Cameristica, Recensioni

Münchner Symphoniker Feng – Bologna Musica Insieme 13 Aprile 2015

 “Bella senz’anima” cantava alcuni anni or sono Riccardo Cocciante. Parafrasando il titolo si potrebbe dire “Bravo senz’anima” del  giovane violinista cinese pluripremiato Ning Feng, un altro tipico prodotto dell’immenso vivaio cinese (che però partorisce anche artisti veri come – ad esempio – la brava giovane pianista Zhang Zuo) dotato di strabiliante tecnica mostrata nel primo concerto di Paganini (se si eccettua l’attacco della parte violinistica del primo tempo ove ha mostrato una difficile da interpretarsi incertezza) ma che però  ha unicamente mostrato questo lato della sua personalità artistica. E’ vero: i concerti di Paganini non offrono agli interpreti grandi possibilità espressive, caricati come sono di virtuosismi, ma è anche vero che esistono esempi (anche su YouTube) nei quali gli interpreti cercano di addolcire la freddezza funambolica della partitura, almeno nelle parti più cantabili. Non è questo il caso di Ning Feng che proprio in queste parti, dove la componente muscolare gioca una ruolo minore si trova meno a suo agio. E certamente non depone a favore dell’intelligenza dell’esecutore avere proposto come bis un capriccio ancora di Paganini: assai meglio sarebbe stato eseguire un brano di autore diverso (da Bach a Ysaye) dal momento che non aveva certo bisogno di mostrare la sua valentia tecnica. Sia chiaro: è giovane, ha bisogno di “épater les bourgeois” e gli hanno insegnato che per ottenere un facile applauso (compreso quello sempre a mani alzate di una spettatrice di Musica Insieme che ad ogni concerto si esercita ginnasticamente in materia) Paganini “paga” ma bisogna sperare che compia un percorso artistico come quello di altri giovani interpreti che con l’avvento della maturità capiscono che suonare non è correre i 100 metri in 8 secondi.
HappySad
Una bella sorpresa è stata invece quella offerta dai Münchner Symphoniker, una formazione assai affiatata che sotto la guida di Ariel Zuckermann nelle due sinfonie eseguite (Kraus e Haydn) e nell’ouverture di Berwald ha dimostrato un suono brillante, compatto in tutte le sezioni e un rispetto rigoroso della partitura pur nella capacità di sottolineare le parti più liriche.  Un’orchestra di indubbio valore che vorremmo riascoltare in un repertorio più vasto.

 HappyHappy

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4 thoughts on “Münchner Symphoniker Feng – Bologna Musica Insieme 13 Aprile 2015

  1. Maria Carla Galavotti ha detto:

    Anchio seguo con molto interesse il blog, ed ero ansiosa di conoscere il parere di un esperto su Ning Feng. Da profana quale senza ombra di dubbio sono, devo dire che ieri sera l’ascolto del concerto di Paganini mi ha davvero ‘presa’, e quindi il commento mi ha lasciata un pò interdetta. Sicuramente la ragione sta anche nel fatto che non conosco altre esecuzioni complete del concerto…..cosa che paragonerei più a correre una maratona in 35 minuti, che non a correre i cento metri in 8 secondi….(Naturalmente ho capito il senso dell’affermazione). Mi domando: non è che sia lo stesso concerto di Paganini ad essere un pò ‘senz’anima’, ma ugualmente capace di trascinare l’ascolto?
    Quanto al bis, sono perfettamente d’accordo che sarebbe stato molto meglio ‘cambiare musica’ e proporci qualcosa di diverso, magari meno virtuosistico.
    Grazie comunque di tutte queste recensioni, dalle quali gli ignoranti come me imparano tanto.

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    • Assolutamente vero: il concerto di Paganini (certamente trascinante ma spesso unicamente virtuosistico) lascia poco spazio all’interpretazione (come peraltro indicato anche nel post). Grazie per essere una mia lettrice.

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    reduce da quella sgradevole polemica innescata da estimatori di Francesco Libretta vedo con piacere che non ha perso la solita verve che è un tratto distintivo del suo Blog. Complimenti: continuo a seguirla con immutato interesse!

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    • Grazie, non sono certamente pochi scalmanati contestatori che mi possono turbare (fermo restando il loro diritto al dissenso, purché espresso in modo civile e possibilmente argomentato). Chi insegna all’università sviluppa una resistenza granitica agli attacchi anche velenosi!

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