Recensioni, Sinfonica

Yoshida Hewitt – Bologna Teatro Manzoni 8 Giugno 2015

Non profit bannerNon profit bannerPer celebrare il mio 200-esimo (!!) post  di questo blog sono a recensire il concerto che ha visto Angela Hewitt come solista. La pianista di origine canadese è da tempo al vertice del pianismo internazionale con un repertorio vastissimo che spazia da Bach a Ravel e ha acquistato grande notorietà per le sue interpretazioni bachiane che le hanno valso alcune roboanti lodi come “la più importante interprete di Bach dei nostri tempi” (The Sunday Times) oppure “la pianista che definirà Bach al pianoforte per gli anni a venire” (Stereophile), affermazioni quantomeno incaute nella loro assolutezza come se ad esempio Schiff o Sokolov non avessero nulla da dire in materia. L’aspirazione a valori assoluti nel campo interpretativo pare più un favore fatto alle case discografiche che una meditata riflessione su un tema che per sua stessa natura è soggetto a valutazioni del tutto inevitabilmente non oggettive (naturalmente rispetto dello stile a parte). Ciò premesso è certo che Angela Hewitt ha giocato e gioca un ruolo di primissimo ordine nel campo bachiano ma le va riconosciuto al contempo una grande duttilità e se ne è avuta una prova nell’esecuzione del concerto n.2 di Beethoven. Il pianismo della Hewitt è improntato a un assoluto rigore stilistico sostenuto da una tecnica di prim’ordine che mai ha il sopravvento sull’interpretazione. E’ però certo che la Hewitt proietta il suo imprinting bachiano in tutte le sue esecuzioni e ciò è risultato molto evidente nel concerto in questione dove è mancato in parte l’afflato espressivo compresso da una freddezza rigorista che ha ridotto il significato protoromantico del brano beethoveniano, la stessa geometrica e un po’ asettica precisione che ne fa un’interprete perfetta per il repertorio Raveliano. Sia chiaro: un’interpretazione di altissimo livello ma forse un po’ troppo fredda e distaccata.  L’esecuzione del concerto è stata sostenuta da un ottimo Hirofumi Yoshida di cui abbiamo apprezzato nell’Ouverture dell’Oberon di C.M. von Weber  il gesto ampio e la capacità di sottolineare il significato di tutte le sezioni dell’orchestra nel contesto di una esecuzione rigorosa e di grande qualità. Un bis scarlattiano della Hewitt.

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6 thoughts on “Yoshida Hewitt – Bologna Teatro Manzoni 8 Giugno 2015

  1. Roberto Barilli ha detto:

    l’ho già scritto ma lo ripeto volentieri: leggo il Blog con lo stesso interesse con cui leggo il mio quotidiano preferito. Certo, non tutti i giorni c’è una recensione ma il concetto è quello. Complimenti per il traguardo raggiunto!!!

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  2. Sandra Festi ha detto:

    Per una volta mi permetto di non condividere completamente il parere del critico alla quarta potenza. Ho trovato la direzione di Hirofumi Yoshida molto chiassosa: possibile che i direttori non si preoccupino dei punti delicati dell’ acustica di un teatro? Chiunque avrebbe potuto metterlo in guardia dagli effetti di rimbombo di cui si gode in galleria (come mai uno navigato come Abbado non è mai incorso in queste trappole?) Il corso della Moldava dalla mia postazione ricordava piuttosto le cascate del Niagara. E anche per ilconcerto di Beethoven la sintonia tra orchestra e pianoforte lasciava talvolta a desiderare. Colgo tuttavia l’ occasione per dichiarare il mio gradimento per tutte le occasioni offerte quest’ anno dalla Filarmonica del Comunale di Bologna. Un grazie anche al nostro critico preferito. Sissa Festi.

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  3. cesare ha detto:

    Che dire per rallegrarsi del 200° dalla fondazione del blog? recensioni sempre puntuali e divertenti, anche a rischio della vita (censoria) del “blogghettaro”.
    Ci vuole passione e coraggio per esporsi, ma la competenza è la base irrinunciabile per trasformare un blog in uno strumento di diffusione culturale.
    Grazie “Kurve”.
    Cesare

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    • Aggiungo: ringrazio ancora più sentitamente coloro che hanno il “coraggio” di inserire un commento, positivo o negativo che esso sia. Purtroppo in un clima da ridicola caccia alle streghe (per Kurvenal ovvero per il ruggito del topo!) in un contesto di pensiero unico vi sono anche persone che temono persino le conseguenze di dichiararsi miei lettori o miei conoscenti…..

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