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Alcune considerazioni – Bologna 13 Aprile 2015

Come sempre mi succede ho atteso 24 ore prima di prendere una decisione a me sgradita ma resasi ora indispensabile dopo quanto avvenuto ieri su questo blog in seguito alla mia recensione del concerto di Francesco Libetta: i commenti saranno d’ora in poi sottoposti alla mia approvazione per evitare che a causa di qualche scalmanato uno spazio di civile, anche aspro, confronto di idee si trasformi in una trasmissione trash da TV pomeridiana per casalinghe annoiate. Si tranquillizzino i miei lettori: nessuna censura per opinioni diverse dalle mie purché confinate al terreno delle idee e senza sconfinamenti nell’insulto personale. Chiunque ha diritto di esprimere le proprie opinioni su questo blog anche ove non vantasse competenze specifiche in campo musicale (e non è il mio caso maestro Martelli, se solo avesse avuto la pazienza di leggere il mio CV!) purché espresse in modo civile e motivato. Ammettere onestamente da parte di chi scrive di non conoscere un brano non è una prova di incompetenza ma una prova di onestà intellettuale se mai da ammirare e non da stigmatizzare. E utilizzare versioni non Urtext nelle esecuzioni andrebbe segnalato: gli esempi di alterazioni arbitrarie del dettato originale chopiniano non si contano. Serve citare Mikuli, Klindworth e persino nel ‘900 Cortot? Mi consola il fatto che questi eccessi provengono unicamente da una piccola organizzazione musicale locale che forse farebbe bene a informarsi, ad esempio, della stroncatura abrasiva di Cappello (da me recensito negativamente) in occasione del suo recente concerto a Cagliari (debbo la segnalazione a un conoscente – La Nuova Sardegna, mercoledì 8 aprile 2015, pag. 34) o del commento feroce del concerto della Buniatishvili al quartetto di Milano sul Corriere Musicale che ha fatto seguito alla mia negativa recensione dello stesso concerto. Solo per dire che mentre è vero che non sono dotato ohimé della infallibilità è anche vero che spesso le mie recensioni coincidono con quelle dei critici “accreditati” secondo la visione del maestro Martelli che evidentemente si arroga autocraticamente il diritto di distribuire diplomi di competenza senza averne titolo. Peraltro qualcuno potrebbe immaginarsi una reazione furibonda di uno Zimerman, di una Wang, di un Blechacz, di un Yundi etc. a una critica negativa? Chi è grande sa bene che a tutti capita una serata negativa (mai comunque sotto un certo livello) e proprio perchè grande sarà il primo a dolersi di una performance inadeguata. Sono gli altri che minacciano ridicole querele e invocano le liste di proscrizione se si dimostra che il re è nudo. Perchè non proporre anche l’olio di ricino? E citare gli applausi come prova della qualità di una esecuzione è ridicolo. Il pubblico, in Italia per lo più è comprensibilmente poco preparato, non applaude notoriamente l’esecutore ma la musica eseguita, tanto più quanto essa è orecchiabile e nota e quanto più velocemente (magari con molte stecche passate inosservate) eseguita. E su questo contano quegli esecutori che tentano di spacciare per oro colato pacottiglia di vile stagno. In conclusione: questo blog è stato, è e sempre sarà aperto a tutti ma proprio perchè voglio salvaguardare a tutti i costi la sua qualità inserirò un filtro “anti energumeni”. Purtroppo. Cordialmente

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4 thoughts on “Alcune considerazioni – Bologna 13 Aprile 2015

  1. Maria Cristina ha detto:

    Dopo il pensiero unico ( ovviamente quello “vero e giusto”), il partito unico ( che porta tale pensiero dalla potenza all’ atto) dovremo aspettarci anche la “recensione unica” ed ovviamente giubilante? Naturalmente scherzo ma non troppo, a quanto pare le cose stanno proprio così.
    Per fortuna esiste il prof. Neri che regala a noi, ultimi resistenti, uno spicchio di verità. La sua verità, ovviamente, ma data l’ indiscussa competenza con cui si muove nei riguardi della musica e non solo, penso che la sua verità sia assai aderente alla nuda realtà.
    Qualcuno non è d’ accordo? Occorre giubilare sempre e comunque e nei confronti di qualsivoglia esecuzione pena il ludibrio? Ogni recensione appena appena negativa porterà ad insulti, anatemi e linciaggi verbali? Il protetto dovrà essere talmente protetto da far scattare il ridicolo? Vedremo sulla porta della sala Mozart il cartello “Vietato l’ ingresso al prof. Neri”?,
    Suvvia, torniamo alla ragione e rimettiamo le cose al loro posto. Il prof. Neri che molti di noi apprezzano ha postato un semplice commento sul suo blog, un commento circostanziato e moderato nelle parole e nei toni che riporta la sua personalissima impressione nei riguardi di un concerto non proprio riuscitissimo. Nessuno si è ferito, il pianista ne è uscito indenne e la sua carriera continuerà certamente con successo a meno che i suoi pretoriani non esagerino con l’ ira: il ridicolo è sempre in agguato.
    Quanto al Professore, spero che continui nel raccontarci le sue impressioni non cedendo ad intimidazioni di sorta. A noi piace e lo stimiamo. Qualcuno se ne faccia una ragione.

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    • Ma vorrà scherzare? Lei è sempre cortese e civilissima anche quando dissente. Sono ben altri gli incivili “energumeni” che mi costringono a moderare i commenti per evitare di fare di un blog serio un ignobile pollaio!

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  2. Maria Cristina ha detto:

    Leggo solo ora la desolante querelle. Desolante davvero.
    E pensare che mi ero appena complimentata col prof. Neri che era riuscito benissimo a moderare la propria penna con una recensione certamente non entusiastica ma neppure polemica o offensiva.
    Forse tutti noi (profani) abbiamo capito finalmente perchè le recensioni sui giornali sono sempre, ma proprio sempre, in qualche modo benevole: si rischia il linciaggio.

    La qualità della maggioranza dei concerti offerti al pubblico nelle nostre sale non è generalmente alta, ammettiamolo. Chi va ad un concerto per ascoltare e non a passare il tempo, applaudire a metà esecuzione, fare il conto di chi c’è o cercare caramelline sparse nella borsa, generalmente un po’ di orecchio se lo è fatto ed è difficile ingannarlo anche se si occupa di musica solo per diletto. Inutili quindi gli anatemi al critico di turno o le sperticate lodi all’ esecutore “amico” (non ho fatto nomi e non mi riferisco ad alcuno in particolare).

    Se poi il concerto è solo un prodotto da vendersi – esattamente come la politica dei nostri giorni – e la maggior parte di noi è ormai ampiamente addestrata a credere a ciò che ci viene propagandato e non a quello che sentono le nostre orecchie ( il famigerato “Parla, parla, qualcosa resterà…”) allora si abbia rispetto per le “minoranze”, per quegli ultimi Mohicani che credono solo a ciò che ascoltano e ne parlano tra loro, azzardando eretici giudizi. Sono talmente pochi, tra la folla giubilante ed i pretoriani dei “giovani esecutori”, che certamente non faranno troppo danno.
    Il “grande pubblico” – quello politicamente corretto, si intende – non mancherà di tributare immancabilmente ad ogni esecutore applausi a braccia alzate, e pure una standing ovation…Come dice una nota pubblicità, “Piace vincere facile!”.

    PS. Se io fossi nei panni di un esecutore tanto accanitamente “tutelato” me ne vergognerei non poco. Sicuri che la pezza non sia peggiore del buco?

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