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Sponsorizzazione – La poesia del canto 2016

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Ebbene sì, questa volta non si tratta di una recensione ma di una ricerca di enti o organizzazioni o società (o anche singoli) sensibili alla cultura. Come avevo già annunciato in un mio precedente post sto cercando di organizzare con Goethe Zentrum, Conservatorio e ateneo il ciclo di conferenze/concerti “La poesia del canto”. Il ciclo intende cambiare la prospettiva consueta dei concerti che pone al centro il compositore di cui vengono poi eseguiti Lieder di poeti diversi. In questo caso la centralità è quella del poeta presentando poi i Lieder di vari autori che ad esso si sono ispirati, mettendo in musica le sue poesie. Il ciclo prevede di prendere in considerazione 4 autori: Goethe, Heine, Mörike e Rückert e per ciascuno di essi, salvo qualche eccezione, intende presentare poesie singolarmente musicate da almeno due diversi compositori (almeno laddove possibile). I compositori presi in considerazione sono: Schubert, Schumann, Mendelssohn Bartholdy, Wolf e Brahms con l’aggiunta di Mozart, Liszt, Mahler e Strauss.  Da un punto di vista organizzativo ogni evento si divide in due parti: una conversazione sulla vita e l’attività letteraria del poeta con l’analisi delle poesie che faranno parte dei Lieder del concerto di circa un’ora (con inizio alle 19), un intervallo di un’ora e a seguire il concerto. Questo tipo di impostazione (che ricalca quella della Philharmonie di Berlino) permette agli spettatori di scegliere a quale delle due parti assistere senza essere costretti a sceglierne una.  Le conversazioni saranno tenute da colleghi dell’area germanistica e da esperti di Liederistica. Cantanti e pianisti sono giovani già in carriera e allievi dell’ultimo anno del conservatorio; il nuovo rettore mi ha concesso l’uso dell’aula absidale e del pianoforte. Ma… parlando con la funzionaria dell’ateneo che si occupa della gestione dell’aula ho saputo che per le manifestazioni come quelle da me ipotizzate sono necessari ogni sera pompieri, infermiera, autoambulanza etc. per un costo di 2.000€ a serata (una leggerezza)!!!! (La cosa più incredibile però è che quando l’aula è usata per le lezioni tutto questo non è necessario. Studenti come carne da cannone…. ). Mentre per tutti i costi “tradizionali” (artisti, libretti, ENPALS etc.) in qualche modo si era già ipotizzata una soluzione questo inaspettato problema – se non risolto – affossa fin da ora la manifestazione. Qualche suggerimento (le fondazioni sono già state prese in considerazione per i costi “tradizionali”) o ancor meglio soluzione? Grazie per l’attenzione.

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11 thoughts on “Sponsorizzazione – La poesia del canto 2016

  1. Davide Barto ha detto:

    Ha provato a rivolgersi al Conservatorio Martini per usare la Sala Bossi? Potrebbe essere un luogo ideale per il suo ciclo liederistico, trovandosi in centro città. Il Conservatorio negli ultimi anni ha realizzato numerose rassegne concertistiche e giornate di studio, e la risposta del pubblico è abbastanza positva.
    Probabilmente se chiedesse la disponibilità di usare la Sala Bossi alla sera, bisognerebbe provvedere al pagamento delle bidelle che, in quel caso, sarebbero fuori orario lavorativo (questo, comunque, non sarebbe impossibile perchè già più volte è stato fatto. Purtroppo la loro presenza è necessaria in quanto devono controllare il Conservatorio, ma non sarebbe necessario invece la presenza dei vigili del fuoco!).
    Se invece chiedesse la disponibilità al pomeriggio, per esempio dalle 17 (il conservatorio chiude alle 20, tranne il sabato che chiude alle 17), non bisognerebbe provvedere al pagamento delle bidelle, in quanto rientrerebbe nel loro orario lavorativo.
    Spero di esserle stato d’aiuto e mi auguro che ciò possa realizzarsi: sarebbe solamente auspicabile una collaborazione fra Università e Conservatorio (insieme ovviamente al Goethe Zentrum)!

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    • Molte grazie per i Suoi suggerimenti. Siamo già in contatto con il conservatorio per affidare a uno dei suoi allievi migliori una serata. Per la sala stiamo ancora valutando: le possibilità sono molteplici. Per la sala Bossi temo che non sia facilissimo ma ovviamente tentar… Il primo problema sono comunque i finanziamenti (la previsione per il ciclo è di circa 15.000 euro): incrociamo le dita sperando che la FdM cui abbiamo chiesto il contributo si dimostri sensibile…

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  2. Maria Cristina ha detto:

    E’ davvero un peccato, Professore! Lei mette a disposizione tanta disponibilità e competenza per una operazione tanto interessante!
    Tra gli ormai tanti lettori del blog non c’è proprio alcuno che possa procurare una qualche sponsorizzazione?
    Con tutti gli Enti, le Fondazioni ed i “capitani coraggiosi” che ci sono in giro…

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  3. Maria Cristina ha detto:

    Non vorrei certamente gufare, come si dice oggi, ma temo che il pubblico, dopo il primo concerto, non sarà numeroso. Non certo per la novità o la qualità dell’ iniziativa (finalmente qualcosa di nuovo ed originale!) ma in anni di frequentazione ho imparato che se gli italiani non sentono “gridare” non si emozionano neppure quando si esibisce il divo di turno ( ed infatti, i pochi interpreti che riempiono i teatri – riempire nel caso del Lied è un eufemismo – sono quelli che esteriorizzano alquanto la performance a volte sovraccaricandola di emotività).
    Una soluzione potrebbe essere cambiare luogo, ma immagino che lei ci abbia già pensato.
    2000 euro a serata non sono pochi: anche facendo pagare un biglietto da 20 euro – ed in questo caso il pubblico dimezzerebbe ulteriormente, soprattutto dopo la novità dei primi incontri – occorrerebbero come minimo 100 persone, ed ogni volta presenti. La vedo dura.

    Immagino lei abbia, almeno una volta nella vita, immaginato uno Schwarzenberg italiano in una amena località delle colline emiliano-romagnole, magari a breve distanza dal mare (Bertinoro?). Forse si raccatterebbero un tot di tedeschi…
    Magari se lo si chiamasse “Festival” e si invitasse l’ onnipresente Cacciari, i giornali ne parlerebbero…
    Ovviamente scherzo, purtroppo…

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    • In realtà le cose stanno (o almeno stavano) in modo differente. 10 anni fa (Calzolari rettore regnante) organizzai un ciclo di 4 concerti di Liederistica, a distanza di un mese l’uno dall’altro, con presentazione (non conferenza) e lettura dei testi prima del concerto e l’aula absidale era sempre stracolma. I concerti erano (come sarebbero stati questi) gratuiti (organizzarli a pagamento sarebbe impensabile in ateneo e comunque comporta un’organizzazione mostruosa) e docenti, studenti e pubblico non accademico fecero a gara per accaparrarsi i posti. Penso che anche in questo caso la manifestazione avrebbe avuto successo ma le regole ((forse anche giuste ma mi chiedo allora se la tecnologica Germania non sia un po’ indietro visto che i suoi teatri NON hanno un corridoio centrale, le file di poltrone sono spesso non mutuamente accessibili e – nel caso di Bayreuth – le porte sono “ausgeschlossen”, chiuse a chiave!) rendono la cosa impraticabile economicamente. E tralascio la complessità organizzativa in ogni modo coinvolta (date, pianisti, cantanti, relatori, libretti di sala, ENPALS, SIAE etc. etc.) che però insieme a due colleghi mi sarei pure sobbarcato ma il mio mecenatismo non arriva anche a sostenere personalmente costi eccessivi. Pazienza: credo che si perda un’occasione interessante ma a meno di un inaspettato miracolo (merce rara ai tempi nostri…) l’esperienza è da considerarsi conclusa.

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  4. Roberto Barilli ha detto:

    spero che in qualche modo il progetto possa andare avanti perché l’idea è molto innovativa e fuori dagli schemi. Mi dispiace di non potere essere in qualche modo utile ma tifo per un lieto finale…..

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  5. gianstefano folli ha detto:

    Probabilmente la presenza di vigili del fuoco si rende necessaria con un certo numero di spettatori. Si dovrebbe verificare dal certificato di agibilità dopodichè si limita l afflusso per rientrare nella prescrizione. Sicuramente si tratta di una struttura dotata delle prescritte dotazioni di sicurezza, come vie di esodo,estintori, luci di sicurezza ed emergenza. La presenza del medico è subordinata ad un numerativo di pubblico da verificare. Altrimenti inviti ad ogni concerto un amico medico. In definitiva dovrebbe sondare meglio…magari qualcuno vorrebbe evitare seccature da tali manifestazioni. Parere personale, ovvio.

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