke adottando tempi troppo strascicati alla ricerca di significanza di ogni nota e perdendo quindi di vista il significato complessivo struggente e sfumato delle composizioni. Molto migliore l’esecuzione dei tre notturni del compositore polacco anche se non si sottrae troppo, troppo spesso al vizietto della mancata sincronia delle due mani. Che cosa c’entri poi un bis di Debussy in questo contesto è tutto da scoprire…. Pietro Beltrami interpreta i 24 preludi di Skrjabin e la sua polacca op. 21 seguito dalla polacca op. 44 di Chopin. Abbastanza bene Skrjabin anche se carente un po’ dello spirito onirico che informa tutte le sue composizioni. Molto meno bene Chopin, con una esecuzione della polacca che all’inizio manca totalmente di quel senso di mistero così importante per definirne lo spirito e che in tutto lo svolgimento non ne coglie il significato profondo. Da sottolineare una tecnica non sempre molto pulita, tutt’altro che immacolata. Molto meglio Giuseppe Albanese il cui programma comprende invece una maggioranza di brani chopiniani fra cui la celebra polacca-fantasia e la fantasia op. 49 in aggiunta a due notturni mentre meno impegnativo è il programma di Skrjabin (Poème-nocturne op. 61. Notturno per la mano sinistra e fantasia in si minore op. 28). Dotato di solida tecnica rende con molto stile i brani eseguiti sottolineando con accuratezza le differenze fra i due autori. Forse in certi casi esagera un po’ con l’enfasi ma è un giovane assai promettente. Un programma molto vasto esegue Alessandro Tardino con una serie di mazurche chopiniane e di Skjabin fra loro inframmezzate (interessante) seguite da 18 preludi di Skrjabin e due brani di effetto: Grande polonaise brillante in mi bemolle maggiore op. 22 di Chopin e, come chiusa, l’onirico Vers la flamme op. 72 di Skrjabin. Pianismo solido, ottima tecnica interpreta mirabilmente Skrjabin. In Chopin esagera talvolta con l’enfasi non cogliendo appieno le sfumature della mazurke non trovando il giusto equilibrio fra enfasi romantica e carattere intimistico delle composizioni. Quanto al cinese Cheng Guang che ha eseguito Skrjabin Sonata Fantaisie n. 2 in sol diesis minore op. 19, Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30, Chopin Sonate Fantaisie n. 2 in sol diesis minore op. 19, Polonaise-Fantaisie in la bemolle maggiore op. 61, Ballata n. 1 in sol minore op. 23 non posso dire nulla perché non ho fatto in tempo ad ascoltarlo! Sicuramente di un buon palmo su tutti gli altri la russa Galina Chistiakova che ha presentato un vasto programma (Chopin tre mazurke, un notturno, due studi e il quarto scherzo e di Skrjabin i 12 studi op. 8 e una sonata). Dotata di grande maturità artistica e di una solidissima tecnica è certamente in grado di aspirare a un premio al prossimo concorso Chopin cui parteciperà il prossimo Novembre. Brava, incondizionatamente e con grande, meritato successo di pubblico. Per concludere: il ciclo è sicuramente interessante ma gli nuoce la ripetitività di molti brani (ad esempio in due giorni consecutivi due volte la polacca-fantasia). Un ciclo come questo dovrebbe offrire la panoramica più vasta sulla produzione dei due compositori altrimenti diventa una accozzaglia di programmi non coordinati. E la cosa, essendo gli esecutori giovani, non dovrebbe certo costituire un problema…
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4 thoughts on “Chopin e Skrjabin – Torino 8-22 Settembre 2015

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Ho letto con moltissimo piacere le sue due recensioni, quella delle opere e quella dei concerti ….
    E in più le faccio un complimento, che poi complimento non è: ha un senso della narrazione molto coinvolgente che dà l’impressione a chi legge di avere assistito di persona a quegli eventi. Bravo e grazie!!

    Mi piace

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