Recensioni, Sinfonica

Collegium Musicum Bae- Bologna Musica Ateneo 21 Aprile 2015

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La serata comincia malissimo: per 25 minuti dopo l’orario di inizio previsto, le signorine dell’accoglienza si muovono avanti e indietro per il corridoio centrale senza alcun evidente motivo (quale Godot avrebbe dovuto palesarsi?), cosicchè il terribile, temutissimo pistolotto introduttivo inizia con un ritardo da dopolavoro parrocchiale terzomondista. Nel frattempo il pubblico arriva alla spicciolata, consapevole che tanto l’orario indicato è solo un’ipotesi. Il pubblico non è quello che frequenta normalmente le sale da concerto bolognesi e al suo interno si notano alcuni attempati signori con una ridicola abbronzatura da ustione, con la quale cercano di nascondere – invano – gli impietosi segni del tempo. Il pistolotto – forse il peggiore che negli ultimi tempi abbia molestato il mio sistema uditivo –  viene letto con voce monotona da un ignoto giovane di brutte speranze: fra le perle del contenuto l’affermazione che il terzo concerto di Beethoven è il primo nel quale si evidenzia la personalità del musicista di Bonn. Una frase che certamente fa rivoltare Ludwig nella tomba (e la grande Marta che fa? suona concerti di secondo ordine?), probabilmente copiata da una pagina sbagliata di un manuale scadente di storia della musica. Si inizia con due brani non troppo impegnativi per l’orchestra (composta da strumentisti tutti studenti dell’Alma Mater sotto la direzione di Roberto Pischedda): la Trauermusik di Hindemith e la Serenade di Elgar. Buona la prova della prima viola dell’orchestra (Valentina Rebaudengo) nel brano di Hindemith che si inquadra in una prestazione più che dignitosa dei soli archi.  Ovviamente il pezzo forte della serata è il terzo concerto di Beethoven con la giovane solista Gile Bae, un’alunna del vivaio imolese. Inutile dire che il riverbero dovuto all’orchestra integrata con fiati e timpani è vicino alla soglia del dolore. Avevamo già avuto modo di ascoltare la Bae in un concerto  del Mi-To tutto dedicato a Brahms con risultati tecnicamente e interpretativamente disastrosi (Gile Bae – Mi-To 17 Settembre 2014) a seguito del quale suggerivamo alla giovane interprete di studiare. Forse l’auspicio è stato ascoltato perché l’esecuzione del terzo concerto è stata di buona qualità (senza esagerare..) caratterizzata da pulizia tecnica, un ottimo fraseggio ma con tempi molto, troppo allargati, forse per evitare incidenti. Insomma una buona prova di una giovane pianista che ha certamente del talento ma che deve metterlo a frutto evitando anche atteggiamenti ridicolmente plateali che ormai nessun interprete serio adotta. Naturalmente una volta rimossa l’ansia evidente del concerto, dopo un bis scarlattiano (già eseguito anche a Torino) di buona esecuzione, la Bae ha sentito la necessità di un effetto speciale eseguendo l’ultimo tempo di una sonata di Haydn a grande velocità, snaturandone però il significato musicale e trasformandolo in uno studio di Czerny. La Bae è giovane (20 anni) e ha interessanti potenzialità ma deve ricordarsi che suonare vuol dire controllo, che una smaccata clacque non sempre è presente e che non sempre il pubblico è di bocca buona e incompetente come nel caso del concerto in questione (come comprovato dal temuto applauso dopo il primo tempo del concerto beethoveniano). Grande successo (soprattutto fra il pubblico maschile…).

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2 thoughts on “Collegium Musicum Bae- Bologna Musica Ateneo 21 Aprile 2015

  1. Tommaso Marelli ha detto:

    Non haydn ma era weber “perpetuum mobile” e questo La dice lunga sul suo livello di cultura musicale.
    Io ero al concerto e posso dire fermamente che il concerto è stato formidabile nonostante l’orchestra e l’acustica infame abbiano dato del filo da torcere all’solista che si è dimostrata oltre che una grande professionista una grande artista. Sarebbe stato interessante vedere Lei su quello sgabello che da lontano sembra niente… ma sappiamo bene che a tutti brucerebbe il culo una volta seduti li.
    Le consiglio un buon ripasso sulle sonate di Haydn.

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    • Se il problema è tutto qui, un refuso… C’è sempre qualcuno che guarda il dito quando si indica la luna. Ma si sa: i supporters si attaccano a tutto e l’amore è cieco (e anche un po’ sordo)…Certamente Lei non era a Torino (se esiste si faccia dare una registrazione). Grazie per frequentare il blog.

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