Recensioni, Sinfonica

New London Consort- Bologna Grandi Interpreti 18 Marzo 2015

La mania invalsa negli ultimi due decenni delle esecuzioni “filologiche” è una malapianta inestirpabile che vellica la vanità di ascoltatori che si ritengono in tal modo esperti in grado di valutare quale fosse l’esecuzione ai tempi della composizione eseguita. Inutile dire che si tratta di modalità esecutiva del tutto artificiale che sempre mescola elementi moderni con antichi con risultati spesso disastrosi. E chi asserisce che in tal modo si estrae il vero spirito della composizione semplicemente è un truffatore (in senso musicale se esecutore) o un mentitore (in senso musicale se critico). Strumenti barocchi con archetti impugnati sopra il tallone (solo a scopo estetico e senza reale valore esecutivo) e corni (strumento difficilissimo anche nella versione moderna con i pistoni)  che nonostante gli sforzi e la bravura degli esecutori inevitabilmente stonano. Purtroppo i compositori barocchi non hanno la possibilità di irridere la scelta di utilizzare strumenti obsoleti (o utilizzati in modo obsoleto): se rinati ci crederebbero matti a non utilizzare strumenti assai migliori (quelli moderni). In questo senso l’esecuzione della messa in si minore di Bach da parte del New London Consort rientra in questo filone aggiungendo però il dato negativo di una bassissima qualità esecutiva. Voci piccolissime specialmente nel settore femminile (e addirittura nel caso dei due brevissimi passaggi solistici del Kyrie iniziale con note “diversamente intonate”) con l’unica eccezione del controtenore David Allsop mentre all’estremo opposto si colloca il basso-baritono Michael George al limite dell’afonia. Insomma un’esecuzione piatta e scialba con un direttore che se assente nessuno se ne sarebbe accorto.  Per capire come il brano bachiano possa essere interpretato e valorizzato in tutta la sua bellezza invito a riascoltare l’edizione di Karajan con Janowitz, Ludwig, Schreier, Berliner Philharmoniker ecc. altro che questo modesto “consort”!  Purtroppo di questi flops al concerto iniziale del Bologna festival abbiamo già avuto esperienza nel passato. Forse sarebbe ormai il caso di tenerne conto.
PS “Customers who have the misfortune of being late will be admitted only during the interval“. Questo è l’avviso che campeggia nelle sale da concerto londinesi dove si comincia sempre in perfetto orario senza indulgenza verso i ritardatari e i capannelli di “spettatori” più interessati alle “public relations” che al concerto. Ma siamo a Bologna e Londra (come Berlino, come Parigi, come Vienna) è molto, molto lontana….
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6 thoughts on “New London Consort- Bologna Grandi Interpreti 18 Marzo 2015

  1. Walter Bich ha detto:

    Furtwaengler, “Ton und Wort”, contiene un capitoletto “osservazioni sull’esecuzione della musica antica”. A un certo punto dice, volendo essere paradossale e provocatorio: “se volessimo essere davvero fedeli storicamente, dovremmo far cantare da ragazzi tutte le parti di soprano e di contralto, com’era pratica costante un tempo, anziché farle ricoprire da donne.” Buon per lui che non c’è più…

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  2. Walter Bich ha detto:

    Prima musicisti, poi, eventualmente, musicologi. Purtroppo la moda ha fatto sì che insigni musicologi scarsamente dotati come musicisti venissero osannati come sublimi musicisti.
    Delle tante messe in si minore, a me piace tanto quella di Richter, come (quasi) tutto quello che ha inciso di Bach (cantate in testa).
    Se lo ritrovo, le citerò un passaggio pertinente da un libro di Furtwaengler che ho a casa.
    Complimenti per quanto scrive in genere, sottoscriverei tutto, a cominciare dallo scandalo degli orari (anche a Torino…)

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  3. Marco ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo! Specialmente vorrei far riflettere sul continuo fango che si getta sul sopracitato Herbert von Karajan, che a seconda di alcuni critici, è uno di quei direttori da evitare perché non filologico… Assurdo!

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